NBA: Tagli Backdoor tra scelte, conferme e mercato (4/5)

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Nella settimana in cui infuria il cambio di prospettive della G-League, si pensa a cosa succederà ai futuri prospetti ed i giocatori, dal 15 maggio prossimo, inizieranno a rinunciare a una parte dello stipendio, continuiamo il nostro viaggio negli “armadi” e nel mercato delle squadre NBA.

LOS ANGELES CLIPPERS

Sono andati all in in quest’anno ora spezzato a metà, in cui avevano trovato equilibrio e buoni mezzi. Si rischia di arrivare col fiatone sulla prossima stagione, visto che sul groppone pesano i contratti in scadenza di Morris, Harrell, Green e Lou Williams, con solo quest’ultimo in odor di rinnovo, visto che potrebbe diventare pedina di scambio. Rinnovarli tutti significherebbe arrivare vicino alla soglia della Luxury tax, dunque urge una riorganizzazione. Non ci sarà ricambio generazionale perchè la trade di George ha portato via parecchie scelte un po’ sparse tra OKC, New York e Philadelphia.

Serve capire per quanto si potrà contare o scegliere di puntare su Leonard George, che insieme sembrano aver reso alla grande, ma che separati potrebbero non avere lo stesso fit per la squadra meno blasonata di Los Angeles. Tuttavia questi sono i Clippers, che nel momento in cui hanno una squadra da vertice un virus sospende tutto e rimanda a data da destinarsi le cose,  e quindi aspettarsi sorprese non sarebbe ipotesi peregrina.

LOS ANGELES LAKERS

La notizia del giorno è che Anthony Davis, in questo preciso momento storico, ha messo in vendita la sua villa nella città degli angeli. Saranno le prime avvisaglia di un addio? Interessante l’evolversi di una vicenda che ha del gossip, anche perchè il “mono-ciglia” pareva trovarsi a suo agio alla corte di LeBron James. Interessante sarà come i Lakers decideranno di operare per il rinnovo del contratto da rookie di Kuzma, che hanno difeso a spada tratta dal saccheggio della young unit operato da New Orleans.

Anche se in bilico ci sono parecchi contratti, tra cui quelli di Howard, Caldwell-Pope, Bradley, Rondo e JaVale McGee, i Lakers sono consapevoli di doversi muoversi oltre il salary cap, tranne che in caso di un mancato rinnovo proprio di Davis. Qualora tutte queste convergenze dovessero realizzarsi, i gialloviola devono provare un all in annuale, per poter avere speranza di muoversi attivamente sul mercato nell’estate 2021. E la settima scelta protetta dei Pelicans può far comodo, specie se questi non dovessero entrare in post season.

SAN ANTONIO SPURS

La necessità è ripartire, ma le cose in casa neroargento si fanno complicate. L’opzione da 27 milioni di DeRozan pesa e non poco, con lui sul piatto anche Poeltl. Una strada percorribile sarebbe quella di una rifirma per sperare in una trade vantaggiosa, ma difficile date le annate in Texas che se ne hanno mostrato le doti realizzative, altrettanto hanno individuato le lacune egoistiche del giocatore, già palesatesi a Toronto, rendendolo di fatto non idoneo a una ricostruzione della squadra di Popovich. Scade anche il contratto di Aldridge, anche se la cosa sembra passare molto sotto traccia.

San Antonio deve ripartire dai giovani e quindi in estate punterà forte sul rinnovo di White, mentre Gay sembra destinato a fare un po’ da chioccia, quindi per lui l’estensione dovrebbe arrivare. Decisi a puntare sui vari Murray, Johnson, Walker e (si spera) Samanic, nonchè su una possibile lottery pick al draft, gli Spurs dovranno operare oltre il limite del cap, sperando o che DeRozan non rinnovi o che con la trade il monte si possa alleggerire. Sta di fatto che nonostante di sicuro la dirigenza farà dei tagli, come Metu e Lyles, si dovrà provare a prendere un 3 di ruolo con punti nelle mani e un rinforzo dalla panchina, non poca roba insomma.

