NBA: Manu Ginobili nella Hall of Fame, la top 5 di carriera

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Tra poche settimane, la classe 2022 verrà presentata alla Naismith Memorial Basketball Hall of Fame. La data è segnata, 10 Settembre, così come da tempo si conoscono i nomi che verranno introdotti nell’Olimpia del basket mondiale. Tra questi, uno dei nomi più attesi è quello di Manu Ginobili. Il nativo di Bahia Blanca, ritiratosi nel 2018, entrerà quindi a far parte delle divinità di questo sport. Non sarebbe potuto essere altrimenti, per un giocatore che ha fatto la storia dell’NBA e del suo Paese, l’Argentina. Oltre a quella italiana, vincendo tutto il possibile nel biennio alla Virtus Bologna.

Simbolo della dinastia vincente dei San Antonio Spurs nel trio delle meraviglie (con Tim Duncan e Tony Parker), la mano mancina di Ginobili ha fatto innamorare gli appassionati di tutto il mondo. Classe sopraffina, intelligenza senza pari e tante vittorie: tutte caratteristiche che lo hanno reso indimenticabile e degno di essere al pari dei migliori di sempre. Il 10 settembre verrà introdotto a Springfield da niente di meno che il suo amico e compagno fidato Tim Duncan, che sicuramente saprà rendergli omaggio a dovere. Noi ci proveremo a modo nostro in questo articolo, in cui insieme ripercorreremo i 5 migliori momenti della sua carriera. Honor a ti, Manu.

 

5-Sesto uomo dell’anno

Non si poteva non partire dal trofeo vinto come miglior sesto uomo dell’anno. Ginobili, nella sua carriera, è infatti stato uno dei giocatori che meglio ha incarnato questo ruolo nella storia. Quanto Manu abbia abbracciato questo ruolo può essere ricondotto ad un episodio chiave della sua storia in NBA. Nel 2005 Ginobili divenne infatti un All-Star, portando la dirigenza di San Antonio a riflettere su un suo possibile inserimento nella starting lineup. Gregg Popovich decise tuttavia che gli Spurs erano migliori con l’ex Virtus in uscita dalla panchina. Quando la decisione venne comunicata a Ginobili, l’argentino accettò senza nessun problema mettendo al primo posto la squadra. Un atteggiamento mantenuto poi nel corso di tutta la sua carriera, coronato da questo premio.

 

4-La schiacciata su Chris Bosh alle Finals 2014

Dopo la sconfitta nell Final 2013 contro gli Heat, molti posero dei dubbi sulle possibilità di rivalsa di un ormai 36enne Ginobili. Nelle finali dell’anno successivo gli uomini di Popovich si trovarono nuovamente di fronte Lebron James e compagni. Con il sangue agli occhi, San Antonio quell’anno demolì Miami in 5 gare. Momento emblematico della serie è il poster di Ginobili su Chris Bosh nel secondo quarto di gara 5, un episodio chiave della gara che diede ai suoi compagni l’ulteriore carica per chiudere la serie.

 

3-La stoppata su James Harden

Nel 2017, i San Antonio Spurs e gli Houston Rockets si affrontano in Semifinale Playoff. La serie è sul 2-2 e molti si chiedono quanto ancora potranno resistere gli Spurs contro la forza di un James Harden al suo peak. In gara 5, Ginobli prima manda la partita all’overtime con un layup su Capela a 35 secondi dalla fine del quarto quarto. Poi regala una vittoria fondamentale ai suoi con la stoppata proprio su Harden allo scadere del supplementare. Un momento epocale per un giocatore che, a ben 40 anni, dimostrò a tutto il mondo di essere ancora un fenomeno.

2- Gara 7 delle Finals 2005

Nelle Finali del 2005, gli Spurs affrontano i campioni in carica Detroit Pistons. Manu fatica ad emergere in gara 3 e 4, ma non si tira indietro nella decisiva gara 7. Ginobili segna 11 dei suoi 23 punti nell’ultimo quarto, conducendo San Antonio al terzo titolo in sette stagioni. Duncan viene nominato MVP delle Finali, ma senza l’argentino nulla sarebbe stato possibile. Per lui le medie di quelle Finals furono di 18.7 punti e 4 assist.

 

1-Il cammino trionfale alle Olimpiadi 2004

Nella gara di apertura delle Olimpia 2004 ad Atene, un Argentina piena di talento affronta la Serbia. Punteggio sull’81 pari a 3.8 secondi dal termine, Dejan Tomasevic segna un libero su due portando i suoi sul +1. Montecchia supera velocemente la metà campo, passa la palla a Ginobli che tira in precario equilibrio una preghiera con meno di un secondo sul cronometro. Il pallone bacia la tabella e si insacca nel canestro, vittoria per i biancoazzurri. L’Argentina da quel momento non si fermerà più eliminando gli Stati Uniti in semifinale e vincendo poi la medaglia d’oro. Medaglia che, per la prima volta dal 1988, finì nelle mani di una nazionale che non fossero gli USA.