NBA: il calendario, le maglie e la sicurezza

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Credits to: Madison Square Garden (parte sx della foto) : Di Ganley894 di Wikipedia in inglese - Trasferito da en.wikipedia su Commons., Pubblico dominio, https-//commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=2516367.jpg

Con il caos e i dubbi che sembrano essersi, se non placati, per lo meno quietati, la NBA si avvicina sempre di più all’ingresso nella bolla di Orlando e alla conseguente ripartenza. Cominciano a delinearsi molti più particolari e sottigliezze sulle modalità di ripresa della lega più bella del mondo, la cui organizzazione, salvo qualche grossolano buco, appare piuttosto maniacale.

A partire dalle date in cui effettivamente le franchigie approderanno nella sede scelta per la conclusione della stagione, che sono state scaglionate in tre giornate. Il 7 luglio arriveranno Nets, Nuggets, Magic, Suns, Jazz e Wizards, il giorno seguente Celtics, Mavericks, Clippers, Grizzlies, Heat, Pelicans, Thunder e Kings, ed infine, il 9 luglio Rockets, Pacers, Lakers, Bucks, 76ers, Trail Blazers, Spurs e Raptors. Da lì in poi cominceranno a prendere confidenza con l’ambiente che li ospiterà per all’incirca tre mesi, chi più chi meno.

Parlando, invece, di quando inizierà lo spettacolo vero e proprio del gioco (sperando che sia all’altezza delle nostre aspettative), sono stati ufficializzati anche i calendari delle otto giornate di regular season, definibili meglio come seeding games, che si disputeranno prima del play-in tournament e dei successivi playoff. Il primo match che ci è in astinenza da NBA avrà la possibilità di vedere sarà Utah Jazz – New Orleans Pelicans, alle 18:30 americane (Eastern Time), ovvero 00:30 con il fuso italiano. Pronti, via e sarà subito Zion Williamson ad aprire le danze, cioè il giocatore che, secondo molti, l’organizzazione spinge per avere ai playoff, in quanto ulteriore promotore di marketing. Sempre nella notte tra il 30 ed il 31 luglio, date da evidenziare in ogni tipo di agenda e calendario, avremo un altro big match, se non il big match per eccellenza, di questi tempi. Si sa che gli americani non amano attendere, dunque praticamente subito ci sarà l’opportunità di testare la condizione di Lakers e Clippers, con le due squadre di LA che si scontreranno già all’opening night. Tutti (o quasi), non solo a Los Angeles, sperano di vedere LeBron, Davis, Leonard, George e contorno, sfidarsi decisamente più in là, quando i meccanismi saranno più rodati e la posta in gioco molto più alta. A seguire, spazio anche alle altre, con i match della notte tra il 31 e il primo di agosto che vedranno protagonisti: i padroni di casa dei Magic contro i Nets alle 20:30 italiane, Grizzlies-Blazers, Suns-Wizards, Celtics-Bucks, Kings-Spurs e Rockets-Mavericks in nottata.

In generale, si seguirà uno schema fisso indicativo per la gestione delle gare giornaliere. Un massimo di sette partite al giorno, i cui orari di inizio varieranno delle 12 alle 21 ET, che corrispondo ad una finestra temporale che va dalle 18 alle 3 di notte nel nostro paese. I campi messi a disposizione da Disney World per le gare ufficiali saranno in totale tre, dei quali due riceveranno la copertura delle TV nazionali statunitensi, un aspetto a cui i front office NBA guardano parecchio.

Inoltre, la volontà dei giocatori NBA di esprimere la propria posizione per il sociale e per la giustizia si interseca con l’abbigliamento e ciò che indosseranno i professionisti in Florida. Oltre al lieve cambio di dress code stabilito recentemente, che abolirà l’obbligo di indossare le classiche giacche sportive ai giocatori seduti in panchina, ma che imporrà ad allenatori e cestisti di indossare indumenti con logo della propria squadra e della NBA (solito lavoro di promozione del merchandising), vi sarà probabilmente un gradito ritorno al futuro che riguarda le canotte di gioco. Difatti, la NBPA in accordo con la lega sta pianificando di consentire agli atleti di sostituire il proprio cognome sulle maglie con un messaggio che rimandi alla giustizia sociale, estremamente rilevante in questi mesi negli USA. L’associazione giocatori ha inviato il proprio progetto ad Adam Silver e collaboratori nelle scorse ore, coinvolgendo ovviamente la Nike, che pone il proprio marchio sulle uniformi attualmente. L’iniziativa sarà soltanto uno dei tanti modi con cui si cercherà di spingere il messaggio di supporto nei confronti dei movimenti BLM, ai quali moltissimi esponenti del basket, e ovviamente dello sport a stelle e strisce in generale, hanno aderito in prima persona recentemente.

Costantemente focale, comunque, è il tema salute e sicurezza. A questo proposito la NBA ha fatto sapere che verranno impiegate forze dell’ordine locali, statali e federali, insieme alle forze speciali, per garantire il massimo livello di sicurezza in quel di Orlando. Certamente sul tema sanitario e della pandemia le incognite sono tante, continuano ad emergere nuove specifiche ogni giorno. Come detto i familiari potranno accedere alla bolla successivamente alla conclusione del primo turno di playoff, tuttavia essi saranno sottoposti ad una quarantena settimanale, divisa in tre giorni outside the bubble e quattro giorni inside the bubble.

Infine continuano i test tra i giocatori che inevitabilmente fanno saltare fuori qualche positivo tra i membri dei roster che andranno a giocarsi la conclusione di stagione. Dei 302 giocatori testati sono 16 coloro che hanno scoperto la propria positività al Covid-19. Quel che è bene sottolineare è il fatto che la NBA si aspettasse questi numeri (si parla in ogni caso del 5,3%, finora) e provvederà alle adeguate misure per garantire l’inizio in serenità della ripresa. Nel frattempo, come avrete letto, arrivano le prime rinunce e i primi aggiustamenti ai roster, che vedremo nella loro completezza a brevissimo.

Giovane penna nata in quel di Reggio Calabria, che vive in provincia di Catania. Iperattivo per natura, nel tempo libero mi diletto ad ammaccare i ferri dei palazzetti, ma anche a scrivere per Backdoor Podcast.

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