NBA Playoff: i Boston Celtics sono tornati, si va alle NBA Finals

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Boston
Jaylen Brown, Boston Celtics. Credits: IPA Agency.

Due anni dopo l’ultima apparizione, i Boston Celtics ritornano alle NBA Finals per la ventitreesima volta nella loro storia e lo fanno nel migliore dei modi: battendo 4 a 0 e quindi spazzando via gli Indiana Pacers, i quali chiudono non senza lottare una stagione andata oltre le aspettative.

Il protagonista per Boston è ancora una volta Jaylen Brown, miglior marcatore della serata con 29 punti, eletto anche come MVP delle Eastern Conference Finals, nelle quali ha avuto una media di 29.8 punti col 51.9% al tiro, oltre a 5 rimbalzi e 3 assist.

La stessa beffa di gara 1 e gara 3

Come successo in gara 1 e in gara 3 i Pacers -ancora privi di Haliburton- riescono a rimanere avanti per larghi tratti della partita, specialmente nel terzo e nel quarto periodo, ma poi finiscono sotto quando conta di più, venendo quindi sconfitti come nelle tre gare precedenti.

Mentre in gara 1 era stata una tripla clamorosa di Jaylen Brown a dare la parità a Boston che aveva poi vinto all’overtime, questa notte è stato Derrick White a segnare il tiro più pesante che nel finale ha condannato Indiana ad un verdetto che forse le fa meno giustizia di quello che ha dimostrato in questa serie: 4 a 0 e stagione finita, dopo un’inaspettata cavalcata ai playoff che li aveva visti battere prima i Bucks e poi i Knicks, entrambi però colpiti da molti infortuni.

I Celtics sono invece riusciti a rimanere sani (nonostante le rotazioni non profondissime) e a portare quindi a casa il risultato previsto nel migliore dei modi e soprattutto guadagnandosi il massimo del riposo possibile, con le NBA Finals in arrivo non prima del 6 giugno.

Jay e Jay (ma c’è molto di più)

Come dicevamo Jaylen Brown è stato incoronato come miglior giocatore della serie (non senza sorpresa da parte sua), ma certamente non è stato l’unico protagonista in maglia Celtics: Jayson Tatum ha chiuso la serie in maniera incredibile, con 30.3 punti di media, 10.3 rimbalzi e 6.3 assist a partita, tirando anche con buone percentuali. Stanotte ha messo a segno 26 punti, tuttavia con altrettanti tiri, 11 dei quali dalla lunga distanza, dei quali solo 3 sono andati a segno.

Per i Celtics però i contributi fondamentali sono arrivati anche da parte del supporting cast, con i 18.5 punti e 7 assist di media di Holiday e le sue giocate fondamentali nel finale di gara 3, con White e i suoi quasi 17 punti di media con 6.5 rimbalzi e 4.8 rimbalzi a partita, oltre al solito apporto di Horford che si trova tanto nei numeri quanto nel morale della squadra.
Il tutto in attesa di recuperare anche Kristaps Porzingis, ancora ai box dopo l’infortunio al polpaccio rimediato nel primo turno dei playoff contro i Miami Heat ma che dovrebbe essere pronto per le finali. Poco male fino ad ora, coi Celtics che avranno comunque tempo di riposare e recuperare gli infortunati prima dell’inizio delle finali.

Il finale di gara e cosa ci aspetta

Come dicevamo, ancora una volta Indiana si è sciolta nel momento più caldo della partita, facendoci notare per l’ennesima volta quanto importante sia avere esperienza in certi palcoscenici come ne hanno i Celtics. Molti Pacers si trovavano infatti alla loro prima apparizione a una finale di Conference e hanno forse sofferto un po’ la pressione, o forse solo la stanchezza, nei finali di partita.
Nell’ultimo quarto di questa notte, che Indiana cominciava sul più 4 raggiungendo però più tardi anche il più 8, i Pacers hanno segnato solo 19 punti. 6 di questi sono arrivati dalle mani di McConnell (autore di dei playoff eccezionali) e solo 5 dalle mani di Nembhard, che in assenza di Haliburton era il terminale offensivo principale di Indiana e che è infatti stato il miglior marcatore di serata dei suoi con 24 punti.
Andrew Nembhard è comunque stato autore di un’ottima serie, tanto più se si considera che è solo al suo secondo anno in NBA.

Per i Celtics ora è il momento di riposare, con un occhio alla partita di questa notte, dove i Timberwolves tenteranno di fare la storia (parola di Anthony Edwards), recuperando dal 3 a 0 una serie che per Minnesota si è decisamente complicata a causa di quei due fenomeni che rispondono ai nomi di Luka Doncic e Kyrie Irving, che con l’ennesima gara clamorosa di ieri notte hanno portato i Dallas Mavericks a una sola vittoria dalle NBA Finals, dove ora sappiamo con certezza che troverebbero i Boston Celtics, ex squadra proprio di Kyrie Irving, con il quale non scorre buon sangue.