TORONTO RAPTORS

Necessità sul taccuino è prendere il contratto in scadenza di VanVleet e rinnovarlo. Magari anche al netto degli infortuni, troppi, ma un giocatore con talento e cuore del genere è difficile da trovare altrove e Toronto farebbe bene a tenerselo stretto. Gestendo bene la situazione rinnovi, con contratti comunque importanti come quelli di Ibaka, Gasol e Lowry, si può creare un tesoretto di quasi 70 milioni per la prossima estate, non da poco per la formazione canadese che formalmente è campione in carica e che, nonostante la perdita di due giocatori cardine, ha un record ancora molto simile allo scorso anno.

Occhio alle decisioni sui giocatori in là con gli anni, in quanto, a prezzi di saldo, possono essere un affare, ma con rinnovi a cifre esagerate possono pesare e non poco sul futuro. Scelte che nel mezzo includono anche giocatori tutt’altro che disprezzabili come Powell Anunoby, di cui si dovrà capire la volontà di far parte del nucleo e le aspirazioni nel voler essere protagonisti.

WASHINGTON WIZARDS

Non sono belli da vedere e han due gatte da pelare pesanti. Cosa si fa di Wall di cui oramai si ha solo il ricordo dei video visto che il campo non lo vede da un po’? E Beal che ha tirato la carretta fin’ora, a che cifre può essere rinnovato? Sul secondo l’opzione di trade eligible clause incombe come una scure pazzesca per la prossima estate. Il punto è che Washington, non solo grazie ad Hachimura, ha un asset giovane da poter sfruttare a cui si aggiungerà un’ottima prima scelta dal draft.

Altro nodo gordiano è Bertans, ottimo comprimario con tiro mortifero ma il cui rinnovo può essere non ottimale sul lungo periodo, in quanto si opererebbe comunque oltre il cap anche in caso di suo mancato rinnovo. E per una squadra perdente come i Wizards, queste non sono buone notizie. Serve profondità, specie dalla panchina, con un elemento di esperienza e capace di tranquillizzare il gruppo. Oltre a ciò, cosa da non sottovalutare, una salute fisica che è mancata davvero troppo nella capitale.

PHILADELPHIA 76ERS

Non hanno vinto lo scorso anno, peccato. Non sono al vertice, ma solo da rumble in the jungle quest’anno. Il tempo passa e si cerca i misteri di una squadra competitiva e mai vincente. In questi casi può pagare coach Brett Brown, a cui sembra sempre mancare il centesimo per il dollaro. Essendo di gran lunga oltre la luxury tax e volendo tenersi Richardson che è un giovane su cui investire nel rinnovo, uno tra Harris – che però è il migliore dei suoi a mani basse – e Horford può e deve essere sacrificato sul piatto della parità salariale.

Scelte al draft parecchie, da gestire per non finire sott’acqua, anche perchè in estate inizieranno le trattative per l’estensione di Joel Embiid che ben più di Simmons ha meritato di ricevere il trattamento da stella di prim’ordine della squadra della città dell’amore fraterno. Messo a posto il contratto del camerunese, si potrà vagliare anche qualche ipotesi di trade o di mercato al ribasso per dare maggiore solidità alla panchina, da cui potrebbero uscire dalla rotazione Korkmaz e Pelle, i cui non garantiti potrebbero non essere estesi.

UTAH JAZZ

Come se non bastasse che sono in fase di rinnovo, le storie tese dovute al Covid-19 tra Donovan Mitchell Rudy Gobert, hanno complicato e non poco i piani della dirigenza di Utah, che avrà un serio problema qualora si dovesse riprendere. In estate i due saranno separati, ma se si pensa che anche Conley uscirà dal contratto (bel buco da 34 milioni) significa in pratica dover ricominciare da zero per un gruppo che coach Snyder ha reso una macchina ad altissime prestazioni. Di sicuro tra “Spida”, l’ex Memphis che appare ringiovanito nella terra mormone e Jordan Clarkson, anche lui col contratto “spirante”, qualcuno dovrà restare. Forse anche due dei tre.

Per quest’anno draft di basso profilo, si migliora solo nel 2022 dopo la trade con Memphis, dunque sarà importante la gestione dei giovani che hanno un non garantito per la prossima stagione. Una attenta valutazione dovrà essere fatta, perchè Nigel Williams-Goss, Miye Oni, Juwan Morgan, Georges Niang e Rayjon Tucker sono giocatori di medio livello, e nessuno sembra pronto ad un salto di qualità. Ovvio è che perdendo di sicuro una stella, se non due, qualche cosa dal mercato dovrà arrivare, magari a compensare il reparto lunghi, che potrebbe rimanere sguarnito.