NBA al microscopio: Luka Doncic

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Credits: Twitter Dallas Mavericks

Fresco di nomination come giocatore del mese della Western Conference (ad Antetokounmpo il premio per quanto riguarda la Eastern Conference), da ormai più di un mese Luka Doncic, le sue giocate e i suoi numeri (anche l’età, non che se ne sentisse troppo il bisogno) appaiono con regolarità nei feed dei vostri social network, che siano Facebook, Twitter, Instagram o chissà che altro. Ma oltre agli highlights, cosa sta facendo sì che il nome di Doncic venga fatto quando si parla di candidati MVP?

Statistiche base, ma non solo

La prima cosa che balza all’occhio guardando qualsiasi sito di statistiche è come l’ex Real Madrid sia il terzo nella classifica di miglior realizzatore della lega (30.3 ppg) dietro a Giannis e Harden, il secondo in quella dei passatori (9.2 apg, solo LeBron fa meglio di lui andando in doppia cifra) e il tredicesimo tra i rimbalzasti con 10.1 rimbalzi a gara, il tutto tirando con il 47.8% dal campo in poco meno di 34 minuti giocati a partita, facendo registrare il secondo offensive rating della lega (116.7) tra i giocatori con almeno 25 minuti di media che abbiano giocato almeno 10 partite.
Scavando di più tra le cifre messe insieme dallo sloveno, ci sono almeno altri due dati che fanno capire quanto stia facendo bene in questo secondo anno ai Mavs: nello spazio di un’estate, Doncic è passato da uno usage rate del 29.0% al 35.5% (il record è detenuto da Westbrook, che nel 2016 ha fissato l’asticella a 41.7%), secondo solo a giocatori polarizzanti come Harden e Antetokounmpo. Oltre alla percentuale di possessi giocati, Luka ha un assist percentage del 49%, il che significa che con lui in campo un canestro su due è segnato dopo un suo assist.

Doncic
Credits: Dallas Mavericks Facebook

Come tira Doncic?

Visti i milioni di clips raffiguranti le sue giocate offensive, quali tiri e con che risultati si sta prendendo il numero 77 dei Mavericks? Come evidenziato dai grafici appena sotto, Doncic prende l’86% delle sue conclusioni da dietro l’arco dei tre punti o al ferro, da dove tira con un impressionante (se considerato il volume di tiri) 67.1% che supera di più di 10 punti percentuali la media della lega.

Credits: stats.nba.com

No “in between game”

Parlando di tiri da tre punti il grafico mostra come Doncic non prenda mai tiri dagli angoli (e questo è dovuto al fatto che spesso si trovi a giocare come ballhandler primario già prima di varcare la metà-campo) ma prediliga soprattutto tirare dal lato sinistro del campo, dove la sua percentuale di realizzazione è superiore alla media della lega di più di 3 punti percentuali.

Credits: stats.nba.com

Passando invece ai tiri nella cosiddetta “restricted area”, Luka aumenta vistosamente le proprie percentuali fino al 72.5% rendendo l’idea di come sia già in grado di reggere contatti contro i lunghi avversari anche nel traffico sotto al ferro nonostante si trovi, come già detto, a giocare da portatore di palla (Doncic è anche il secondo giocatore per pick and roll a partita giocati da palleggiatore).

Il tiro preferito

Anche in questo caso, a meno che non abbiate vissuto in una grotta, dovrebbe esservi noto quale sia la tipologia di tiro più frequente tra le giocate dello sloveno: la tripla in step-back. Dopo aver chiuso la stagione scorsa come secondo miglior interprete della disciplina dietro ad Harden, anche quest’anno Doncic sta continuando con questo trend, tirando con il 34.4% per un totale di 32/93 e dimostrandosi sempre abilissimo nel creare quella separazione necessaria (che non deve essere necessariamente così ampia) per poter crearsi un tiro a buona percentuale (si pensi che il gran maestro Harden tira con il 36.2% su 163 tentativi).

Credits: stats.nba.com

Benchè avesse già fatto intravedere grandi cose nell’anno da rookie, in pochi si sarebbero aspettati un Doncic così dominante già al secondo anno NBA, soprattutto pensando che, grazie anche al dynamic-duo formato con Porzingis (miglior duo europeo della storia NBA?) i Mavericks sono attualmente la seconda forza della Western Conference dietro ai Lakers. Un altra dimostrazione che il talento e i numeri di Luka Doncic non sono fine a se stesse, e se poi Doncic a fine stagione non entrerà nel ballottaggio per il titolo di MVP poco male, c’è tutto il tempo del mondo.