NBA Draft 2021: Cade Cunningham è il n.1

85
Photo: Okstate.com

Prendete il Cade Cunningham visto quest’anno a Oklahoma State, magari dando un’occhiata al video dei suoi highlights qui sotto, e poi….dimenticatelo.

 

Il motivo? L’evoluzione del suo gioco negli ultimi 3 anni è stata pesantemente condizionata dal contesto. Cunningham non è ‘solo’ l’All American da 20.1 punti, 6.2 rimbalzi, 3.5 assist e 1.6 recuperi per allacciata di scarpe ammirato ai Cowboys.

A Monteverde Academy ha diviso il parquet con 3 prospetti che molto probabilmente verranno scelti al primo giro nel prossimo Draft NBA (Scottie Barnes, Moses Moody e Day’Ron Sharpe) più altri atleti di cui sentiremo parlare, Caleb Houstan su tutti. Una sorta di Dream Team, per qualcuno addirittura la migliore squadra di High school della storia. Poi c’è anche il mondiale Under 19 vinto con Team USA, da leader nonostante compagni come Tyrese Haliburton.


Salta all’occhio il suo IQ, la varietà e il tempismo nel passaggio, l’altruismo naturale, la tecnica e la classe. L’unico punto interrogativo? Un tiro da fuori ancora da modellare. Ma l’identikit rimane di quelli che azzerano la salivazione dei decision-makers della lega. Queste due esperienze hanno portato Cunningham al via della stagione a Oklahoma State con aspettative importanti. E paragoni pesanti di ogni tipo, compreso il fenomeno Luka Doncic. Fa riflettere quello del suo coach ai Cowboys:

 

Il Cade ammirato a Oklahoma State non è necessariamente migliore o peggiore del precedente. Perlomeno, non è quello che ci preme sottolineare. Si nota un giocatore diverso, costretto da un roster mediocre a mettersi in proprio più di quanto il suo istinto gli suggerirebbe. Con la capacità di trovare sempre lo spazio per innescare un tiro da fuori che sembra quasi troppo bello per essere vero…

 

(Via Barrtorvik)

Due gli aspetti deficitari della sua produzione offensiva, il mid-range e le palle perse. Per entrambi vale l’alibi dei compagni non all’altezza.

Stupisce invece la naturalezza nello step-back, arma fondamentale per un volume scorer nella NBA del 2021, con cui ha siglato diversi canestri importanti in crunch time. Palleggio e rapidità vanno migliorati per utilizzare con continuità questo tipo di tiro al piano di sopra, ma la base è notevole. Invidiabile la sua varietà di soluzioni, in isolamento, circa il 15% delle sue conclusioni totali, ha realizzato oltre un punto per possesso (87th percentile in Division One). Ben sopra la media anche in Post-up (0.96 PPP) e Spot-up (0.98 PPP).

Nella sua metà campo non lesina energie, apertura alare di oltre 7 piedi e applicazione costante lo rendono un profilo spendibile su più posizioni (ma non sulle scoring guard come Lillard), e adatto a qualsiasi schema.

Più maturo del classico teenager, ha una bambina di due anni e una famiglia unita, che non vede l’ora di poter aiutare con i primi guadagni. La possibilità di fallire semplicemente non è contemplata, qui Cade spiega da dove nascono i suoi progressi nel tiro da fuori.

 

 Semplicemente ogni estate scelgo un aspetto del gioco,e concentro tutte le mie forze per migliorarlo il più possibile. Quest’anno sapevo che con le mie doti nel playmaking avrei dovuto affrontare molti aiuti, difensori più alti e grossi nel pitturato, migliori rim protector. Perciò dovevo migliorare il mio jumper, perché se non sai tirare è difficile ottenere il rispetto dei difensori del college basket. Quindi mi ci sono davvero concentrato, ho ancora tanto da migliorare, ma è stato fantastico vedere i primi frutti di tanto lavoro.

 

Molto probabilmente in NBA vedremo un misto dei ‘due Cade’. Un handler altruista con punti nelle mani. È presto per dire se diventerà uno dei super esterni che dominano la lega grazie a scoring e playmaking, o ‘solo’ un ottimo secondo violino, come quel Khris Middleton di cui dice di aver studiato diversi video. Molto dipenderà dal team che avrà la fortuna di sceglierlo. A Houston ad esempio potrebbe diventare il volto del nuovo ciclo, in un roster con pochissimi punti fermi.

Il best case scenario per la sua crescita? Probabilmente gli Oklahoma City Thunder, dove formerebbe un backcourt da sogno con Shai Gilgeous-Alexander. Un posto che conosce, poca pressione, gruppo futuribile e una star con cui alternarsi in regia.

Tra meno di 20 giorni – la lottery è in programma il 23 giugno-  ne sapremo di più.