NBA DRAFT 2020: focus sui big man

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Prima dell’inizio di stagione abbiamo parlato dei tanti, promettenti handler della Draft Class 2020. Oggi, dopo una manciata di partite, diamo uno sguardo ai big man che si sono messi in evidenza, sempre in ottica NBA Draft 2020.

JAMES WISEMAN

Impossibile non partire dal prospetto più discusso del momento, anche se per questioni che c’entrano poco con il basket giocato. Wiseman, che rivedremo in campo verso metà Gennaio, in 3 partite ha confermato le doti che tutti gli riconoscevano alla High School. 

Atletico e dinamico come pochi 7 piedi prima di luiSalta così in alto che spesso rischia di toccare il ferro con la testa….-, si muove benissimo su e giù per il campo ed ha buon tocco mancino vicino al ferro e dalla media distanza. Da rivedere contro avversari di livello superiore, ma la sensazione è che sia una specie di gigante in mezzo ai bambini, ha una base fisica/atletica incredibile, da predestinato. 

 

ZEKE NNAJI e ONYEKA OKONGWU 

Dalla PAC-12 arrivano due delle principali sorprese di questa primissima parte di stagione.
Il primo è compagno di squadra dell’ottimo Nico Mannion ad Arizona, ed ha sorpreso tutti con una serie di ben 17 tiri dal campo e 13 tiri liberi senza errori. Non è un caso se le prime difficoltà che i Wildcats hanno incontrato quest’anno sono coincise con i suoi problemi di falli nel primo tempo della partita contro South Dakota State. Nella ripresa l’ala ha guidato i suoi al successo realizzando 12 punti e svettando a rimbalzo offensivo.

Oltre all’incredibile efficienza, il dettaglio dei suoi canestri segnati sinora mostra che è in grado di produrre ‘in proprio’, sfruttando tempismo e dinamismo non comuni, e un ottima mano dalla media distanza. Di recente coach Miller lo ha paragonato ad un’altra ala offensivamente dominante passata da Tucson, quel Derrick Williams che ora imperversa in Euroleague. In difesa non prende pause ed è a suo agio anche lontano dal ferro, il potenziale è notevole nonostante non abbia braccia lunghissime.

ONYEKA OKONGWU

Ex compagno dei fratelli Ball a Chino Hills e nei circuiti estivi, è arrivato a USC senza troppo clamore, ma fin dalla prima palla a due ha dimostrato di che pasta è fatto. In prospettiva NBA il suo ruolo è già delineato, rim-runner in attacco, rim-protector in difesa.
Non ha i centimetri di un centro classico,ma compensa con esplosività, mobilità e forza fisica, oltre che con un buon tocco.
Coach Enfield lo ha buttato subito nella mischia, da allora Okongwu non ha fatto altro che produrre, siamo a 18 punti, 8.8 rimbalzi e 3 stoppate, tirando il 66% dal campo e un promettente 80% ai liberi.

OBI TOPPIN

Ala redshirt sophomore di Dayton, che in estate ha fatto onde alla Nike Academy davanti a tanti scout.
Dopo aver messo il suo nome ‘sulla mappa’, Toppin doveva confermare in campo i suoi progressi, specialmente nel tiro da fuori, una skill a dir poco necessaria nella NBA 2020.

Atleta notevole, in 3 partite ha realizzato 25 delle 33 conclusioni da due tentate, anche se contro squadre diciamo non irresistibili. Sarà interessante vederlo in azione al Maui Invitational, che inizia Lunedì con la sfida contro la Georgia di Edwards e Hammonds. Potrebbe essere il suo definitivo ‘coming out party’.

ISAAC OKORO

Ala freshman di Auburn, è arrivato al college con la reputazione -meritata- di difensore strepitoso, con le doti fisiche/atletiche e la tenacia necessaria per disinnescare qualsiasi tipo di avversario. In 5 partite con i Tigers però si è fatto notare anche per il suo lavoro nella metà campo offensiva, con oltre 14 punti di media con il 72% da due, e attaccando meglio del previsto dal palleggio. Quando arriva al ferro il finale spesso è di quelli che esaltano…

VERNON CAREY JR

Pur essendo una delle star di Duke, Carey jr non è il big man più atteso del mondo in ottica NBA, principalmente a causa di un atletismo normale e di piedi non velocissimi. Il ragazzo però produce, e guida i Blue Devils in una lunga serie di voci statistiche. Qui lo vediamo contro California, sepolta da 31 punti,12 carambole e 4 stoppate. In una Duke le cui gerarchie sono ancora da definire, Carey Jr si è imposto subito come prima opzione.

 

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