NBA Finals: Porzingis in dubbio per gara 3. Dallas: ora o mai più

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Porzingis
Kristaps Porzingis, Boston Celtics. Credits: IPA Agency.

Nonostante la gara 2 vinta solo nel finale, fino all’altro ieri i Boston Celtics erano pressoché tranquilli rispetto a come stanno andando queste NBA Finals. Tuttavia, nella giornata di ieri qualcosa potrebbe essersi rotto nel meccanismo perfetto della corazzata di Boston. Quel qualcosa è Kristaps Porzingis, il vero fattore di gara 1, che in gara 2 ha subito un infortunio al ginocchio che era inizialmente sembrato innocuo (avendo giocato altri 6 buoni minuti dopo l’accaduto) ma che si è poi rivelato una lacerazione del retinacolo mediale con conseguente dislocazione del tendine tibiale posteriore.

La notizia dell’infortunio è arrivata come un fulmine a ciel sereno, non perché non ci si fosse accorti di quanto accaduto a Porzingis, ma perché dalle prime parole di coach Joe Mazzulla sembrava che l’infortunio al ginocchio del lituano non fosse di un’entità tale da impedirgli di prendere parte a gara 3.

Nella giornata di ieri però le carte in tavola sono cambiate dopo che la presenza di Porzingis per gara 3 è stata segnata “in discussione”. In virtù degli aggiornamenti ricevuti, i giornalisti hanno ovviamente fatto alcune domande sulle condizioni del lituano a coach Mazzulla, il quale ha definito “serio” l’infortunio del giocatore, rimarcando che il coaching staff dei Celtics non lo farà giocare qualora questo potesse comportare dei rischi gravi per il giocatore.

Cosa cambia per Boston

Dopo 38 giorni di assenza, a Kristaps Porzingis ci è voluto ben poco per ricordare ai Celtics (e anche a tutto il resto dell’NBA) quanto importante fosse la sua presenza per loro. Dopo sole due gare però, si trova per l’ennesima volta a dover affrontare dei fastidi fisici che potrebbero di nuovo tenerlo lontano dal campo.
Kristaps ha voluto rassicurare tutti quanti dicendo che si aspetta di essere in grado di giocare, però viene naturale pensare che, anche se dovesse riuscire ad entrare in campo, molto probabilmente non sarà al massimo della condizione possibile.
Per Boston questo potrebbe non cambiare troppo le carte in tavola, dal momento che in questi playoff hanno già dovuto fare a meno del lituano per larghi tratti, dando un aumento di minutaggio a un Horford che ha risposto come meglio non si poteva.

É inutile negare però che è con Porzingis che i Celtics raggiungono il loro massimo potenziale, disponendo di un’opzione in più da poter cercare non solo nei momenti in cui le cose girano al meglio, ma anche quando il ritmo viene un po’ a mancare e c’è bisogno di qualcuno che tiri fuori un coniglio dal cilindro. Per non parlare dell’incredibile apporto che avuto nella metà campo difensiva nella serie: 3 stoppate in gara 3 e altre 2 in gara 2, con le quali ha spesso spostato il momentum in favore dei suoi, per non addentrarci in tutto quel lavoro fatto in accoppiamenti teoricamente sfavorevoli coi più piccoli, situazione che però i Boston Celtics sono riusciti ad evitare il più delle volte cambiando prima che il centro venisse coinvolto nel pick and roll.

Cosa cambia per Dallas

Se c’è qualcuno per cui la notizia dell’infortunio dei Porzingis cambia le carte in tavola quelli sono i Dallas Mavericks, che in caso di assenza del centrone di Boston si leverebbero un grossissimo pensiero su entrambe le metà campo. Come dicevamo nell’analisi di gara 1, i Mavericks hanno un disperato bisogno di vincere gli uno contro uno nella serie, così da poter mettere in ritmo i propri role player che fino ad ora hanno deluso malamente le aspettative (Luka Doncic è l’unico giocatore di Dallas ad aver segnato più di una tripla nella serie). In quest’ottica l’assenza di Porzingis potrebbe essere un grande vantaggio per la squadra di coach Kidd, in quanto il lituano ha dimostrato in più riprese di saper muovere bene i piedi e riuscire a rimanere in diverse occasioni anche coi piccoli.

Nella metà campo difensiva, Dallas potrebbe avere un problema in meno di cui preoccuparsi, che sarebbe un affare non da poco visto il numero di giocatori a cui questi Celtics possono fare affidamento. Horford può essere affidabile dalla linea da tre punti, ma non ha di certo il tiro di Porzingis.

Per Dallas l’unica cosa più importante di vincere gli uno contro uno sarà banalmente iniziare a segnare dei tiri anche con giocatori che non vestono la canotta numero 77. É difficile pensare che dopo un primo tempo da 23 punti (in cui i compagni ne hanno segnati solo 28) e quasi 40 minuti giocati, un Doncic -oltretutto non al massimo della condizione fisica- possa avere le energie per continuare a dare filo da torcere alla difesa dei Celtics nel quarto quarto. E mettendo le cose in questa prospettiva, anche i liberi di troppo sbagliati e le troppe palle perse sembrano un po’ più giustificate da questa mancanza di energia, probabilmente anche a livello nervoso.

 

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Il piano emotivo

É proprio da questo punto di vista qua che l’assenza di Porzingis può fare la differenza per Dallas: sul piano nervoso ed emotivo, questa notizia può essere la scintilla per che fa scattare qualcosa fra le fila dei Mavericks, che ritroveranno anche il proprio pubblico nel momento di maggiore difficoltà. L’ambiente favorevole potrebbe anche permettere a Kyrie Irving di sbloccarsi nella serie e riuscire finalmente a dare il contributo che da lui ci si aspetta, specialmente dopo aver promesso ai tifosi dei Celtics che si sarebbero rivisti per gara 5.

Vincere o perdere gara 3 per Dallas farà tutta la differenza del mondo: una vittoria darebbe una carica di energia e fiducia agli stessi Mavericks e anche un segnale forte ai Celtics, facendo capire loro che le prime due gare pressoché perfette non sono bastate per chiudere la serie; una sconfitta, al contrario, sarebbe praticamente una resa da parte di Luka e compagni, rassegnandosi allo stra potere di questi Celtics.

L’aggiornamento sulla condizione di Porzingis sarà quindi fondamentale e da tenere costantemente monitorato in quanto, per i motivi che abbiamo elencato, potrebbe decidere anche le sorti della serie.