NBA Playoff: 50 di Embiid pure con la paresi facciale, gara 2 a Phila

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Playoff
Joel Embiid, Philadelphia 76ers. Credits: IPA Agency.

Non è bastata nemmeno la paralisi di Bell, una condizione temporanea che paralizza il nervo facciale e porta quindi ad una parziale paralisi del volto, a fermare Joel Embiid in gara 3 della prima serie di playoff: il centro camerunese ha segnato 50 punti, conquistando la prima delle due gare casalinghe e ridando vita ai suoi Sixers.

Nelle altre gare della notte Banchero sboccia definitivamente anche ai playoff, mentre prosegue il rullo compressore dei Nuggets, che vincono ancora contro i Lakers e vanno avanti 3-0 nella serie.

Uno stoico Embiid schiaccia i Knicks

50 punti tirando 13/19 dal campo, 5/7 da tre e 19/21 dalla lunetta, a cui aggiunge anche 8 rimbalzi e 4 assist. Il tutto con mezzo volto paralizzato a causa della paralisi di Bell che lo ha colpito addirittura appena prima del torneo di play-in giocato contro Miami. Si riassume così la prova di Joel Embiid, che questa notte ha rimesso in chiaro le cose nella serie seppur Phila si trovi ancora sotto di una gara, ricordandoci perché fino a prima dell’infortunio fosse il principale candidato per il premio di MVP.

I Sixers hanno tirato complessivamente meglio dei Knicks, pur in maniera non considerevole per quanto riguarda le conclusioni dal campo: mentre New York chiuso la gara con 44 tiri su 90 e 13 su 30 da tre, Phila ha chiuso con 41/75 e 15/31 da tre. Percentuali migliori per i Sixers quindi che hanno però scavato il vero vantaggio della gara dalla lunetta, dove hanno trovato 15 punti in più degli avversari. Come dicevamo, il solo Embiid è andato in lunetta ben 21 volte su 33 totali della squadra, realizzando 19 punti a cronometro fermo, contro i 13 totali dei Knicks su 19 tentativi.
Embiid è comunque apparso molto nervoso stanotte, rendendosi protagonista di diverse giocate sporche nei confronti degli avversari, guadagnandosi anche un Flagrant 1 nel caso del fallo da terra su Robinson.

Dopo 2 quarti di sostanziale parità, chiusi addirittura in vantaggio dai Knicks, nel terzo quarto è salito in cattedra l’MVP in carica della lega, realizzando 18 punti e trovando così il vantaggio decisivo.

Il resto della notte

Nelle restanti partite della notte Orlando trova la prima vittoria ai playoff contro Cleveland grazie ad un super Banchero. Dopo un discreto inizio di serie rovinato dalle troppe palle perse (17 nelle prime due gare), il rookie dell’anno in carica ritrova la sua forma migliore e sboccia definitivamente anche ai playoff, chiudendo la gara con 31 punti arrivati col 50% dal campo, il 44% da tre, assieme a 14 rimbalzi e 5 assist. Il tutto con 0 palle perse, il dato forse più importante per Banchero per non perdere la fiducia nei propri mezzi.
Orlando domina quindi in lungo e in largo una partita mai stata in discussione sin dal primo quarto, in cui i Magic si sono portati avanti di 10 lunghezze, per mantenere poi il distacco per tutta la partita.

Nell’ultima partita della notte i Lakers cadono sotto i colpi di Jokic e compagni. Dopo una gara due chiusasi in maniera clamorosa, la squadra di LeBron e Davis sembra aver accusato il colpo ed è ormai sull’orlo del precipizio, pronta per essere buttata giù con uno sweep, che sarebbe il secondo in due anni.
Denver trova la solita prestazione di Jokic, il quale sfiora la tripla doppia grazie a 24 punti, 15 rimbalzi e 9 assist. Grande nottata anche per Gordon, che chiude con 29 punti e il 66.7% dal campo. Per i Nuggets arrivano anche 20 punti di Porter Jr. e 22 di Murray, i quali aiutano a portare il parziale finale a 112 a 105 in favore dei Nuggets.

L’ultima notizia della notte è quella della vittoria del premio di clutch player of the year da parte di Stephen Curry, che riesce così a dare un senso (seppur non quello sperato) a una stagione decisamente complicata, battendo la concorrenza di DeMar Derozan e Shai Gilgeous Alexander.