NBA Free Agency: i rintocchi finali e le indagini di Silver

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Silver

Il lascito della free agency in NBA quest’anno è davvero un fenomeno rivoluzionario. L’altissimo numero di accordi chiusi in questa off season ha dell’incredibile e porta con sè due conseguenze. La prima, più immediata ed evidente, sta nel ventaglio di novità che stanno dando un nuovo volto e una rinnovata forza alle varie franchigie in vista della prossima stagione. Nel segno di una serie di equilibri sconvolti rispetto alla passata stagione. La seconda invece, sempre relativa alla quantità di trattative andate in porto, riguarda la preoccupazione della lega stessa in merito alle stesse. Quindi se e quanto ci sia stato di lecito riguardo agli accordi conclusi in un’estate più infuocata che mai.
Un fenomeno rivoluzionario che mette tutti d’accordo sulla prospettiva di una lega più combattuta, equilibrata e avvincente che mai.

FIREWORKS!

I fuochi d’artificio che hanno contraddistinto la free agency di quest’anno si sono conclusi. Una serie infinita di novità che passo dopo passo ci hanno accompagnato nel vedere le diverse franchigie rivoluzionate dalla quantità e qualità delle transazioni e degli scambi. Un fenomeno che avrà evidenti conseguenze sul volto della prossima season di NBA.
In primis la rivoluzione ha riguardato Los Angeles. La città degli angeli ha visto le proprie squadre rinvigorite, letteralmente rimate dalla free agency. Un fattore che ha permesso ai Lakers anzitutto di consegnare a King LeBron James dei degni compagni di quintetto per la corsa ad un titolo che manca ormai dal 2010. Dalla star Anthony Davis a DeMarcus Cousins, passando quindi per elementi di spessore e qualità come Avery Bradley, Rajon Rondo e Danny Green. Senza poi dimenticarsi del domani della squadra, trovando in Kyle Kuzma il giusto prospetto. Non c’è dubbio che i Lakers abbiano investito tutto ciò che era in loro potere per dare a coach Frank Vogel i mezzi necessari per riportare l’anello in California.

Un desiderio condiviso dai rivali cittadini dei Clippers. L’aver battuto l’accanita concorrenza e l’esser riusciti a portarsi a casa l’MVP Kahwi Leonard pone i californiani nell’Olimpo di questa off season. Riuscendo poi, tra l’altro, a consegnare all’ex Toronto Raptors un degno compagno in Paul George, nel segno di un tandem da sogno. Non c’è dubbio che L.A. sia il polo della pallacanestro più infuocato e blasonato per la prossima stagione.

Ma i fireworks non hanno brillato solamente in California. L’approdo di Russell Westbrook a dar manforte a James Harden a Houston e il clamoroso arrivo di Kevin Durant alla corte dei Nets sconvolge ulteriormente gli equilibri sia a Est che ad Ovest. Il trio Durant, Irving e Jordan pone ulteriormente ombra sull’altra faccia di NY, coi Knicks che seguono la linea giovane con Barrett e Knox. L’aspetto più sorprendente di New York sta nel valore effettivo della franchigia, nonostante i risultati più che deludenti negli ultimi anni. Forbes ha infatti stilato il ranking delle franchigie, considerando ogni sport. I Knicks primeggiano da Silver risultando in classifica globale al quinto posto, per un valore di oltre 4 miliardi di dollari.

Leonard

CAMPIONI IN DECLINO E NUOVE SPERANZE

L’aspetto più controverso di questa free agency sta nel fatto che le squadre al vertice, le protagoniste delle ultime Finals, risultano nel complesso essere state quelle più indebolite. O meglio, quelle meno rafforzate tirando le somme.
Non si può non pensare alla mancata sostituzione di Kahwi Leonard e Danny Green da parte dei Toronto Raptors in primis. I Campioni in carica incarnano senza dubbio la delusione più grande in termini di transazioni di questa free agency, non riuscendo a portare fra le proprie fila un campione degno di questo nome in modo da ritentare con prepotenza l’assalto all’anello. Sia chiaro, i canadesi rimangono una formazione temibile e di livello in grado di dire la sua contro chiunque. Tuttavia la sensazione è che il fenomeno di Jurassic Park sia stato circoscritto alla stagione passata e che non possa garantire la giusta continuità anche l’anno prossimo.

Su un filo conduttore comune si pongono poi i Warriors. Gli addii di Kevin Durant, DeMarcus Cousins, Shaun Livingston e Andre Iguodala hanno sensibilmente ridimensionato il valore della franchigia, la quale nonostante tutto, continua a essere fra le più blasonate. La forza dei vice Campioni di Oakland sta nelle proprie certezze costruite negli anni. Da Steph Curry a Klay Thompson, passando quindi per Draymond Green e D’Angelo Russell. Gli arrivi dal Draft di Willie Cauley-Stein e Glenn Robinson sono chiaramente in ottica futura, con GS che rappresenta un’incognita per il prossimo anno.

Chi invece ha giovato più di tutti dal Draft sono stati i New Orleans Pelicans. In molti concordando sul fatto che l’addio di Anthony Davis ha paradossalmente ridimensionato in positivo la franchigia della Louisiana. Zion Williamson è senza dubbio il giocatore intorno al quale cresce sempre più curiosità nell’impatto coi grandi del basket. Brandon Ingram, Lonzo Ball e Josh Hart rappresentano solide certezze da Los Angeles per il presente. JJ Redick, Derrick Favors e Jaxson Hayes completano infine uno strapotere sotto canestro che promette scintille nella prossima season.

“SEMPLICI” INDAGINI IN CORSO

Il secondo aspetto sottolineato precedentemente sta nell’indagine avviata da Adam Silver e da alcuni organi NBA in merito alle operazioni di free agency di questa off season. Il Commissioner aveva già manifestato le sue perplessità nelle scorse settimane, con una netta presa di posizione dell’ultima ora concretizzata con alcune prime indagini.
La lega pone la sua preoccupazione in merito anzitutto all’altissimo numero di accordi raggiunti nelle prime ore di free agency. Con conseguenti dubbi sul fatto che precedenti accordi non siano stati presi prima del tempo disponibile. Sarebbe contro il regolamento, infatti, stipulare pre accordi prima dell’inizio ufficiale del periodo di trattative. Un potenziale pericolo sempre più possibile nello sport di oggi in generale.
Un fenomeno di fronte al quale la lega potrebbe muoversi in vari modi qualora venisse confermata la veridicità. Vuoi con sanzioni alle franchigie coinvolte, vuoi con modifiche al regolamento per rimanere al passo con tempi sempre più frenetici.