NBA, New Orleans: il prorompente esordio di Williamson coi Pelicans

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Il pronostico, si sa, è un elemento dall’importanza piuttosto relativa nel basket e più in generale nel mondo dello sport. Positivo o negativo che sia, sta al diretto interessato rispettare o ribaltare quanto la carta racconta nelle sue premesse.
Nel caso di Zion Williamson, il pronostico relativo all’impatto col mondo NBA riconduceva (e continua a condurre in quest’ultima fase di pre season) ai concetti di esplosività, spettacolo e potenzialità innate. Elementi che queste prime uscite coi Pelicans hanno dimostrato appieno. Addirittura andando a ribaltare ancor più in positivo il pronostico intorno al suo nome.
Il tutto all’età di 19 anni, dimostrando una voglia di fare che ha condotto intorno al suo nome un entusiasmo che non si avvertiva dal draft dai tempi di Michael Jordan.

E’ SOLTANTO PRESEASON?

Sia chiaro, il concetto principe da premettere è senz’altro che si tratta di pre season. Una dimensione che, per forza di cose, trova nella relativa importanza del risultato il valore dei fatti che possono emergere da questi incontri.
Tuttavia si deve considerare che sempre di impatto da 0 col mondo NBA si tratta per il diretto interessato. L’ex Duke non sta certamente perdendo tempo a far parlare di sè e delle sue doti.

Nei quattro incontri di ottobre New Orleans ha vinto in tutti i casi. E in tutte queste partite la prima scelta del draft di quest’anno ha superato i 15 punti (16 all’esordio contro Atlanta, 29 contro Chicago, 26 contro Utah e 16 contro San Antonio). Ma ciò che davvero stupisce è il modo con cui li ha affrontati.

Anzitutto sul piano del carisma. L’esordio a New Orleans contro i Jazz ha portato oltre 18mila spettatori (palazzetto sold out per l’occasione) al Smoothie King Center desideroso di assistere all’esordio dell’ex Duke. Una prima uscita in casa che non ha deluso le aspettative: non soltanto per il modo col quale ha trascinato la squadra (in 4 incontri su 4 è stato il miglior realizzatore, regalando più di tutti concretezza e spettacolo), ma soprattutto per l’attitudine contro giocatori già affermati.
Su tutti Rudy Gobert, difensore dell’anno in carica. L’ala grande di New Orleans ha affrontato il miglior stoppatore della lega faccia a faccia, chiudendo con 9/12 dal campo in 23 minuti e segnando anche la sua prima e unica tripla di serata. A dimostrazione di non essere solamente uno schiacciatore, nonostante sia ancora un fondamentale sul quale lavorare quello del tiro dalla distanza.
Fra i due, in chiave agonistica e nulla di più, è nato anche un diverbio di botta e risposta.

Lo rispetto, Rudy è due volte difensore dell’anno. Devo solo entrare forte quando lui è in area per cercare di concludere ancora più forte!

Dichiarazioni di fronte alle quali non si è fatto attendere il commento dello stoppatore di Utah.

È sorprendentemente agile. Penso che catturi molte persone alla sprovvista proprio a causa della sua velocità fuori dal comune. Può cambiare direzione abbastanza velocemente. Ha un grande futuro davanti a lui.

La forza fisica unita all’agilità mostrata fin qui lo rendono un autentico oggetto del mistero per l’imminente regular season. In positivo per NO, in negativo per avversari che ancora devono prendere le misure e farsi una concreta idea del modo di giocare dell’ala grande.

I compagni di squadra non si sono risparmiati nel venire contagiati dall’entusiasmo generale intorno al rookie. Brandon Ingram ha infatti commentato così la prestazione di Williamson:

Amo il suo modo di giocare e di entrare in prepotenza. Lo amo. È abbastanza forte per farlo e ha la fiducia necessaria per farlo. È qualcosa di cui abbiamo bisogno da un ragazzo di questo talento. Non puoi insegnarlo. Andare contro gente più grande ed esperta di lui è un talento, così come farlo anche in preseason.

L’altro rookie di NOLA, Nickeil Alexander-Walker, si è dichiarato addirittura “Zion believer“. La domanda, dunque, risulta lecita: si possono considerare queste prime uscite come “semplici” incontri di pre season?
Del resto sempre di basket si tratta, in una serie di incontri che anticipano una regular season nella quale i Pelicans si candidano a essere una delle squadre più sorprendenti, seguite e divertenti della lega.