Mondiali 2019 | Belinelli: “Non è stata l’ultima recita di questo gruppo”

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Belinelli
Credits: FIBA

Nel “day after” della bruciante sconfitta contro la Spagna che significa eliminazione dal mondiale 2019, l’Italbasket ha sostenuto un leggero allenamento in preparazione alla gara di domenica contro Porto Rico, ormai valida solo per questioni di ranking FIBA. A margine della sessione ha parlato il giocatore contro cui gran parte dei tifosi ha puntato il dito dopo il 67-60 di ieri, ovvero quel Marco Belinelli che ha sottolineato come ci sia grande voglia di riscatto da un gruppo che vuole ancora provare a vincere, a partire dal pre-olimpico dell’anno prossimo.

Le sensazioni del giorno dopo sono quelle di esserci andati vicini, e per questo il rammarico è doppio:

Il giorno dopo viene voglia di rigiocare la partita per fare un’altra prestazione.
Fa ancora male perché eravamo a +4 a pochi minuti dalla fine, perché ci credevamo, perché la Spagna era una squadra sì forte ma alla nostra portata.
Il dispiacere del giorno dopo è tanto.

La domanda, inevitabile vista l’età del core Azzurro, riguarda il futuro in Nazionale dei “senatori” come lo stesso Belinelli, Datome e Hackett:

Quando giochi con la maglia dell’Italia è qualcosa di diverso. Può sembrare banale, ma affrontare le partite, esserci e fare qualcosa di positivo è una cosa che io, Gigi e tutti quelli che come me sono in Nazionale da un po’ proviamo sempre a fare.
E’ stata l’ultima recita?
Non penso: io ho 33 anni, Gigi 32, Daniel 30, ci siamo parlati, c’è voglia di riscatto e non penso sia  stata l’ultima nostra partita.

Non è sfuggita l’immediata presa di responsabilità fatta subito dopo la partita ai microfoni di Sky Sport, nella quale Belinelli si è addossato tutte le colpe per la sconfitta decisiva:

Anche in passato, quando eravamo più giovani, non ci sono stati problemi ad assumersi responsabilità.
So benissimo che tutti massacreranno me, me ne assumo tutte le colpe, ho giocato male ma si va avanti. Magari qualcuno potrà pensare che domani mi sveglio e mi passerà tutto, ma mi conosco e so che ci starò male per un po’, però ormai è andata così. Sono tiri che mi devo prendere, che non ho paura di prendere e questo l’ho dimostrato anche in passato.

Quale possa essere stata la chiave del 3/16 al tiro dal campo, invece, sembra chiaro:

Forse la voglia di fare troppo o troppo bene. È inutile aggrapparsi a delle scuse, in queste partite la stanchezza non la devi sentire, ma la Spagna ci ha messo pressione dopo il
15-5 iniziale e quindi abbiamo aiutato Hackett a portare la palla contro il loro pressing e questo ci è costato energie.
Da questo punto di vista la Spagna ha preparato la partita molto bene.

 

Davide nasce a Pavia il 27/02/1993. La sua personale folgorazione sulla via di Damasco avviene in tenera età grazie alle giocate di Kobe Bryant e Manu Ginobili. Laureato in Economics, finance & international integration all'Università di Pavia, si è sempre definito tifoso Lakers e interista per autolesionismo. La frase che secondo lui raccoglie più di tutte l'essenza della pallacanestro è "Ball don't lie", tanto da decidere di tatuarsela addosso.

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