NBA Finals: i Mavericks non si arrendono e stravincono gara 4

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Mavericks
Luka Doncic, Dallas Mavericks. Credits: IPA Agency.

I Mavericks trovano finalmente la prima vittoria nella serie stravincendo gara 4 per 122 a 84 grazie ai soliti punti di Doncic, a un Irving ben diverso da quello delle prime due gare, oltre a un supporting cast che inizia finalmente a dare qualche segno di vita con un grandissimo Lively da 11 punti e 12 rimbalzi, un Hardaway da 5 triple e un Exum da 10 utilissimi punti.

Boston invece scende in campo con più superficialità e canna così il primo matchpoint con una orrida serata al tiro, chiusa col 36.2% dal campo, in cui il miglior marcatore è stato Tatum con 15 punti arrivati però col 25%.

Un primo quarto simile, ma diverso

Un po’ come accaduto nella prima gara della serie, anche gara 4 si è chiusa nel giro dei primi 24 minuti grazie a un super inizio di Dallas, che questa volta è riuscita a scollarsi immediatamente di dosso i Celtics. Boston, infatti, dopo il primo quarto chiuso in svantaggio di 13 non è più stata capace di rientrare nella gara, come aveva invece fatto in gara 3 mercoledì notte.

I Mavericks approcciano bene la partita, proprio come fatto in gara 3, trovando di nuovo un primo quarto da oltre 30 punti grazie al solito inizio strepitoso di Doncic: questa notte nella sola prima frazione ha messo a segno 13 punti col 63% al tiro, portando la sua media nei primi quarti della serie a 11.5 punti segnati col 58% dal campo, oltre a 2.5 rimbalzi e 1.5 assist.

Come mercoledì, anche oggi Irving è riuscito a trovare l’impatto giusto, dimostrando quanto stia giovando del fatto di trovarsi fra le mura amiche dell’American Airlines Center. O per metterla in un’altra prospettiva, di quanto il numero 11 dei Mavs stia soffrendo il pubblico del TD Garden: mentre nelle prime due gare Irving ha tirato con il 35.3% per una media di 14 punti, in gara 3 e gara 4 ha avuto una media di 28 punti col 51%.

 

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Proprio come successo in gara 3, anche oggi è stato un gran primo quarto di Jayson Tatum a dare ai Celtics le speranze di rimanere in partita. Il numero 0 dei Celtics ha segnato 5 tiri su 7 nella prima frazione, raccogliendo quindi 11 punti per cercare di tenere in vita i suoi.

Mentre nel primo quarto Boston non ha trovato altre risorse, Dallas ha raccolto anche 5 punti importanti per il morale da Lively, autore oltretutto della sua prima tripla in carriera.

Game, set, match

I Mavericks hanno quindi trovato un primo periodo perfetto, tenendo a debita distanza i Celtics grazie (finalmente) alla propria difesa, anche con un Doncic più attivo del solito in questo frangente.

Grazie proprio al primo quarto, Dallas è riuscita a chiudere la partita già nel primo tempo, durante il quale ha continuato a tirare generalmente bene dal campo, mentre Boston è crollata in maniera rovinosa: al 45% di Dallas, i Celtics hanno risposto con un 19% scarso, raggiungendo così anche i 26 punti di distacco all’intervallo.

A circa metà del terzo periodo, Mazzulla ha saggiamente voluto tirare fuori le proprie stelle per risparmiarne le energie ed evitare anche spiacevoli inconvenienti, rassegnandosi quindi completamente a un risultato che, seppur li vede comunque tranquillamente avanti, non farà certamente dormire serenamente il coaching staff dei Celtics.

Durante il terzo quarto le due squadre hanno passeggiato un po’ di più, coi Mavericks che hanno toccato addirittura un vantaggio di 48 punti nell’ultimo periodo. Seppur la partita fosse finita già da un po’, per Dallas è stato molto importante riuscire a trovare questa prolificità in attacco nel secondo tempo, così da rimettere in fiducia alcuni giocatori ultimamente più in difficoltà. Uno su tutti è Tim Hardaway Jr., il quale non segnava un canestro dallo scorso 18 maggio e stanotte invece ha chiuso la gara con 15 punti arrivati con 5 triple su 7 tentativi.

Si è chiusa quindi più velocemente del previsto una gara durata praticamente un quarto e mezzo, chiusa con 29 punti da Doncic e 21 da Irving, i quali dovranno riuscire a ritrovare anche in quel di Boston il ritmo e i canestri che sono riusciti a mettere in campo questa sera, senza perdere d’intensità nella metà campo difensiva, la vera chiave della partita.

 

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Cosa ci ha detto gara 4

Ora per le due squadre è il momento di tornare a Boston, dove la storia fino ad ora è stata ben diversa. In gara 2 Dallas era riuscita ad arrivare a 5 punti di distacco a due minuti dalla fine sfiorando anche il meno 3 in quella controversa conclusione al ferro di PJ Washington con il (non) fallo di Brown, ma in gara 1 la storia è stata ben diversa: come ricordavamo prima, Boston aveva chiuso la gara in un solo tempo grazie a un super Porzingis (tenuto ai box anche stanotte per l’infortunio di gara 2, seppur fosse considerato disponibile) arginando ogni tentativo di rimonta di Dallas senza troppa fatica.

Bisognerà quindi vedere se Dallas riuscirà a ritrovare l’approccio alla partita trovato fra le mura dell’American Airlines Center e se riuscirà soprattutto a ritrovare la difesa che questa notte gli ha permesso di consolidare il buon inizio di gara, cosa che era invece mancata in gara 3 sempre a Dallas e che aveva permesso a Boston di tornare in partita.

Sarà curioso vedere se Irving, dopo aver promesso ai fan dei Celtics che i Mavs sarebbero tornati per gara 5, sarà lo stesso giocatore in difficoltà visto nelle prime due gare, oppure se sarà capace di riproporre quanto messo in campo questa notte e mercoledì, dando a Luka una spalla su cui poter contare.
Tuttavia, per competere contro questi Celtics, che di certo non sono la squadra vista stanotte, ci sarà bisogno anche del supporto degli altri Mavericks proprio come successo stanotte, per provare a compiere un’impresa che non si è mai vista prima nella storia dell’NBA e recuperare da uno svantaggio di 3 a 0.
It ain’t over until it’s over.