Maurizio Gherardini: “Quei 5 anni con Datome e il futuro di Eurolega”

Nella nostra one to one estiva abbiamo avuto il piacere di ritrovare ai nostri microfoni Maurizio Gherardini GM del Fenerbahce. Abbiamo parlato di tanti temi, dalla stagione dei turchi, sino all’Eurolega tra sostenibilità, futuro e talenti.
Qui la versione testuale, oltre alla versione video che trovate sul canale Youtube e audio sul profilo Backdoor one to one con tutte le nostre interviste in un solo canale.

 

Cominciamo dalla stagione appena terminata dal Fenerbahce. Un inizio di Euroleague pazzesco, un 9-1 di partenza con un basket di altissimo livello ma, tutto sommato, costruendo la squadra. Una squadra nuova, che doveva conoscersi… vi aspettavate un risultato così istantaneo? Qual è stato l’ingrediente magico?

L’inizio di quel tipo ha sorpreso gli addetti ai lavori ma, in un certo senso, anche noi. Non ci aspettavamo di partire in quella maniera, giocando del buon basket. Anche perché avevamo avuto una preparazione un po’ sofferta, sia per l’indisponibilità di qualche giocatore che per la mancanza dell’allenatore impegnato con la Nazionale sino a metà settembre. È stata una partenza sicuramente inaspettata, che però ci ha fatto capire che il lavoro di costruzione del roster aveva avuto un senso, dovevamo continuare a crescere secondo le aspettative che avevamo durante l’estate. È stato un bene vedere in campo confermate alcune valutazioni.

Cosa è successo dopo quel 9-1? Un periodo abbastanza lungo di difficoltà, inaspettato quasi quanto l’inizio? Come avete fatto poi a raddrizzare la nave per guadagnarsi quei Playoff che con un inizio del genere per cui non sapremmo dare altra definizione se non “meritati”?

I ragionamenti potrebbero essere tanti. Fa parte di ogni stagione, il fatto di essere un po’ su una montagna russa di situazioni e di rendimento. Noi stessi, in fondo, siamo riusciti a rimanere nelle prime 4-5 per 33 partite su 34: nell’ultima partita siamo precipitati all’8° posto, mettendoci nelle condizioni di dover affrontare la squadra che si era meritata il titolo di campione della Regular Season. Noi eravamo nelle 4-5 per l’intera stagione! Se andiamo a guardare i numeri abbiamo patito tante problematiche fisiche: ci sono stagioni che sono fatte così. Noi investiamo su Scottie Wilbekin come leader tecnico della squadra e finiamo per avere Scottie Wilbekin fuori per oltre 3 mesi. Non entro nemmeno nel discorso Bjelica perché Nemanja non ha mai potuto esprimersi. Non ricordo negli ultimi anni una stagione così dura, anche se tutti gli infortuni sono derivati da cattiva fortuna. Una botta di qua, una caduta sbagliata, un movimento sbagliato sul contatto sotto canestro… se uno fa una disamina e cerca di capire una causa costante, qui non la trova! Siamo stati un po’ sfortunati, come succede a tanti nel corso della stagione. Con i primi infortuni e problematiche si è un po’ persa la chimica vincente. Ci sono sfuggite anche di mano alcune partite negli ultimi secondi, questo ha complicato sicuramente il cammino. Un buon cammino perché il nostro obiettivo era entrare ai Playoff, un cammino un po’ agrodolce quando ti rendi conto di esserti messo nella condizione di avere il fattore campo se le cose fossero andate solo un filino diversamente. Questo è lo sport, questa è la pallacanestro, non c’è nulla da fare!

Massimiliano Bogni
Massimiliano Bogni
Hoosier. Bergamasco. Atalantino. Iscritto a Lettere Moderne in UniMi. A seconda del contesto, non necessariamente in quest'ordine. Sempre in attesa di recuperare da terra ogni briciolo di sport.