NBA e nuovo calendario: Olimpiadi sì, preolimpico (forse) no?

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L'ex ct Meo Sacchetti (Twitter Italbasket)

Una notizia tanto attesa dagli appassionati di basket è arrivata nella serata di ieri: venerdì 31 luglio ripartirà la stagione NBA e ci terrà compagnia per tutta l’estate ed una parte dell’autunno, per la chiusura entro il 12 ottobre. Questo nuovo calendario cambia anche quello della prossima stagione, mettendo a rischio i giocatori NBA (americani e non) per l’estate 2021.

Quando finirà la stagione 2020/21?

Il prossimo campionato dovrebbe iniziare il 1° dicembre e non a Natale, come da precedenti anticipazioni, anche se non è ancora una data definitiva. Questo anticipo sembra nato per poter chiudere la stagione verso metà luglio e consentire così la partecipazione dei giocatori NBA alle Olimpiadi di Tokyo, rinviate al 2021 per il coronavirus e riprogrammate dal 23 luglio all’8 agosto dell’anno prossimo.

Certo, si tratterebbe di un vero e proprio tour de force per i giocatori impegnati nei turni finali dei playoff 2021, raggiungendo le rispettive nazionali a ridosso del via della competizione, con anche il fuso orario da assorbire. Avrebbero comunque poi tempo di riposare nei mesi successivi, al termine della rassegna a cinque cerchi, visto che fino almeno al successivo ottobre la stagione NBA sicuramente non riprenderà.

Preolimpico in forte dubbio

Ben diversa la situazione per i giocatori internazionali chiamati a disputare il preolimpico (29 giugno-4 luglio), tra cui anche gli azzurri Danilo Gallinari, Marco Belinelli e Nicolò Melli, più Nico Mannion (se verrà scelto al Draft 2020). Si svolgerebbe a stagione NBA in corso e, dunque, la presenza o meno dei giocatori dipenderebbe dal cammino delle rispettive squadre americane nella stagione 2021.

Chi non andrà ai playoff non avrebbe particolari problemi, mentre per chi sarà impegnato nella post-season NBA dipenderà da quanto la propria squadra andrà avanti. Ed un arrivo già alla semifinale di conference potrebbe metterne in forte dubbio la partecipazione. Il tutto, comunque, senza poter svolgere la preparazione con il resto della squadra e restando in dubbio fino all’ultimo. Causando così incertezze e problemi ai vari ct.