Nazionale: le discutibili dichiarazioni del presidente Petrucci

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Nonostante siano passate diverse ore dall’eliminazione contro la Francia, la ferita negli appassionati italiani è ancora aperta. Quest’amarezza tuttavia non basta per smorzare l’orgoglio che la squadra ha mostrato, arrivando a un passo dalle semifinali di Eurobasket 2022. La sconfitta di martedì sera non segna un punto di arrivo, ma possibilmente uno di svolta. Segno dell’ottimo progetto Azzurro, che negli anni a venire potrebbe aumentare sensibilmente il proprio valore. A commentare ciò che aspetta l’Italbasket e il suo percorso agli Europei appena trascorsi è stato, in particolare, il presidente della FIP Gianni Petrucci.

Intervistato dal Corriere dello Sport, tanti sono stati i temi affrontato da Petrucci. Non si può non partire dalle ovvie congratulazioni alla squadra, commentando quello che è stato il cammino della nostra Nazionale in questi mesi.

Positivo per l’entusiasmo che abbiamo generato e per le gare giocate. Rimane l’amarezza del risultato, che non posso addebitare ad alcun giocatore o allenatore dello staff.

Ora dobbiamo proseguire su questa strada: debbo dare atto al coach Sacchetti di averla aperta lui, Pozzecco l’ha proseguita nel migliore dei modi.

Un ringraziamento dovuto quello a coach Sacchetti, con cui il rapporto non si è concluso nel migliore dei modi soprattutto per come è avvenuto: alle porte di un Europeo da giocare in casa. Evidentemente sostituirlo con un “trascinatore delle masse” come Pozzecco è sembrata la scelta giusta al momento giusto, in modo da unire ulteriormente gruppo e tifosi. Nonostante il modo brusco, la decisione si è sicuramente rivelata azzeccata visto il feeling e i risultati raggiunti. Inutile, quindi, mettere in dubbio la conferma di Pozzecco in veste di CT.

Se lo confermo (Gianmarco Pozzecco, ndr)? Al 100%! Perché mi ha veramente convinto per come allena i ragazzi.

Tanti sono stati trascinatori dell’Italia a quest’Europeo. Uno di questi ha però lasciato un segno indelebile nei cuori dei tifosi: Simone Fontecchio. Il Poz lo ha incoronato “MVP per distacco” di Eurobasket, mentre tutto il mondo si è accorto del livello della sua pallacanestro. Senza il suo talento, gli Azzurri non sarebbero arrivati a giocarsela punto a punto contro la Francia. Allo stesso tempo, il fato ha voluto che fossero proprio due tiri liberi sbagliati dal neo giocatore dei Jazz a spegnere le speranze di qualificazione dell’Italia. Non tutto è riconducibile a quei due errori, ma se Fontecchio ne avesse segnato anche solo uno la storia sarebbe potuta andare diversamente. Lungi da noi, tuttavia, incolparlo di uno sbaglio che è successo a chiunque in carriera. Anche ai migliori.

Simone ha sbagliato due tiri liberi importanti, è vero. Ma quanti rigori hanno sbagliato Maradona o Ronaldo allora? Il campione sbaglia.

A proposito di campioni, qualcuno potrebbe obiettare che a quest’Italbasket ne sono mancati diversi. Primo fra tutti Danilo Gallinari, assente per infortunio. Ma è facile pensare anche a giocatori come Marco Belinelli e Daniel Hackett. Acqua abbondantemente passata sotto i ponti della nostra nazionale, ci verrebbe da dire, ma che evidentemente è ancora oggetto di interesse di Petrucci. Che non risparmia di tirare qualche (inutile) frecciatina proprio all’ex CSKA Mosca.

Belinelli, con cui ho un buon rapporto, mi aveva anticipato un anno prima che non sarebbe vennuto. Hackett credo che non sia stato neppure convocato, con Daniel non parlo da anni… Abbiamo fatto a meno di lui e il risultato stava arrivando: tutti sono utili, nessuno è indispensabile.

Infine, Petrucci ha toccato anche il tanto caro argomento “basket in chiaro“. A nostra discrezione, la Rai in tutti questi anni non è mai riuscita a valorizzare il contenuto cestistico offerto da Nazionale e LBA, anche a causa dello scarso impegno profuso nella sua promozione. Quest’anno l’ente televisivo nazionale non ha rinnovato la propria offerta al basket italiano, mostrando scarso interesse nel prodotto. Una perdita poi non così grande (almeno per noi), mentre Petrucci sembra pensarla diversamente. Scaricando anche le colpe di questo poco interesse.

Se Sky offre di più della Rai, io posso solo dire grazie Sky. Ma se la tv pubblica non è interessata al basket, non è colpa della Fip. Si può fare qualcosa? Si può e si deve, sono io il primo a volerlo. Continuerò a parlare con la mia amica Alessandra (direttrice di Rai Sport) per rilanciare questa idea.

Indipendentemente da queste parole, su cui si può essere d’accordo o meno, è oggettivo che si debba fare qualcosa in più per valorizzare il nostro basket e la nostra nazionale. A maggior ragione visto il gruppo di Azzurri che si è costituito. Quest’anno si è andati vicini al sogno, chissà che nel futuro non si possa toccarlo con mano. A partire già dai Mondiali di Parigi del 2024.