Mercato: i movimenti delle altre di Euroleague

Dopo gli approfondimenti sul mercato spagnolo e greco e in attesa dell’analisi sul mercato turco che potrete leggere domani su questo stesso sito, andiamo a vedere i nuovi roster delle altre squadre di Eurolega. Premetto che esiste una serie di fattori, quali, l’ambientamento in un nuovo mondo, per chi viene dall’Nba o dalla G-league o il fatto di cambiare completamente ruolo (inteso come quello che viene richiesto sul campo) all’interno della squadra, per chi viene dalla Champions League o dall’Eurocup, per cui l’impatto di un nuovo giocatore è prevedibile solo in piccola parte.

CSKA

Il mercato del CSKA è esattamente l’esempio lampante dell’applicazione della premessa, ma risulta abbastanza semplice e lineare nella sua concezione. Dei quattro inserimenti nel roster solo uno, Daniel Hackett, ha esperienza in Euroleague e possiamo facilmente intuire che minuti e incombenze saranno ereditate dal partente Westermann. Daniel aggiunge difesa e attitudini da attaccante, mentre probabilmente si perde un po’ in fase di tiro sugli scarichi e creazione per gli altri dal palleggio.

Gli altri acquisti sono Bolomboy e Peters che appartengono alla prima categoria, infatti arrivano entrambi dalla G-League e Ivan Uhkov che invece appartiene alla seconda, quella dei talenti presi da altre squadre della stessa lega nazionale o di area (in questo caso la VTB leaague). Entrambi i giocatori ex NBA arrivano, secondo le dichiarazioni di Itoudis, per colmare il buco presente nello spot di 4, ma mentre Peters è più esterno, Bolomboy è schierabile quasi solo da 5 in entrambe le metà campo, a meno di una chimica particolare da ricercare con Kyle Hines. Ukhov, che condivide il nome con un (ormai temo ex) forte saltatore in alto, ha tutta l’aria di un investimento sul futuro che difficilente inciderà nel breve.

KHIMKI

Il mercato del Khimki è più complesso, a fronte di tre partenze rilevanti, più la tragica vicenda di Tyler Honeycutt, quasi tutte di giocatori interni (Todorovic e Robinson) arriva solo un lungo vero, Mickey, il cui adattamento agli spazi europei però è una scommessa. Gubanov è decisamente più esterno e credo che parta dietro almeno a Gill,Thomas e Monia nelle gerarchie delle ali. Per il resto sono arrivati rinforzi sugli esterni, Tony Crocker e Casey Prather sono due veterani che hanno giocato un po’ ovunque nel mondo tranne che in coppe europee di livello e dovrebbero aggiungere scoring e poco altro, anche se è da capire come si adatteranno a giocare spesso lontano dal pallone. Infine c’è Dee Bost, un’altro piccolo in un reparto saturo dove la palla è già prenotata da Shved, sono ancora meno fiducioso considerato che non è un tiratore particolarmente affidabile e che l’unica esperienza in Eurolega, a Kaunas, si è conclusa con un taglio anticipato. Insomma al momento le sorti della stagione sembrano passare di nuovo da Shved che questa volta potrà imporre un ritmo alle partite decisamente più alto, ma vediamo se basterà per ripetersi.

ZALGIRIS

E’ tutto finito, senza Toupane, che verso fine stagione si era ritagliato un ruolo di impatto fondamentale in una partita su tre, senza Micic che dava un contributo difensivo fondamentale e permetteva di far respirare Pangos oppure di farlo giocare “off the ball” e, soprattutto, senza il suddetto Pangos, il vero motore della squadra, la sensazione è che lo Zalgiris abbia perso buona parte della sua identità.

Ulanovas

Jasikevicius dovrà ricostruirla partendo da Ulanovas che ha rinnovato e avrà un ruolo più influente nell’attacco provando una nuova coppia di handlers come Wolters-Walkup per restituire ritmo offensivo. Difficile dire quali saranno le gerarchie, dato che il primo è l’unico con una leggera esperienza europea, due anni fa con Stella Rossa a poco più di 15 minuti per partita, mentre per il secondo ritorna la questione adattamento. Grigonis prenderà minuti e oneri di Toupane, difficilmente con la stessa pericolosità, mentre Geben, lituano in arrivo dall’NCAA va a rinforzare il reparto lunghi rimasto apparentemente intatto, grazie ai rinnovi di Kavaliauskas e Davies, su cui però gravano i 34 anni e la sempre più ridotta mobilità di Jankunas che non potrà certo ripetere la stagione dello scorso anno.

