NBA: il flop dei Celtics e la consacrazione dei Bucks

Celtics
Milwaukee Bucks

Si chiude 4-1 la serie tra Bucks e Celtics, risultato inaspettato prima e ancora più inaspettato dopo gara 1 vinta da Boston. Una disfatta per gli uomini di Stevens, una consacrazione per Giannis e soci che si lanciano con forza verso le eastern conference finals

KYRIE CHE SUCCEDE?

Inutile nascondersi, la delusione della serie è stata Kyrie Irving. L’ex Cavs doveva guidare i Celtics verso la finale NBA, è la stella della squadra e il leader conclamato eppure ha steccato nettamente.
Le statistiche recitano 20 punti di media conditi da 4 rimbalzi e 4 assist, ma se guardiamo le percentuali possiamo notare tutta la difficoltà del numero 11 biancoverde.

35% dal campo (37/104 il totale) e un pessimo 22% da 3 punti (7/32), dati francamente deludenti per un All Star che doveva guidare la squadra. Sicuramente i Bucks hanno saputo difendere bene su di lui ma è chiaro che non ha reso come può e deve.
Colpa della free agency imminente? Troppa presunzione? Non è il leader che tutti si aspettavano? Domande che aleggiano sopra Boston in vista di un’estate estremamente difficile.

L’IMPORTANZA DEL SUPPORTING CAST

Facile parlare di Giannis (lo faremo ovviamente) ma la vera differenza l’ha fatta il supporting cast.

Middleton, Hill, Bledsoe e Mirotic, tutti in doppia cifra di media e decisivi nelle vittorie dei Bucks. Fondamentale Middleton con un 19-6-4 condito da un notevole 47% dall’arco, stessa percentuale di George Hill che dal campo tocca anche un pazzesco 59% rivelandosi forse il giocatore più determinante della serie.

Delude un po’ dall’altra parte Tatum (12 di media) ma alla fine resta un giocatore al suo secondo anno di NBA e il futuro è tutto suo, sottotono anche Rozier il quale entra in free agency non al meglio, si difende bene Jaylen Brown probabilmente il giocatore più costante di Boston.
Costanza, proprio quella cosa che sostanzialmente è mancata totalmente a Boston.

GIANNIS THE GREAT

La serie di Giannis è stata di altissimo spessore e non era affatto scontato dopo la difficile gara 1. Il greco (forse futuro Mvp) è sostanzialmente un uomo in missione: 28,4 punti 11 rimbalzi 65,2 assist 1,4 rubate e 1,6 stoppate ad allacciata di scarpe, tirando con il 52% dal campo e il 41% da 3, dato non usuale per lui ma che lo ha reso ancor più pericoloso.
Un dominio fisico semplicemente incontenibile, la capacità di arrivare al ferro (e sopra il ferro) in qualsiasi situazione è quasi imbarazzante, il tutto con una presenza difensiva non indifferente come testimoniano le sonore stoppate rifilate ai Celtics.

Nessuno a Boston si è dimostrato in grado di contenerlo e ci si comincia a chiedere se ci sia qualcuno in grado di fermarlo nell’intera lega. Una sfida con Kawhi (se passassero i Raptors) sarebbe un bel banco di prova, ma è chiaro che Giannis ha alzato il suo livello e questi playoffs lo stanno dimostrando.

SOTTOVALUTATI?

Si parla poco di Milwaukee, giustamente la serie Golden State-Houston sta calamitando le attenzioni, ma una squadra che arriva prima in regular season, che ha il probabile Mvp della lega, che dopo due turni ha vinto 8 partite con una sola sconfitta non dovrebbe incutere più timore?
La sensazione è che i Bucks siano la squadra del destino del 2019, guidati da un giocatore strepitoso e da un allenatore che ha chiaramente fatto un lavoro eccellente valorizzando il roster in ogni suo aspetto.
E occhio che è rientrato anche Brogdon allungando ulteriormente le rotazioni.