Motiejunas: “Dubai in Eurolega? Molti credono nel progetto”

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Motiejunas

Da mesi ormai si parla dei prossimi, grandi cambiamenti all’orizzonte per EuroLeague. In particolare, poco tempo fa una riunione degli shareholders ha avuto un ruolo decisivo nell’iniziare ad indirizzare quello che sarà il progetto dei prossimi anni. Partendo dalle due figure centrali appena rinnovate: Dejan Bodiroga come presidente e Paulius Motiejunas come CEO.

In una recente intervista concessa a SKWEEK, l’ex dirigente dello Zalgiris Kaunas ha commentato il possibile ingresso di Dubai nella competizione. Poco tempo fa, l’ABA Liga ha infatti annunciato ufficialmente la partecipazione degli arabi alla prossima stagione, in quello che veniva visto come il primo importante passo per avvicinare Dubai all’Europa. Ora sembra solo una questione di tempo, quindi, prima che il progetto si attualizzi effettivamente. Dal canto suo, Motiejunas ha solo confermato l’interesse da parte di Eurolega nell’espandersi verso un nuovo mercato.

Ovviamente, Dubai e il Medio Oriente sono regione in cui si stanno spostando molti campionati ed eventi. Quindi è normale che noi, come Eurolega, siamo altrettanto interessati.

Allo stesso tempo, l’amministratore delegato di Eurolega ha voluto sottolineare come questo interesse sia arrivato in primo luogo da Dubai. Un ulteriore segno del progresso compiuto dalla lega in questi anni, avendo creato uno spettacolo capace di attirare ulteriori investitori.

Siamo contenti che l’approccio sia arrivato da parte loro. Sono stato uno dei 13 GM di club a partecipare ad uno dei nostri primi incontri, ad Ottobre di quasi due anni fa.

I lati positivi di questo progetto sono tanti. A partire ovviamente da quello economico, ma non tralasciando anche il fascino che un mercato come quello di Dubai potrebbe portare in Eurolega. L’obiettivo è quello di portare nella competizione una delle nuove mete turistiche più importanti al mondo, verso cui tutti i settori dello sport stanno mano a mano rivolgendo la propria attenzione.

Dubai è una bellissima città. La Coca-Cola Arena è ottima, il clima stupendo. Riuscire a diffondere la gioia della pallacanestro e di EuroLeague è qualcosa che cerchiamo sempre di fare.

Se i lati positivi non mancano, molti sono anche i dubbi correlati alla questione. Più voci in capitolo si sono espresse in questi mesi a favore o contro l’ingresso di Dubai, cercando di analizzarne al meglio i pro e i contro. Tuttavia, le possibili criticità del progetto non spaventano Motiejunas, e ancora meno tutti coloro che stanno lavorando assiduamente per giungere all’obiettivo.

Ovviamente ci sono dei dubbi, ma non vediamo dubbi sulle facce delle persone dietro il progetto. Se loro ci credono e pensano di poterlo portare avanti, pensiamo che questo sia già gran parte del successo. È una sfida per tutti, ma è un nuovo mercato. Ecco perché le negoziazioni sono così difficili e richiedono tempo.

Alla fine, se vedremo che i lati positivi sono più di quelli negativi, le società prenderanno una decisione e vedremo la reazione.

Parole che, ancora di più, fanno intendere quanto ormai l’organico tutto di Eurolega sia già proiettato ad un futuro con Dubai nella competizione. Una proiezione che, se diventerà vera, vedrà il suo primo passo compiersi proprio in ABA Liga, il campionato europeo scelto per l’esordio della nuova società.

Tutti i nostri club giocano in campionati domestici e in Eurolega, quindi devono esserci pari diritti per tutti. Abbiamo sempre detto che avrebbero dovuto avere anche loro una lega domestica. Ora, l’ABA Liga rimpiazzerà il loro campionato nazionale.

L’ingresso di Dubai in Eurolega quindi passerà dalla ABA Liga e, con ogni probabilità, anche dall’EuroCup. L’idea per la prossima stagione, infatti, sarebbe quella di far partecipare gli arabi in una competizione europea minore. Per dargli l’occasione di dimostrare di valere effettivamente il livello di EuroLeague, potendoselo guadagnare anche sul campo oltre che con investimenti vari.

L’Eurolega è il massimo livello di competizione, sarebbe come saltare da un treno che corre a 120 km/h. Con una struttura e giocatori completamente nuovi, sarebbe molto rischioso. Vogliamo minimizzare questo rischio perché amiamo il brand e l’immagine che EuroLeague si porta dietro.

Ecco perché l’offerta è stata “Proviamo qualcosa di più piccolo”. Ecco perché parliamo di EuroCup, per dargli una possibilità di convincere tutti che sono già pronti per l’Eurolega.