MACCABI

Dopo gli annunci che prevedevano la creazione di due squadre separate per campionato e coppa, pare, stavolta senza annunci, che in Israele si sia ritornati verso una composizione del roster più canonica, anche se completamente rivoluzionata. In particolare il ricambio è evidente nel reparto americani, quello che trascinava la squadra, infatti hanno salutato Pierre Jackson, Norris Cole (direzione Avellino, molto interessante) Jonah Bolden e DeShawn Thomas (Efes). I primi due verranno sostituiti da Wilbekin, richiesto da quasi tutte le squadre d’Europa, da Kendrick Ray, in arrivo dal campionato ceco, e questo è un grosso punto di domanda, e dall’ennesimo ritorno di un Pargo a Tel Aviv, stavolta Jeremy. Thomas viene sostituito da un’altro punto di domanda come Caloiaro, ex Banvit, che dovrebbe quasi pareggiarne l’impatto fisico a rimbalzo. Mentre un ex Nba come Johnny O’Bryant III dovrebbe avere qualche responsabilità in più di Bolden e sarà il quattro titolare, con un altro ex Nba, Tarik Black, ex Lakers che completa un’ interessantissima coppia di lunghi con Alex Tyus, anche se sarà difficile vederli giocare insieme per questioni di spacing, quindi i minutaggi potrebbero risultare un po’ sacrificati per entrambi.

BAYERN MONACO

Il Bayern ritorna in Eurolega dopo 3 anni di assenza e lo fa sostanzialmente con il nucleo che nei primi due turni di Eurocup, lo scorso anno, ha collezionato 14 vittorie e 2 sconfitte, salvo poi uscire in semifinale contro un Wilbekin incontenibile. Gli innesti rilevanti, come detto, sono pochissimi, solo tre. Radosevic dal Bamberg, vecchia conoscenza dei tifosi Olimpia sostituirà il partente Zirbes ed essenzialmente sarà il cambio di Booker, rinnovato in estate. Sempre dal Bamberg, arriva anche Maodo Lo, che appare sempre più utile di quello che è in realtà, ma rimane un’ottimo cambio per Jovic.

Petteri Koponen

Mentre da Barcellona si innesta Petteri Koponen, che vista la composizione del roster verosimilmente dovrebbe giocare maggiormente lontano dalla palla, con qualche pick and roll da giocare in meno e qualche close out da attaccare in più potrebbe davvero essere la stagione della rinascita. Con questo mercato molto mirato e leggero il front office del Bayern si dimostra sicuro della squadra costruita negli anni passati, il rischio c’è, perchè non è mai stata testata a questi livelli per un’intera stagione, però in linea di principio questo approccio poco convenzionale mi piace e dovrebbe garantire almeno una certa continuità di intenti.

BUDUCNOST

La squadra vincitrice della Lega Adriatica si ripresenta in Eurolega dopo 16 anni, i punti di contatto con il Bayern sono molteplici, a cominciare dal fatto che l’anno scorso sono stati eliminati ai quarti di Eurocup dal Daroussafaka di Wilbekin, per continuare con il mercato, anche qui numericamente risicato, ma più incisivo nel peso che ogni singolo giocatore avrà nel roster. Sono partiti Gibson e Landry, due dei cinque giocatori con il minutaggio oltre i 20 minuti. Il primo è stato sostituito da Edwin Jackson, reduce dal discutibile impatto su Barcellona a metà dell’anno scorso e Aaron Craft, di cui ci siamo tutti innamorati a Trento ma ha necessità di essere totalizzante per essere efficace e non è così scontato che in Eurolega sia difensivamente sostenibile. Senza contare che entrambi andranno a togliere spazio a Nikola Ivanovic, ex Capo d’Orlando che l’anno scorso è ulteriormente migliorato ed è stato uno dei punti di riferimento per la squadra. Il sostituto di Landry è invece Earl Clark che dopo una buona stagione con i Lakers nel 2013 ha faticato a trovare continuità fino agli scorsi due anni al Besiktas, nel mezzo due giri in Cina e un po’ di D-league. Potrebbe anche scapparci l’upgrade. Infine tra gli esterni da segnalare l’aggiunta di Coty Clarke, ex Kazan, che potrebbe partire come tre titolare limitando il minutaggio di alcuni dei trascinatori della passata stagione. In generale la base di partenza era forse la più bassa tra le 16 squadre e il mercato non è stato né esaltante né su un filo logico particolarmente chiaro. Comunque, come per tutte le squadre, ma forse ancor di più per i montenegrini, basta che vadano in porto un paio delle scommesse fatte e la stagione può subito svoltare, comunque senza troppe ambizioni di playoff.

Impazzisco per le point forwards, mi piacciono i giocatori lituani, sperate non ne esca mai un Lituanoglu. Alleno per poter chiamare le difese come le sorelle di Coach Carter. Speaker del podcast 3 and P, con cadenza variabile parlo dell’Olimpia Milano sul mio blog, Wizardmove