NBA Summer League: I rookies nella prima settimana a Las Vegas

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Dopo un anno di stop forzato è tornata la Summer League di Las Vegas, il contesto ideale per consentire un atterraggio morbido ai rookies che si misurano per la prima volta con la NBA. Sì, l’intensità non è altissima, e spesso le gerarchie vanno in base all’ordine di scelta, e non agli effettivi valori del campo. Las Vegas quindi non offre nessun tipo di responso definitivo, ma è la prima occasione per valutare i prospetti appena usciti dal college.
Con questa doverosa premessa, quelle che seguono sono alcune considerazioni su quanto visto nella prima settimana di azione.

CAM THOMAS

Il contesto di cui sopra è un vero e proprio invito a nozze per un realizzatore puro come Cam Thomas:

 

27 di media in 4 partite, crivellando il canestro da qualsiasi posizione, con un repertorio avanzato di finte e movimenti dal palleggio non comune per un teenager. E’ scivolato a fine primo giro per i dubbi su difesa e capacità di giocare dentro un sistema, e dovrà lavorare molto per convincere Steve Nash a dargli spazio nella second unit. Difficile dire se ci riuscirà già da rookie, è il classico giocatore capace di tutto, nel bene e nel male…

 

HOUSTON ROCKETS

Rafael Stone ha scelto ben 4 giocatori al primo giro, nell’ordine Jalen Green, Alperen Sengun, Usman Garuba e Josh Christopher. Sono i primi due le star del gruppo, e lo hanno dimostrato fin dall’attesissimo confronto con i Pistons di Cade Cunningham.

Sengun, per cui i Rockets hanno investito due prime scelte future, non ha fatto altro che confermare il suo enorme potenziale. A 19 anni appena compiuti il big man turco è perfettamente a suo agio sia fronte che spalle a canestro, ha la visione di gioco per punire i raddoppi, e una mano morbida nel tiro frontale, anche da 3 punti. Come accade a praticamente tutti i big man bianchi, dovrà dimostrare ai tanti scettici (in realtà sono già molti di meno…) di valere questo livello anche dal punto di vista atletico.11 rimbalzi e 3 stoppate di media in 25 minuti so far sono un ottimo segnale. Per quanto riguarda Jalen Green, seconda scelta assoluta, cosa dire…. Il ragazzo ha il canestro nel sangue, e sa trovarlo in molti modi. E’ già un ‘tough-shot-maker’ di razza, con uno step back andando a sinistra devastante. Mostruoso anche in transizione, potrebbe farne 20 facili a partita in NBA da domattina.