NBA 2K21, recensione: tutte le novità e la questione del tiro…

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NBA 2K21
Credits H3ml0ck

Anche quest’anno a colmare la vostra dose di videogame a tema cestistico arriva l’ultima versione di NBA 2K. Nonostante le naturali critiche che arrivano puntuali ogni anno, che siate degli invasati del gaming con la passione per la palla a spicchi, o dei semplici appassionati che si dilettano saltuariamente con la propria console, continuate ad acquistare il titolo di dominio sul tema. Sebbene i 70 euro della standard edition siano una bella botta per il portafoglio, NBA 2K21 resta un must anche in quest’annata, dove pure la Visual Concepts ha attraversato le difficoltà che comporta questo periodo particolare. Infatti, il prodotto rilasciato sul mercato il 4 settembre, è frutto di un lavoro, per forza di cose, molto più condizionato rispetto agli anni passati. Per questo, noi siamo qui per dare un’occhiata al nuovo NBA 2K21.

La recensione di NBA 2K21

Come detto, le circostanze di uscita del punto di riferimento tra i giochi a tema NBA sono state piuttosto particolari, visto che la versione 2021 è arrivata con la stagione precedente ancora in corso. A causa di ciò, gli sviluppatori non hanno avuto grandissimo spazio di manovra per apportare le modifiche necessarie. Tuttavia, NBA 2K21 porta con sé diverse novità, a partire dalla rinnovata interfaccia grafica (come di consueto) che sembra molto più godibile. Non solo il menù principale appare più semplificato e meno dispersivo rispetto allo scorso anno, ma anche gli hub delle varie modalità del gioco risultano più ordinati, ad esempio ne La mia squadra, La mia lega e La mia carriera.

Proprio a proposito del MyCareer, la storia della modalità di punta del videogioco convince più di un utente. In primis, le novità presenti nel quartiere hanno riscosso abbastanza successo, in particolar modo la nuovissima 2K Beach. Il viaggio, intitolato The Long Shadow, mette il vostro giocatore nelle vesti di Junior e attraversa il mondo delle high school e, soprattutto, quello del college basket, accontentando chi invoca la presenza dell’NCAA all’interno della storia. Parlando appunto del diminuire l’NBA-centricità del titolo, la VC ha acquisito i pieni diritti sulla G-League e ha trovato l’accordo con USA Basketball per inserire alcune delle selezioni americane di culto nel gioca ora. La possibilità di poter giocare con il Team USA delle ultime due olimpiadi, sommata all’aggiunta di nuove squadre storiche per praticamente ogni annata della storia (tra cui alcune perle), conferisce parecchio valore a questa sezione.

Sempre in questo senso, la WNBA, approdata sulla piattaforma già nel 2020, ha acquisito ulteriore importanza in NBA 2K21. Se nell’ultima versione era possibile selezionare i team della lega di Cathy Engelbert soltanto per le partite singole o di stagione, da adesso le donne avranno il proprio spazio anche nel MyLeague, che vede in copertina proprio Candace Parker, delle Los Angeles Sparks. Unico appunto: diciamo che i grafici non hanno prestato troppa attenzione nel disegnare le giocatrici, per info citofonare Sabrina Ionescu, astro nascente e futuro volto della lega, che non si è vista rappresentare in maniera gratificante, per usare un eufemismo.

Tralasciando questo, la grafica è come al solito uno dei punti di forza di NBA 2K: il realismo sta diventando davvero impressionante e anche in questa versione sono stati aggiunti dei dettagli da non sottovalutare. A maggior ragione, il giudizio grafico verrà ancora amplificato dall’uscita su Play Station 5 e Xbox Series X, console sulle quali si dovrebbero raggiungere livelli stellari, grazie alle tecnologie di ultimissime generazione. Lo stesso ragionamento può essere fatto a livello sonoro e di audio. Bonus track: ancora ottimo il lavoro fatto con le rubriche di 2KTV, con la conduzione di Alexis Morgan e Chris Webber. Pollici in su pure per l’ennesima soundtrack di qualità del videogioco, favoreggiata dalla collaborazione con Beats.

Infine, teniamo per la conclusione il topic che più ha tenuto banco nei giorni dall’uscita ad oggi, riguardante il gameplay. NBA 2K21 ha modificato soltanto pochi aspetti della propria giocabilità e lo ha fatto concentrandosi sul dare maggiore importanza alla “levetta destra”. Sono stati aggiunti nuovi pacchetti di ball handling, ma principalmente è stato rivoluzionato il modo di tirare, che ha scatenato più di un malumore tra gli affezionati. La nuova modalità di tiro del gioco ha abolito il vecchio indicatore di riempimento, sostituendolo con una barra a scorrimento e un cursore. Inoltre, la vera difficoltà di questa nuova variante riguardava appunto la funzione pro stick, che obbligava i giocatori a dare importanza, non solo alla pressione effettuata sulla levetta, ma anche alla posizione della stessa. Dopo una sorta di plebiscito degli utenti, quest’ultima opzione è diventata facoltativa, però probabilmente la vecchia shooting form non la riavremo mai indietro. Questa polemica a parte, nel gameplay non si riscontrano grosse evoluzioni rispetto all’ultimo titolo, complici i motivi spiegati in apertura. In più, in questo primo mese sono stati segnalati dei problemi nel matchmaking online, che dovrebbero essere normale amministrazione di un gioco appena uscito. Dunque, anche per NBA 2K21 non dovrebbero esserci grossi problemi su questo fronte.

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