NBA: i Celtics di Mazzulla e il legame con Guardiola

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Mazzulla e Guardiola

Con la larghissima vittoria di questa notte ai danni dei malcapitati Warriors, protagonisti di un buon momento di forma che nulla hanno potuto al cospetto di questi Celtics, i ragazzi di coach Joe Mazzulla sono diventati la prima squadra di sempre a vincere tre gare con un distacco di 50 punti in una sola stagione, mettendo in atto un dominio simile a quello del Manchester City di Guardiola, la fonte di ispirazione di Mazzulla.

 

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Una passione che viene da lontano

Quella di Mazzulla per il calcio è una passione che proviene da lontano, sin da quando era bambino, e che lo ha portato a trovare delle somiglianze fra due mondi all’apparenza molto diversi, ma che secondo lui sono molto più simili di quanto crediamo.
Chiamato a sostituire coach Udoka sulla panchina dei Celtics, Joe Mazzulla si è trovato di fronte alla difficile sfida di trasmettere questa sua visione atipica alla propria squadra. Secondo Mazzulla il basket, come il calcio, è un continuum fra attacco e difesa e in quanto tale deve essere considerato, evitando quindi la netta divisione fra attacco e difesa a cui siamo abituati:

“Per me il gioco del basket è questo e lo è anche il contropiede nel calcio. […] Studio molto il Man City. Studio molto Pep. Penso che sia il miglior allenatore a qualsiasi livello, in qualsiasi sport. Ha avuto un’enorme influenza su di me”

Trasmettere un messaggio così rivoluzionario alla propria squadra non è però stato facile e Mazzulla ha quindi deciso di farlo mostrando proprio una partita del City di Guardiola ai propri ragazzi.

L’importanza della transizione

Per Mazzulla il punto cardine di questa intera filosofia è la transizione fra attacco e difesa. Si sa che una buona difesa favorisce nella maggior parte dei casi la buona riuscita di un attacco, poiché permette di affrontare una difesa non schierata e ancora in preda alla sistemazione degli accoppiamenti, dando così la possibilità di sfruttare dei mismatch tecnici e fisici. Un buon attacco permette poi una transizione difensiva più tranquilla e pertanto più semplice ed è per questo che secondo Mazzulla bisogna smettere di separare attacco e difesa ed iniziare a considerarli come un unicum.

“Penso che il punto in cui il basket e il calcio più si somigliano è che la transizione avviene in maniera estremamente rapida. Un attimo puoi essere in attacco e due secondi dopo puoi essere in difesa.”

Mazzulla trova poi un’altra somiglianza fra il mondo del calcio e quello della pallacanestro, la quale consiste nell’uno contro uno a cui si riduce il gioco nelle situazioni più delicate. Secondo il coach dei Celtics, indipendentemente dallo sport di cui si parla, le situazioni di uno contro uno sono fondamentalmente tutte quante simili: l’attacco deve cercare di andare oltre a un difensore, mentre il difensore deve tenere l’attaccante davanti a sé. Una riduzione che all’apparenza può sembrare scontata e superficiale, ma che in realtà delinea la situazione in maniera tale da capirne i principi e da poterne quindi trovare le soluzioni.

 

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Trasmettere il messaggio

Vista la natura del messaggio, la parte complicata del lavoro di Mazzulla sarebbe potuta essere la comprensione di questi concetti in cui crede così tanto da parte dei suoi giocatori. Questi invece hanno accettato di buon grado il nuovo modo di interpretare il gioco, come stanno dimostrando anche i risultarti: i Celtics sono primissimi ad Est ed hanno il miglior record di tutta l’NBA con 48 vittorie e 12 sconfitte.
Al Horford, appassionato di Premier League, conosceva già i concetti di cui parla Mazzulla, tuttavia ha affermato di non averli mai messi in pratica in maniera così concreta poiché in tutte le squadre in cui ha giocato nella sua lunga carriera, i ruoli e le fasi del gioco sono sempre state ben definite e distinte.
Anche Jaylen Brown sta giovando di questo “nuovo” sistema di gioco, che a detta sua lo ha aiutato ad essere un giocatore più produttivo, aiutandolo fare la scelta giusta in ogni situazione: attaccando al momento giusto, attendendo la partita quando necessario e coinvolgendo i compagni nel momento del bisogno, ad esempio quando viene raddoppiato.
Proprio per forzare i raddoppi da parte delle difese avversarie, la squadra di Coach Mazzulla sta sfruttando il più possibile il post-up, specialmente nelle situazioni in cui dispongono di un mismatch fisico e quindi in cui la difesa è obbligata a raddoppiare.

Tiki-taka

Pep guardiola è anche l’inventore di uno dei sistemi calcistici più famosi di sempre: il tiki-taka. Uno stile di gioco che prevede una serie molto lunga di passaggi, messa in gioco per imporre per grandi tratti della partita il proprio possesso di palla.
Chiaramente in virtù dei 24 secondi a disposizione per concludere il proprio attacco, il concetto di tiki-taka può essere riportato nel mondo del basket in maniera un po’ rivisitata. Quello che Mazzulla vuole trasmettere è l’importanza del movimento del pallone e l’importanza di coinvolgere tutti i giocatori nell’azione offensiva, motivo per cui ogni due o tre partite mostra alla squadra delle clip in cui tutti quanti hanno partecipato ai possessi offensivi, dimostrando come l’attacco abbia funzionato in quei casi come si evince dalle parole di Horford:

“Quando la palla si muove e tutti la toccano, succede qualcosa di buono. È allora che giochiamo al meglio”

Che sia finalmente l’anno buono?

Il roster dei Celtics da molti anni sta dimostrando di poter e dover competere per il titolo, raggiungendo le finali nella stagione 2021-22 e venendo sconfitto alle finali di conference (in maniera inaspettata e deludente) contro gli Heat la scorsa stagione, che era la prima sotto la guida di Mazzulla. Un po’ come il City di Guardiola che per anni è stato dato come favorito per la vittoria della Champions League, senza però riuscire nell’impresa per molto tempo.
Possiamo però pensare che la prima stagione da capo-allenatore di Mazzulla sia servita per prendere un po’ le misure con la squadra e per capire come insegnare al meglio questo sistema di gioco che potremmo addirittura definire rivoluzionario, seppur non vada ad inserire nulla di effettivamente nuovo all’interno delle strategie della squadra.

Quest’anno però i Celtics sembrano davvero aver trovato il ritmo e le misure giuste e sono senza dubbio i più validi candidati per il titolo di quest’anno. A questo punto non ci resta che attendere per vedere come si concluderà questa stagione per Mazzulla, favorito anche per il premio di allenatore dell’anno dopo aver saltato la convocazione da allenatore all’All Star Game, per scoprire se anche lui riuscirà a vincere quel trofeo che a Boston attendono ormai da un bel po’ di anni, proprio come Guardiola ha fatto l’anno scorso col suo Manchester City portandolo alla vittoria della tanto attesa Champions League. Due situazioni più simili di quanto ci piaccia credere, proprio come il basket e il calcio per Joe Mazzulla.

 

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Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.