NBA: tutelare le difese in nome dello spettacolo?

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LeBron James, Los Angeles Lakers; IPA Agency.

L’NBA è una lega in continua evoluzione, sia dentro che fuori dal campo. Al passo coi tempi dal punto di vista sia sociale che economico, la lega non perde occasione per apportare un qualsiasi tipo di miglioramento anche al di fuori di quello che riguarda il basket giocato, che rimane il focus principale. Per questo motivo, in questi mesi in NBA si è discusso di alcuni possibili provvedimenti da apportare per tutelare e favorire le proprie difese, che in epoca recente si sono trovate a fronteggiare degli attacchi fin troppo tutelati. Questo si è tradotto in un notevole aumento dei punteggi delle gare e del numero di grandi performance offensive (basti pensare ai 73 di Doncic e i 70 di Embiid), con le medie realizzative che hanno raggiunto il picco dal 1969/70 e gli attacchi che hanno avuto un incremento della propria efficienza in sei delle ultime otto stagioni.

Negli ultimi anni ci siamo abituati sempre di più a vedere attaccanti cercare contatti nelle più disparate maniere, soprattutto buttandosi addosso ai difensori appena questi staccavano i piedi da terra su una finta tiro o attraverso la famosa “rip through“. Il maestro di quest’arte oscura è sicuramente James Harden (trovate i più assurdi falli fischiati a suo favore qui), che specialmente negli anni di Houston aveva imparato numerose tattiche per andare in lunetta, arrivando a tirare fino a 11 tiri liberi a partita nel 2018/2019, tanto che NBA Gametime Live aveva dedicato un servizio all’analisi e alla spiegazione delle principali mosse che il barba usava per guadagnarsi tiri liberi.

La soluzione

É per questi motivi che in questa stagione la lega di basket più famosa al mondo ha ben pensato di mettere finalmente fine a questa situazione, per quanto possibile. Attraverso un comitato addetto alla tutela del basket giocato (il competition committee), fra gennaio e febbraio la lega ha intimato ai propri arbitri di prestare maggiore attenzione a tutte quelle situazioni in cui i giocatori cercano il contatto più che il canestro e questo avrebbe portato i risultati sperati: nelle ultime settimane ci sarebbe stata una diminuzione dei punteggi (4 punti a partita in meno per ogni squadra) e dei falli (quasi 2 fischi in meno a partita per ogni squadra).

La lega ha detto che continuerà a prestare attenzione alla questione e a valutare l’evoluzione del rapporto fra attacchi e difese attraverso i propri addetti, dicendosi addirittura aperta ad eventuali modifiche delle regole da prendere in considerazione per la prossima stagione.

Tommaso Busato
Laureato in Comunicazione all'Università di Padova. Grande appassionato di sport e dei valori che trasmette, specialmente di NBA, rugby e tutto ciò che ambisce alla grandezza. Afflitto da inguaribile curiosità, in particolare per le statistiche e i dettagli.