NBA DRAFT 2020: considerazioni sparse

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NCAA
Foto di Alessia Doniselli

Siamo ormai ad un passo dal 2020, il carrozzone del College Basket è partito già da un po’, il momento è propizio per alcune considerazioni iniziali sulla prossima NBA Draft Class.
Se leggete da un pò queste pagine, sapete che preferiamo non lanciarci in improbabili Mock Draft, e in questo particolare caso è una fortuna, dato che mai come oggi sembra mancare un consenso generale dopo le primissime posizioni. E nemmeno su quelle ci sono particolari certezze…

WHO IS THE NUMBER ONE?

Lo scorso anno a questo punto sapevamo già che Zion sarebbe stata la prima scelta assoluta, e che Ja Morant e RJ Barrett correvano per i posti restanti sul podio.
Ora invece ci sono quattro nomi, in ordine sparso, LaMelo Ball (G, Illawarra Hawks, NBL), James Wiseman (C, Memphis) , Anthony Edwards (G, Georgia) e Cole Anthony (PG, North Carolina). 

I two cent di chi Vi scrive vanno sulla possente guardia di Georgia, letteralmente sublime contro la difesa degli Spartans di coach Izzo. Lui e LaMelo hanno il profilo del potenziale game changer, la tipologia di atleta che normalmente si spera di trovare nella prima metà della lottery. Ad oggi sembrano i due principali candidati alla tanto ambita first overall pick.
Di LaMelo si parlerà all’infinito, intanto bisogna dargli atto di aver dimostrato sul campo, e contro giocatori professionisti, che c’è anche della sostanza nel suo gioco.

 

QUANTO VALE LA DRAFT CLASS 2020?

C’è poco da girarci intorno, per quanto visto so far la qualità complessiva della classe sembra abbastanza sotto la media. È in annate come questa che i front office che dedicano più tempo e risorse allo scouting riescono ad avvantaggiarsi sulla concorrenza. Quando i valori non sono così evidenti e bisogna indagare a fondo sui motivi del rendimento del prospetto X o Y. Il background ovviamente -aspetto che noi della stanzetta purtroppo non abbiamo tante possibilità di approfondire- è fondamentale, così come il contesto. Prendiamo Cole Anthony, il playmaker di UNC ora fuori per infortunio. Gioca in una squadra che è oltre la posizione n.300 in Division One in qualsiasi statistica riguardante il tiro, con Roy Williams che pretende due big man sempre in campo, ed esterni che tirano poco e male da dietro l’arco. Converrete che non è il supporting cast ideale per una scoring guard aggressiva come il ragazzo in questione.

Il suo 37% dal campo deriva in gran parte dalle condizioni in cui è costretto ad operare. Ci sono pochi dubbi sul fatto che Anthony sarà più efficiente una volta sbarcato in NBA.
Tornando alla Class, c’è da dire anche che non ci sono tanti prospetti tra i migliori team emersi in questa prima parte di stagione. Nella top 10 di KenPom probabilmente il miglior prospetto è Tyrese Maxey, combo guard di Kentucky che dopo un esordio notevole ha decisamente rallentato.

 

NICO MANNION

‘Nico could go down as one of the great point guards in Arizona history’

Non sono parole nostre, ma di Sean Miller, attuale coach dei Wildcats. Non male se si pensa all’illustre lista di playmaker usciti dall’ateneo…
Lo stesso Miller ha spiegato che la differenza tra Mannion e le altre star passate di recente da Tucson e poi finite in NBA è la comprensione del gioco, la capacità innata di marchiare a fuoco la partita in diversi modi.

Non è un caso se il team ha perso nelle due peggiori prestazioni del ‘nostro’, che ha realizzato appena 6 della 34 conclusioni tentate nelle sfide contro Baylor e Gonzaga.
L’atteggiamento è quello del veterano, sempre in controllo e fin troppo disposto a cercare i compagni. In certe situazioni un po’ di sano egoismo non guasterebbe, Mannion ha nelle corde ben oltre gli attuali 14.5 punti x game. Probabilmente nella prima parte di stagione ha cercato di cancellare ogni dubbio sul suo ruolo in prospettiva NBA, uscendo poco dallo spartito e aiutando i vari Josh Green -Intesa automatica tra i due, cementata da 4 anni insieme nei circuiti estivi- e Zeke Nnaji ad aumentare le proprie quotazioni in vista delle scelte. 

Ah, è uno spettacolo in questo video:

 

FRESHMAN WATCH

Chiudiamo con le medie dei freshman più interessanti in ottica NBA Draft:

VIA B^R

Landers Nolley II, redshirt freshman di Virginia Tech, sa innescare il suo jumper sia in movimento che da situazioni statiche. Da verificare nella tremenda ACC, ma cm e shotmaking sono lì da vedere….

Isaiah Stewart e Jaden McDaniels, prospetti di Washington, sono diversissimi come giocatori, ma hanno punti di forza che stanno emergendo nello scacchiere  degli Huskies. Stewart è un big man old style, che lotta a rimbalzo d’attacco e sta lavorando per migliorare il suo range di tiro. McDaniels invece è un talentuoso tuttofare, con i cm di un big man ma la testa e la tecnica di un esterno. Ottimo ‘progetto’ di giocatore, deve lavorare sopratutto per irrobustirsi.
Alla voce progetti per il Draft NBA merita perlomeno una menzione anche Precious Achiuwa, ala che sta sfruttando l’assenza forzata di James Wiseman per mettere in mostra il suo tremendo upside dal punto di vista  fisico e atletico. Sarà molto interessante vederlo all’opera insieme a Wiseman nella ‘Conference Season’.  

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