Milos Teodosic: la caduta degli dei e il sospiro di sollievo

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Il tardo pomeriggio di ieri non deve essere stato facile per i tifosi di Juventus e Virtus Bologna. Non tanto perché si era chiamati a scegliere quale delle due squadre vedere, dato il simile orario di partenza. La giornata si è macchiata di un paio di infortuni simili per gravità e, in un certo verso, dinamica. Due fuoriclasse messi fuori gioco dalla sfortuna. E da una minima connivenza. Federico Chiesa, contrastato ruvidamente da Smalling verso metà primo tempo, tenta di riprendere a giocare, accasciandosi nuovamente a terra dopo un tentativo di scatto in profondità. Milos Teodosic, nell’ultimo minuto dell’ennesima partita dominata alla UnipolSai Arena, scivola su una chiazza di sudore in corrispondenza dello sticker pubblicitario incollato sul parquet. Ironia della sorte, sticker della stessa compagnia assicurativa. È costretto a uscire dal campo, sorretto a braccia da un paio di compagni. Per entrambi gli assi bianconeri si parla di un’iperestensione dell’arto, con probabile interessamento del legamento crociato del ginocchio sinistro. Solo gli esami strumentali della giornata odierna sapranno dirci quanto questi movimenti innaturali abbiano compromesso la stabilità dell’articolazione.

Se per il giovane juventino il pericolo è quello di saltare i playoff contro Macedonia del Nord ed, eventualmente, la vincente di Portogallo-Turchia, il playmaker serbo rischia di dover terminare anzitempo la stagione in maglia Virtus. A maggior ragione, considerando il chilometraggio e la carta d’identità di Milos, siamo sicuri che la decisione presa da staff e dirigenza Virtus sarà la più conservativa possibile. Qualunque sia la gravità dell’infortunio, immaginare un rientro affrettato e prematuro di Teodosic non coincide con l’operato intelligente di Scariolo e Baraldi. Che, loro malgrado, non sono nuovi ad affrontare traversie di tale gravità. Dal primo incontro della Supercoppa 2021 a oggi, la lista di infortunati tra le fila delle V Nere ha risparmiato pochissimi elementi del roster. Tra Covid, problemi cardiaci, salmonella, infortuni muscolari e traumatici, l’unico a non aver saltato una partita è il coach bresciano. La bravura di Scariolo è stata quella di reinventare costantemente nuovi assetti ed equilibri per ovviare alle assenze. Senza Teodosic, e chissà per quanto tempo, sarà in grado di replicare?

Inutile negarlo: Milos Teodosic è insostituibile. Al netto di quanto grave e dolorosa sarà la diagnosi degli esami strumentali, il #4 è dotato come pochissimi in Europa delle doti meno mascherabili in caso di assenza. Il genio e il talento. Se la Virtus potrà e dovrà intervenire nuovamente sul mercato, qualsiasi sostituto non potrà riprodurre le visioni e le letture di Milos. Si potrà cercare un profilo che meglio si adatti a un’arcigna difesa sulla palla. O prediligere una guardia più sviluppata in termini realizzativi. Ma per le ambizioni e il livello virtussino, uno come Teodosic è imprendibile a questo punto della stagione. Forse giocatori più funzionali e adatti al sistema sì. Ma forti e impattanti come lui, no.

Si potrebbe aprire un capitolo sulla presenza degli sponsor pubblicitari sul parquet di gioco. Lo aveva fatto notare Gigi Datome già qualche mese fa. È un tema dibattuto, attorno al quale non sono stati ancora presi provvedimenti. Oltre all’abbandonarsi a qualche sacrosanto rant, è probabile che si giunga finalmente a una decisione in tal senso. Come al solito, curano anziché prevenire. Si potrebbero immaginare gli scenari in casa Virtus Bologna. Le responsabilità offensive verranno ridistribuite tra Pajola, il rientrante Mannion, Ruzzier e Alexander? Si opterà per l’attesa del rientro di Teodosic o, nel caso più grave, si esplorerà il mercato dei playmaker in giro tra Europa e USA? Zanetti e Baraldi si convinceranno di offrire all’intero gruppo squadra una trasferta a Lourdes, Fatima o Medjugorje per garantire la sopravvivenza di tutti fino al termine della stagione? È ancora presto per dirlo. Intanto possiamo solo leccarci le ferite, sperando in un futuro migliore. E con qualche crociato sinistro risparmiato.

In mattinata sono arrivati i comunicati ufficiali. Se per Chiesa sono state confermate le ipotesi più tragiche (lesione del crociato anteriore, tempi recupero stimati attorno ai 6 mesi), per fortuna i canali ufficiali della Virtus hanno riportato esiti meno funesti per Milos. Edema osseo post-contusivo al piatto tibiale esterno. 20 giorni di riposo forzato, ma possiamo scommettere che la situazione verrà trattata con la massima cautela. Un sospiro di sollievo, come compensazione per una lesione durissima da digerire. La domenica sera è già agrodolce di suo. il 9 gennaio 2022 lo sarà, nella nostra memoria, ancora di più.