NBA Draft: la notte del pianto di Zion, la coppia Barrett-Morant e le trade

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L’affare Anthony Davis ha tenuto banco in questa settimana, dopo che i Raptors hanno mandato in archivio la stagione NBA, ma tutta l’attesa era volta al draft che presentava tanto talento diffuso e soprattutto almeno un paio di potenziali game changer tra cui ovviamente Zion Williamson. La prima scelta assoluta era telefonata e i Pelicans hanno scelto Zion per renderlo sostanzialmente l’uomo franchigia dopo la dipartita di Anthony Davis e possiamo dire che mai tempismo fu più preciso per i Pels nel salutare una stella per abbracciarne un’altra immediatamente. Ma non è stato l’unico movimento della nottata per la franchigia della Big Easy.

Griffin ha messo in scena un vero e proprio show di mercato e sostanzialmente la cessione di Anthony Davis e Solomon Hill con la 57° scelta ha portato a: Lonzo Ball, Brandon Ingram, Josh Hart, l’ottava, diciassettesima e trentacinquesima scelta a questo draft, la prima (se top 8) dei Lakers 2021, una scelta 2023 e due prime 2024 e 25. Oltre all’affare Davis Griffin ha scambiato la quarta scelta ricevuta dai Lakers con gli Hawks che ne hanno fatto un De’Andre Hunter per il loro futuro, ampliando. La strategia post Davis è stata notevole, il talento a disposizione è già tanto e dopo questa notte viene da pensare che lasciare AD potrebbe non essere stato così traumatico.

NBA: Hawks e Grizzlies protagonisti

Già lo scorso anno gli Hawks si sono mossi in maniera mirabile in sede di draft, passando dall’essere una potenziale barzelletta NBA, sino a diventare un League Pass Alert per chi volesse vedere del gioco frizzante e degli interpreti tanto inaspettati quanto piacevoli. Young, Huerter e Collins si sono rivelati merce importanti su cui ripartire e il trade up fatto nella notte per andare a prendere De’Andre Hunter conferma le serie intenzioni e un occhio alla costruzione sensata del roster perché le capacità e versatilità dell’ala da Virginia si sposano perfettamente con le caratteristiche dei giovani presenti rendendo Atlanta una delle vincitrici del draft.

Discorso assimilabile per i Grizzlies, che dopo aver scambiato Mike Conley con i Jazz, mettendo ufficialmente la parola fine all’epoca del grit and grind, ha aperto lo spazio e puntato tutte le fiches su Ja Morant. La ricostruzione potrebbe essere laboriosa e anche lontano da Memphis in un futuro prossimo, però basarsi sull’unico sophomore della storia NCAA ad avere 14 partite da almeno 20 punti e 10 assist è una solida base di partenza.

Le trade in sede di draft

Se i Grizzlies hanno fatto spazio per Morant cedendo l’ultimo simbolo della loro franchigia, anche i Phoenix Suns si sono mossi in maniera prepotente, anche se forse non hanno colmato il buco in playmaker di cui avrebbero avuto bisogno. Hanno “scaricato” Tj Warren agli Indiana Pacers, trovando una squadra che potesse assorbire i suoi 33 milioni rimanenti sul contratto, ma hanno portato a casa Dario Saric dai Timberwolves in un trade down di scelte assicurandosi  anche la numero undici oltre al croato.

Se degli Atlanta Hawks e del loro futuro abbiamo parlato,i Phoenix Suns sono stati partner anche dei Celtics nell’ultima trade della nottata che ha visto Aaron Baynes e la 24° scelta andare a Phoenix in cambio di una conditional first round pick del 2020. Questo è uno dei segnali che i Celtics in una stagione potrebbero passare dall’avere fin troppo talento e rotazioni, a trovarsi senza Horford, Irving e con una nuova squadra tutta da costruire. Ainge evidentemente si sta già muovendo in quel senso e per i Celtics, potrebbe essere un’estate lunga e fin troppo calda.