NBA Playoffs: Harden-Durant-Irving porteranno i Brooklyn Nets al titolo?

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Photo: Brooklyn Nets

Partiamo da una certezza, sulla carta nessun team NBA ha un roster migliore dei Brooklyn Nets. Questo non significa che il trio Harden-Durant-Irving guiderà il team a vele spiegate verso il titolo NBA, per fortuna nella pallacanestro non sempre 1+1 è uguale a 2.
Quando siamo ormai alla vigilia dei playoffs NBA, c’è grande attesa per vedere finalmente al completo la squadra di Steve Nash e del suo folto gruppo di assistenti. Durante la regular season, tra COVID, infortuni e vicissitudini varie, hanno indossato la canotta dei Nets ben 27 giocatori. Sean Marks ha scandagliato in lungo e in largo il mercato per trovare i ‘pezzi’ giusti per completare il puzzle. Visto il risultato, possiamo dire che ne è valsa la pena:

Da B>R (qui la tabella interattiva)

 

“Conta solo vincere…Non mi interessano le statistiche. Il mio impatto non deve comparire sul tabellino per vincere. Oggi in allenamento non ho segnato un punto, ma abbiamo vinto… Penso che il mio lavoro da leader sia assicurarmi che tutti giochino bene. Solo dopo posso concentrarmi su me stesso, non è affatto un problema.”

Parole e musica di James Harden, che ha mostrato fin dalle prime battute con il nuovo team di non avere problemi a lasciare il palcoscenico a KD, Irving e compagni. Nel corso degli anni a Houston, giocando da obiettivo n.1, 2 e 3 delle difese avversarie, la guardia ha aggiunto al suo arsenale qualsiasi tipo di passaggio. Un produttore seriale di triple e tiri al ferro, da buon discepolo di Daryl Morey.
Ai Nets avrà inevitabilmente più spazi per cucire il gioco, e creare tiri facili in quantità industriale…
La tendenza nei playoff è di cambiare su ogni blocco, una tattica probabilmente suicida contro tre dei migliori giocatori della lega in 1 contro 1. In isolamento il ‘peggiore’ del terzetto in regular season è stato proprio Harden (probabilmente il migliore di sempre per efficienza e volume), 1.09 punti per tiro, oltre l’87° percentile…

SUPER SUPPORTING CAST 

Se da un lato gli infortuni e tutto il resto hanno consentito a Nash di schierare i suoi 3 assi per appena circa 200 minuti totali in 8 partite, dall’altro il coach ‘rookie’ ha avuto tempo e modo di sperimentare con la rotazione, per individuare gli atleti più adatti a supportare i 3 Big. Molti dei 27 di cui sopra hanno avuto la chance di farsi strada nelle gerarchie. Nonostante le porte scorrevoli, la squadra ha realizzato ben 117.3 punti per 100 possessi, il miglior dato della storia NBA. Segno di un potenziale veramente fuori scala, con la possibilità di cambiare assetto in base al match-up, senza perdere un colpo.
I tiratori scelti sono ovviamente Joe Harris e Landry Shamet, ma è tutta la batteria di cecchini a far paura. 

Brooklyn ha una batteria di tiratori impressionante, come testimoniato dalla loro efficienza nelle conclusioni in catch and shoot

 

Doverosa menzione per Jeff Green, mai così preciso in carriera sia dal campo che dalla lunga distanza, a 34 anni suonati spesso protagonista di gesti atletici che esaltano il gruppo.
Per Nash l’ala da Georgetown  “E’ il nostro coltellino svizzero, difende e attacca in più posizioni, la mette da fuori ma anche rollando a canestro. Un giocatore prezioso e importante per noi”