NBA, il giardino Zen: virtual playoff

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NBA
Grafica di Grazia Cifarelli

Lo sport – ogni sport – vive di what if, i famosi cosa sarebbe successo se… Cosa sarebbe successo se Jordan non si fosse dato al baseball per due anni, cosa sarebbe successo se il rigore di Baggio contro il Brasile non fosse volato alto sopra la traversa.
Il Coronavirus, mettendo in pausa tutto lo sport del mondo, ha innescato questo giochino anzitempo, a partire dal record di vittorie che avrebbero potuto agguantare i Milwaukee Bucks in stagione regolare, al titolo di MVP 2020 conteso tra Giannis e LBJ, fino al trofeo sospeso nell’aria del Miglior Rookie dell’Anno.

Bucks, James e Giannis

Giocare per giocare, credo che Milwaukee senza virus si sarebbe assestata attorno alle 67/68 vittorie stagionali, lasciando inviolata la vetta oltre quota 70 dei Bulls di Jordan del 1996 e dei Warriors del 2016, primo perché il cuscino di 6 e più vittore di distanza dai secondi (Raptors) avrebbe mitigato perfino il cuore africano di Antetokounmpo e secondo perché non sarebbe stato facile ripetere tali imprese in una stagione che mai come le altre si è presentata al giro di boa del post All Star Game dannatamente equilibrata.
Quanto a James, dubito che sarebbe riuscito a strappare al Greco la coppia di Podoloff da esporre in soggiorno; è vero che la stagione di Lebron era stata programmata per arrivare al top di forma e agonismo attorno a marzo, ma Giannis prima dello stop era un Rambo in braghette, con in saccoccia numeri perfino migliori rispetto a quelli rimediati nel 2019.

L’unica sorpresa forse sarebbe potuta venire dalla Louisiana, dove Zion – mai nome fu più appropriato – stava riscrivendo i libri delle matricole una partita alla volta, impattando la casellina delle vittorie della propria squadra come non si vedeva fare a un novellino dai tempi di Tim Duncan. C’è gente che alla luce dei fatti e nonostante gli stessi continua a considerare Ja Morant il netto favorito, ma del resto nel 2020 c’è ancora chi crede che la terra sia piatta. C’è spazio per tutti, indipendentemente dalla conformazione geografica.

What if

E ora procediamo al what if più divertente: cosa succederebbe se i playoffs si disputassero domani sulla base della classifica stampata l’11 marzo? Credo che tutti gli appassionati NBA sappiano che Lebron non perderà il 1° turno di postseason quest’anno; alcune cose semplicemente non sono possibili su questa terra, e una vittoria dei Grizzlies sui Lakers targati 2020 rientra tra quelle. I Lakers possono essere sembrati a tratti svogliati, a volte alla ricerca della quadra perfetta, certe sere neppure la squadra più forte del campionato, ma dopo l’All Star Game hanno cambiato marcia sotto agli occhi di tutti, Davis dominando sotto canestro, LeBron sciorinando quella che lui chiama memoria fotografica degli schemi di gioco e che per il resto dell’umanità è talento totalizzante e senza uguali per la pallacanestro professionistica. Il giorno successivo all’avvertimento di Magic sulla presunta mancanza di una terza opzione offensiva di spessore, Avery Bradley ha pure risposto presente inanellando 24 punti in faccia ai Clippers, comprese 6 triple su 12. Frank Vogel sta facendo allenare i suoi individualmente come se si dovesse giocare domani all’MGM di Las Vegas, e benché Kawhi abbia avuto la meglio su LBJ nella partita della verità di cui sopra, per i Grizzlies l’unica nota positiva in un eventuale 1° turno contro il Prescelto sarà dettata dal mero fatto di poterlo disputare. Il quintetto di Memphis è troppo giovane e inesperto anche solo per poter sperare di vincere una singola partita contro i Lakers; per loro un eventuale postseason sarà il momento giusto per assaporare l’atmosfera dei playoffs e per ringraziare il pangolino cinese che ha accorciato la loro stagione proprio quando il tabellone rischiava di diventare il più complicato della lega. Quattro a zero e avanti il prossimo.

Luka Doncic potrebbe tranquillamente rivelarsi come La Nuova Stella del Futuro venuta dal Vecchio Continente, ma è Leonard al momento Quella del Presente, e mentre Giannis e Lebron si spartiscono gli onori della stagione regolare, nel reame dei playoff sarà lui a scendere in campo con ancora la corona in testa. L’eventuale serie tra Mavericks e Clippers scivolerà con relativo agio nelle mani dei secondi, anche se ho il sentore che in almeno una delle gare Luka farà come Neil Armstrong nel 1969, affiggendo la bandierina del primo Uomo Sloveno sulla calotta NBA. I Clippers quest’anno hanno dimostrato che quando sono tutti sani incarnano l’arma letale. La loro ultima apparizione li ha visti stritolare i Nuggets con 30 punti di scarto per poi prendersi gioco dei Sixers decimati. Per qualche motivo sono i Lakers i giocatori di Los Angeles dati come favoriti per un ipotetico viaggio in Finale, ma io sto con Paul Pierce, che li ha pronosticati vincitori del titolo qualora si riprendesse a giocare, e trainati sulla linea del trionfo proprio da Kawhi. E se lo dice The Truth perché non crederci. 4 a 1 dei Rossoblu su Dallas nel 1° turno.

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