NBA rookies: Tyrese Haliburton e LaMelo Ball

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Ball

Diciamoci la verità, non c’erano molte attese sui rookies NBA della Draft Class 2020. Ne abbiamo parlato più volte, un gruppo con tanti potenziali role player, ma poco star-power. Con l’All Star Game ormai alle porte, diamo uno sguardo ai due debuttanti che più ci hanno colpito so far, Tyrese Haliburton e LaMelo Ball.

 

TYRESE HALIBURTON 

Scivolato fino al 12 la notte delle scelte, l’ex Iowa State ci ha messo poco per entrare nelle grazie di coach Luke Walton e dei suoi compagni ai Sacramento Kings.

“Fin dal debutto ha dimostrato di essere costruito per questo livello. Ha una notevole comprensione del gioco, guida bene il pick’n’roll ed è un ottimo tiratore. Sempre in controllo, sembra un veterano, gli affidiamo palla con la massima fiducia…Vista la direzione che ha preso la NBA, è fantastico avere due playmaker in campo”.

De’Aaron Fox ha accolto a braccia aperte il suo giovane compagno, che di fatto ha raccolto il testimone lasciato da Bogdan Bogdanovic. Con le dovute proporzioni e differenze nello skillset rispetto al serbo, Haliburton è diventato istantaneamente il secondo creatore del roster, con un forte istinto per il passaggio ma anche la capacità di mettersi in proprio quando la situazione lo richiede. Sempre ‘dentro il gioco’ su entrambi i lati del campo, pronto al recupero così come all’extra-pass, con un tiro da fuori tanto particolare quanto efficace.

La meccanica non è fluida e ‘convenzionale’, ma fin quando la palla entra….in attesa del Draft Haliburton ha lavorato duramente soprattutto sul fisico e sul tiro dal palleggio, e i risultati si vedono. A Iowa State segnava il 30% scarso dei suoi jumper off the dribble, in NBA siamo al 44% su un notevole volume di conclusioni (oltre il 40% dei suoi tiri dal campo totali). 

Che sia dal palleggio o in catch and shoot, il suo jumper è efficiente come pochi altri nella Draft Class. Contro i Nets, dopo una prova da 23 punti, 9 assist e 3 rubate, Haliburton ha ricevuto il segnale definitivo del suo diritto di cittadinanza nel basket che conta:

 

LAMELO BALL

Punti segnati dai rookies in penetrazione, catch and shoot e in pull up, via NBA.com

Top scorer, rimbalzista, assist-man e ladro di palloni della Draft Class, LaMelo Ball ha dimostrato di essere prima di tutto un giocatore di pallacanestro. Va bene papà LaVar, i social e tutto il resto, ma il terzo dei fratelli Ball ha entusiasmo e talento da vendere

 È un giocatore speciale. Amo allenarlo. Sta sbocciando davanti ai nostri occhi. È giovane, ha 19 anni… E’ tutto nuovo per lui eppure sta avendo un impatto importante sul nostro programma, sul nostro team, sulla nostra città, sulla nostra cultura ed è fantastico per il nostro gruppo. Non potrà fare altro che migliorare, abbiamo trovato un giocatore e una persona super. 

Un ragazzo che ha margini di crescita, questo mi entusiasma… E’ il motivo per cui ogni giorno arrivo felice al lavoro, per aiutare a modellare e dare forma a questo ragazzo. Questa è la bellezza Del mio lavoro. Lo amo, amo allenarlo. È un ragazzo speciale, un talento speciale e i suoi compagni di squadra lo adorano.

 

Coach Borrego, che a inizio anno non ha esitato a usare il bastone per spronarlo a spendersi anche nella metà campo meno nobile, alla fine è stato costretto a capitolare davanti alla gioia di vedere LaMelo Ball in azione, mentre coinvolge i compagni e li aiuta a migliorare.
Prendiamo Terry Rozier, letteralmente on-fire nell’ultimo periodo (una serie di 144 punti in 4 partite, quasi ‘rischia’ l’MVP del mese a Est ). Per NBA.com, quando divide il campo con LaMelo tira con un assurdo 55% dal campo ed  il 51% dalla lunga distanza. Dati che scendono rispettivamente a 44% e 39% quando l’ex Louisville è sul parquet mentre Ball è in panchina a riposare.
Altrettanto indicative dell’impatto di LaMelo sono le % al tiro dei vari giocatori nelle conclusioni che nascono da un suo passaggio:

Graham, in difficoltà al tiro so far, è l’unico che non ‘festeggia’ sugli inviti di LaMelo

Come per Haliburton, anche per Ball c’erano dubbi sul jumper dalla lunga distanza. Non ha la precisione dell’ex Iowa State, ma se le difese lo sfidano non esita ad attaccare. Borrego sta sperimentando diversi assetti -anche un triplo playmaker-handler con Ball, Scary Terry e Graham, +21 di net rating in un centinaio di minuti- per trovare la quadratura del cerchio definitiva e lanciare l’assalto ai playoff.   

Dopo tanti Draft perlomeno rivedibili, questa volta il team di Sua Maestà Michael Jordan ha pescato il Jolly. Un playmaker di talento, con il passaggio nel sangue, ingredienti che di solito attirano i Free Agent intenzionati a cambiare aria…. Charlotte è già sua, e con ogni probabilità lo sarà almeno per il prossimo decennio.
La notte scorsa ha guidato Hayward, il redivivo Monk e compagni al successo sul difficile campo dei Phoenix Suns con 20 punti (7/11 FG, 3/3 FT), 8 assist e 2 recuperi.