NBA Draft 2019: Caccia agli steals

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Vista la particolarità della Draft Class 2019, è quasi doveroso iniziare ogni articolo con le stesse premesse.

1-Dopo i primi 3 è molto complicato definire il valore dei vari prospetti, un giocatore X potrebbe esser considerato una lottery pick per un team, ed uno da metà secondo giro per un altro. Sì,avete letto bene….

2-Sembrano poche le potenziali stelle, quei giocatori che possono costituire la base di un sistema,le building blocks. Ma in compenso ci sono tanti potenzialmente ottimi role player.

3-L’incertezza di cui sopra rappresenta una ghiotta occasione per i vari scouting staff, sarà un banco di prova per testare le loro capacità.

4-Una Draft Class a prima vista debole,o comunque sotto la media, significa anche che potremmo vedere diversi scambi. La n.4 dei Lakers sarà al centro dei rumors, ma anche altri team nella prima metà del primo giro potrebbero decidere di fare un trade down. Vengono in mente Bulls e Suns, entrambe a caccia di un playmaker….

Di seguito cercheremo di identificare alcuni dei possibili steal, ovvero di quei giocatori che in un paio d’anni faranno mangiare le mani a tutti i team che potevano prenderli e non lo hanno fatto.

Due soli paletti: Escluderemo i primi 20 prospetti della top 100 di ESPN,e cercheremo di parlare di atleti che non sono già stati menzionati negli articoli precedenti sul Draft.

Nicolas Claxton

Questo prospetto da Georgia è uno degli atleti più atipici del Draft. Big man atletico e rapido negli spostamenti laterali, decisamente adatto allo switching game che ormai è necessario per ‘sopravvivere’ nei playoff NBA. Istinto e braccia lunghe ne fanno un ottimo stoppatore sia sul suo uomo che in aiuto. Manca però di forza fisica, è magrissimo, dovrà riuscire a colmare questa lacuna senza però perdere quella fluidità nei  movimenti che rappresenta il suo punto di forza.

In attacco è decisamente più acerbo, ma non per questo manca di upside.

Tratta bene la palla e di tanto in tanto sorprende con passaggi da playmaker, o spingendo palla in transizione dopo aver preso il rimbalzo. In una Georgia povera di talento gli è stato chiesto di andare oltre i suoi limiti,di aiutare sia come realizzatore che come iniziatore del gioco. Tutto questo gli tornerà utile in NBA , magari per provare a diventare qualcosa di più di uno specialista difensivo.

Admiral Schofield

Questo potente esterno di circa due metri è stato, insieme all’altro prospetto NBA Grant Williams, l’artefice della rinascita di Tennessee. Tiratore preciso dalla media e lunga distanza, per questo tende ad accontentarsi del jumper invece di andare a sfidare i big man in area. Peccato, perché quando decide di attaccare il ferro il risultato spesso è questo:

Gran lavoratore,migliorato costantemente nei 4 anni con i Volunteers, sempre aggiungendo qualcosa al suo arsenale. Dal punto di vista fisico è già pronto per entrare in una rotazione NBA, sicuramente farà felice il team che deciderà di puntare su di lui.

Shamorie Ponds

Playmaker da St.John’s che flirta  con il Draft dallo scorso anno, le sue quotazioni hanno subito un brutto colpo a causa della stagione in chiaroscuro dei Red Storm.

Attaccante di razza, con una marea di soluzioni dal palleggio, ha chiuso l’annata intorno al novantesimo percentile in Division One in isolamento e da ball handler nel pick’n’roll, e poco meno (83) nei tiri in spot-up.

Lui e Carsen Edwards, microwave scorer di cui abbiamo parlato in un altro articolo, hanno il talento e le skills per incidere in attacco anche al piano di sopra.

Ponds ha carattere da vendere, che lo aiuta anche nella sua metà campo,dove è un ottimo ladro di palloni.

Rapid Fire

-Rimanendo ai Red Storm, Justin Simon è un atleta extralusso, che in questa stagione si è sacrificato per il bene del suo team. Difensore tenace ed aggressivo, ottima visione di gioco, ha un grosso punto debole nel tiro da fuori,ma il resto promette veramente bene.


-Mfiondu Kabengele è un big man atletico con buona mano dalla lunga distanza, emerso nel torneo NCAA come il miglior attaccante di Florida State. Il suo best case scenario? I San Antonio Spurs, che tra l’altro sceglieranno due volte a fine primo giro. Ah, questa stoppata su Zion Williamson la racconterà ai nipoti…

 

-Dedric Lawson è un’ala realizzatrice che si destreggia in post come un veterano. Poco, pochissimo atletismo, ma tanto IQ e skills da gamer.

-Tra i big man doveroso menzionare Daniel Gafford e Bruno Fernando, due sophomore che hanno lavorato duramente e tradotto in campo i loro progressi. Nella loro posizione in NBA ormai è richiesto (nel 90% dei team) solo atletismo, capacità di proteggere il ferro e di muoversi sul perimetro dopo i cambi. Caratteristiche che non mancano a nessuno dei due

-Jaylen Hands, playmaker sophomore da UCLA, è riuscito a mettersi in mostra nonostante la disastrosa stagione dei Bruins. Ottimo atleta, incostante al tiro, ma vede bene il gioco ed è un fulmine in transizione. Vale per chiunque in questo gruppo, ma specialmente per Hands sarà importante finire in un team con uno staff che lavori bene con i giovani.