NBA: Ricky Rubio, un MVP per i nuovi Phoenix Suns

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I Phoenix Suns ricominciano, ancora una volta, da zero e lo fanno con un nuovo progetto firmato Monty Williams. La priorità nel mercato era una: un playmaker da affiancare a Devin Booker e hanno individuato in Ricky Rubio l’uomo giusto per questo ruolo.

UN MVP IN ARIZONA

Nello stato dei cactus ne sanno qualcosa a proposito di playmaker MVP (qualcuno ha detto Steve Nash?) ma in questo caso le competizioni sono abbastanza differenti. Lo spagnolo è reduce da un mondiale vinto da MVP, trascinando gli iberici alla vittoria con 16 punti 6 assist e 4,6 rimbalzi dando prova di leadership in una nazionale “rimaneggiata” ma che è cresciuta partita dopo partita acquistando consapevolezza dei propri mezzi.
A Phoenix gli si chiederà qualcosa di simile, di crescere di volta in volta, migliorando un gruppo e sviluppando i giovani talenti chiamati a un definitivo salto di qualità.

INNESCARE BOOKER E AYTON

Il ruolo di Rubio pare molto chiaro fin da subito: gestire e innescare. Sgravare Booker da quel ruolo “alla Harden” di costruzione e realizzazione è fondamentale per consacrare definitivamente il figlio di Melvin, micidiale realizzatore ma poco incline alla costruzione del gioco, soprattutto se è l’unico terminale offensivo della squadra, mentre l’idea di vederlo affiancato a un play “vecchio stampo” concentrato più sull’assist che sull’azione personale è veramente intrigante. Da non sottovalutare anche l’affinità con DeAndre Ayton, il quale ha enorme bisogno di un portatore di palla con cui giocare il pick ‘n roll, esaltando le proprio qualità fisiche vicino al ferro. Per la prima scelta 2019 passa davvero tanto da Ricky Rubio.

UN NUOVO INIZIO DOPO UTAH

Nel biennio a Utah Rubio ha visto sicuramente un miglioramento nella sua attitudine in campo, ma ha calato il suo dato assist rispetto agli anni di Minnesota. Il potersi concentrare meno sulle realizzazioni (suo storico tallone d’Achille insieme al tiro da 3) potrebbe riportarlo verso quota 10 assist di media, sfruttando le capacità dall’arco di Booker, ma anche di un Dario Saric chiamato al riscatto. Attenzione anche al big man Baynes ma soprattutto al rookie Cam Johnson, la cui scelta ha fatto molto discutere. L’ex North Carolina è un micidiale tiratore, secondo molti il migliore dell’intera classe del draft, e potrebbe beneficiare enormemente della presenza dello spagnolo. Che la sua scelta non sia stata un caso?

OBIETTIVO STAGIONALE: CRESCERE

L’obiettivo dei Suns per questa stagione è semplicemente quella di invertire un trend perdente. Difficile se non impossibile vederli in lotta playoffs nell’infernale Western Conference, ma questo può consentire a Rubio e ai suoi di crescere senza pressione, di sviluppare gioco e roster, facendo crescere Ayton e Booker (che alla fine è solo un 1996) per arrivare alla prossima estate con qualche certezza in più e anche qualche ambizione dopo anni davvero troppo bui per i soli dell’Arizona.