Mondiali, Serbia-Argentina: clamorosa impresa di Campazzo e compagni

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Quarti di finale
I due pilastri dell'Argentina, Scola e Campazzo, sullo sfondo Bjelica. (FIBA WC)

I quarti di finale di questo mondiale cinese 2019 si aprono con una sfida di assoluto livello, Serbia-Argentina. I serbi (e Jokic soprattutto) sono chiamati al riscatto dopo la prima battuta d’arresto contro la Spagna, gli argentini lottano per continuare a sognare.

La partita comincia con un primo quarto che è l’esibizione offensiva di Facundo Campazzo. 2/2 da tre punti e 6 assist, uno più bello dell’altro. Invece, la selezione di coach Djordjevic inizia macchinosamente, tenendo l’Argentina in partita nella prima frazione, chiusa 25-23 per i biancocelesti. Nel secondo quarto, i sudamericani fanno rifiatare i loro veterani, affidandosi alla loro panchina. Le seconde linee ci mettono cuore e anima, anche più dei titolari, e mettono su un parziale di 12-2, pilotato da Vildoza e Laprovittola. Il primo tempo si conclude sulla stessa falsariga, il cronometro dopo i primi due splendidi parziali si ferma sul 54-49 per gli argentini, frutto anche del 9/16 dall’arco degli uomini di Hernandez. Il terzo quarto è ancora la stessa sceneggiatura, i serbi che provano a rimontare, con Scola e compagni che insistono. L’equilibrio regna sovrano, il quarto decisivo quarto si apre sul punteggio di 68-67. Ultimo atto, inaugurato dalla pesante tripla di Guduric, alla quale rispondono, successivamente, Garino e Campazzo. 4 punti in fila di Scola, seguiti da 2 di Campazzo, portano l’Argentina sul +8, che diventa +6 dopo un canestro di Bjelica. Due giochi da tre punti di Laprovittola e Scola, entrambi propiziati da Campazzo, portano la Celeste sul +11 a 3:17 dalla fine. Il canestro del game over è un’incredibile giocata da replay firmata Laprovittola-Scola, tunnel del primo e chiusura in layup del secondo. In realtà, Bogdanovic avrebbe provato a riaprirla con uno step back incredibile, ma è troppo tardi, Campazzo risponde, come al solito, e Micic perde una palla che dopo la schiacciata di Deck rende definitivo il KO. Il punteggio finale è 97-87, che sigilla la definitiva impresa argentina.

 

Momento chiave: la creatività dell’Argentina

Incredibile, impronosticabile, spettacolare. Non bastano aggettivi per descrivere quanto fatto dall’Argentina quest’oggi. Battuta la grande favorita del mondiale con una partita perfetta, all’insegna della creatività. I passaggi assurdi di Campazzo, Vildoza e Laprovittola, la fisicità di Deck, la tecnica infinita di Scola, anche a 40 anni, il coraggio di chiunque sia entrato dalla panchina, che sommati danno come risultato l’equazione perfetta che è stata oggi la selezione argentina.

Facundo Campazzo, MVP dell’incontro tra Serbia e Argentina. (FIBA WC)

MVP: Facundo Campazzo

I centimetri sono solo un numero per Facundo Campazzo. L’esplosione definitiva dei suoi è innescata, chiaramente, dal leader assoluto della formazione. Davide Pessina in telecronaca ha ironizzato dicendo che, se lui a 51 anni scendesse in campo al suo fianco, farebbe comunque comodamente 10 punti semplicemente tagliando e facendosi servire da Facu, proposizione che esprime bene quanto mostrato dalla cosa più simile a Manu Ginobili, negli ultimi anni. Una doppia doppia da 18 punti e 12 rimbalzi, condita anche da 6 rimbalzi (sì, prende anche quelli), non bastano a riassumere ciò che la stella del Real Madrid ha compiuto nella partita odierna.

WVP: Boban Marjanovic

Dare il peggior giocatore della gara ad un giocatore che realmente non ha giocato, è un po’ paradossale. Ma, i terrificanti 2 minuti in cui Boban è stato in campo, hanno costretto Sasha Djordjevic a relegarlo in panchina per il resto della gara, obbligando Jokic ad una partita di sacrificio. 2 palle perse e 3 falli, in soli due giri di orologio, spiegano probabilmente perché Marjanovic, nonostante i suoi centimetri, ha serie difficoltà a calcare un campo di pallacanestro.

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