Mondiali 2019 | L’Italia, le rotazioni ed un tempo che sta per scadere

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Sacchetti
Un timeout azzurro durante Italia-Spagna (foto Fiba)

Un’altra eliminazione bruciante, un’altra occasione persa. La generazione ‘di fenomeni’ dell’Italia rischia sempre più di avviarsi alla conclusione della sua avventura azzurra senza aver raccolto nulla. Restano solamente il preolimpico del prossimo anno e gli Europei 2021 (forse) per provare ad invertire la tendenza, sempre che non ci sia qualche forfait. Ma la partita con la Spagna è lo specchio dell’ultimo decennio della nostra Nazionale, quando è sempre mancato un centesimo per fare un euro.

Italia-Spagna: l’analisi del nostro inviato

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Il commento sulla sconfitta dell'Italia contro la Spagna e gli altri risultati del Mondiale

Pubblicato da Backdoor Podcast su Venerdì 6 settembre 2019

Italia-Spagna e quelle rotazioni così ridotte

Era stato così nel 2013 e nel 2015 contro la Lituania, nel 2016 con la Croazia, nel 2017 contro la Serbia ed ora si aggiunge la sfida con gli iberici a queste occasioni perse per fare il salto di qualità. Eppure la sfida contro Llull e compagni era davvero alla portata, contro una squadra lontana anni luce da quella dominante degli anni addietro: non solo il +10 iniziale, perso in troppo poco tempo, ma anche il +4 a 4’21” dalla sirena finale, quando tutto sembrava volgere a favore degli azzurri.

Lì si è spenta la luce: l’Italia ha perso lucidità, ha iniziato ad andare in difficoltà in difesa (15 punti presi in meno di 4 minuti) ed in attacco ha costretto Marco Belinelli ad entrare in “hero mode”, con tiri da 3 punti impossibili, presi principalmente perché obbligato a tirare alla fine dei 24 secondi. È diventato così il capro espiatorio di questa partita, almeno a leggere i commenti sui social, ma non è certo solo lui il colpevole, anche se ovviamente il suo 3/16 è stato pesante.

Gli altri big azzurri si sono un po’ nascosti nel momento della verità, probabilmente anche stanchi per aver dovuto lottare per oltre 30 minuti, in una partita anche dura fisicamente, mentre tra gli avversari nessuno è andato oltre i 27 minuti di utilizzo. Questa differenza si è vista tutta: l’Italia ha ruotato sei giocatori (più scampoli di match per altri quattro), mentre la Spagna ha portato nove uomini oltre i 10 minuti sul parquet. Dividendo così le forze e lasciando i big freschi per la fase decisiva. In un Mondiale, con soli sei elementi spendibili non si va da nessuna parte.

Italia-Spagna: la ‘sorpresa’ Biligha ed il futuro

Eppure l’Italia aveva giocato la sua partita. Aveva imbrigliato la Spagna, non permettendole (salvo in alcune occasioni) di andare in velocità, ed era riuscita ad annullare Marc Gasol, grazie al lavoro di un Paul Biligha sontuoso. Il neo giocatore di Milano è la sorpresa più piacevole di quest’avventura iridata: è andato in difficoltà solo contro la Serbia, dove comunque ha lottato contro avversari più grossi ed esperti di lui, per il resto ha dato un contributo difensivo importante e, vista la cronica assenza di lunghi, si è fatto un bagaglio di esperienza importante pensando al futuro.

E adesso? C’è da onorare l’inutile partita di domani mattina contro Portorico, poi il pensiero correrà già al preolimpico 2020 della prossima estate, quando molto dipenderà anche dalla fortuna nel sorteggio, ma l’Italia dovrà presumibilmente eliminare almeno una big per accedere a Tokyo 2020. Cioè quello mai fatto sinora. Magari iniziando a portare quei giocatori, come Davide Moretti o Nico Mannion, che dovranno consentire alla nostra Nazionale di essere competitiva negli anni a venire. Perché per questa generazione, come dicevamo, il tempo è prossimo a scadere.

Lo sport ed il basket sono da sempre la mia passione, diventati poi il mio lavoro, da ormai il lontano 1998 (eh già, sono quasi tra gli 'anziani'). E Backdoor Podcast lo ritengo un mix tra passione e qualità.

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