NBA, la scelta di Popovich: “Non devo rendere conto a nessuno”

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Popovich

L’NBA nella notte ha visto la seconda giornata di partite e all’inno nazionale la scelta è praticamente univoca di tutti: ci si inginocchia. Nessuno ha imposto nulla, ognuno fa ciò che ritiene meglio per i suoi ideali e come Popovich non ha bisogno di giustificarsi. Nonostante le parole di Trump:

Se vedo i giocatori NBA inGinocchiaRsi all’inno per me è game over.

Con risposta salata di JJ Redick:

A nessuno in NBA frega qualcosa se lui guarda o meno le partite

Il gesto:

Durante l’inno nazionale prima del match tra San Antonio Spurs e Sacramento Kings, tutti i giocatori si sono inginocchiati, ma Gregg Popovich e Becky Hammon, hanno deciso di restare in piedi, così come aveva fatto qualche ora prima Jonathan Isaac.
Ovviamente la cosa non è passata inosservata e Popovich è stato subito incalzato nel post partita:

Non mi va di parlarne -ha detto il coach- preferisco che le motivazioni rimangano tra me e me e qualunque scelta si faccia, mi fa piacere che in NBA non ne si debba dar conto a nessuno.

Questo ha generato critiche verso Popovich, che però si era esposto in prima persona e più volte contro tutti i brutti avvenimenti che ci sono stati nel mondo NBA e americano, usando parole forti anche per il presidente Trump.
A sua “difesa” c’è DeMar DeRozan che richiesto di un parere ha spiegato:

Conosco bene la posizione sia di Gregg che di Becky, si sono spesi molte volte in prima persona per i diritti e le uguaglianze. Per questo motivo non bisogna attaccarli in maniera vile solamente perchè hanno fatto una cosa diversa dagli altri.

Di certo il gesto ha creato un pò di rumore, come lo fa sempre chi non si uniforma alla massa, e di questo Pop ne è perfettamente conscio. Di certo fa notizia, anche se probabilmente la verità sta nelle parole di DeRozan e il bello della NBA è che ognuno può esprimere liberamente le proprie idee.

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