NBA, tempo di rinnovi: da Pascal Siakam a Buddy Hield

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Siakam

Non sento alcun limite. Sento che è solamente l’inizio per me e che ci sia ancora molto che deve accadere. Sono solo felice pensando al futuro e alla possibilità di migliorarmi ancora e ancora, e sapere che sono passati appena tre anni dal mio ingresso nella lega. Posso ancora migliorarmi molto, quindi non credo di volermi fermare adesso.

Parole da vero leader, di un giocatore che, passo dopo passo, si è preso con la forza della propria determinazione una franchigia e un’intera nazione. Quel Canada che ha saputo emozionare, in tandem con la forza prorompente dei Toronto Raptors campioni NBA, e stupire a suon di prestazioni in costante crescita.

RINNOVO MERITATO

In seguito all’addio di Kahwi Leonard la dirigenza dei Raptors non ha avuto dubbi sul percorso da seguire: puntare sulla riconferma delle proprie certezze (Kyle Lowri in primis) e sul talento emergente dei propri giovani. Su tutti, Pascal Siakam, il most improved player in carica.

 

Alcuni giorni fa ha firmato un’estensione contrattuale con Toronto: 130 milioni di dollari in 4 anni, il massimo contrattuale. Un rinnovo meritato, considerando il cammino in crescendo che ha avuto a Toronto: da elemento da inserire in sordina a pedina tanto fondamentale su cui puntare quanto decisiva ai fini del risultato. La costanza che ha mostrato in ogni sfaccettatura della vita di squadra (dal singolo allenamento al vivo della partita) ha dell’incredibile e ha saputo appassionare tutti.
Una passione, quella mostrata, che lo ha condotto a diventare il cardine dei Raptors. Tanto nel presente (34 i punti all’esordio contro NO) quanto nel futuro della franchigia, che ha deciso di puntare tutto su di lui.

UN CAMMINO COSTANTE

La favola di Pascal Siakam coi Toronto Raptors affonda le sue radici 8 anni fa. A scoprire il suo potenziale è Luc Mbah a Moute, che lo vede ad uno dei suoi camp durante l’estate 2011. L’esperienza a New Mexico State, dove il suo talento esplode definitivamente (20.3 punti e 11.6 rimbalzi di media nell’ultima stagione), gli apre le porte per l‘NBA.
Al Draft Toronto lo seleziona come 27esima scelta nel 2016, decidendo di fargli fare esperienza nella G-League, fra le fila dei Raptors 905. Un cammino costante, dunque, verso la prima squadra l’anno successivo. Prima entrando nelle rotazioni di Dwayne Casey, in quei Raptors da 59 vittorie in regular season. Poi, la scorsa stagione, la definitiva esplosione grazie alla fiducia concessagli da coach Nick Nurse. I 16.9 punti di media (col 54% dal campo) sono solo uno dei dati che parlano da sè nel descrivere l’importanza del camerunense per la franchigia canadese. Dal villaggio di Bafia nel quale è nato e cresciuto, dunque, all’Olimpo dell’NBA, da campione del presente e del futuro.

 

RINNOVI A SACRAMENTO

Nel frattempo, parlando di rinnovi, i Kings entrano con prepotenza nel discorso. Il braccio di ferro fra la franchigia di Sacramento e Buddy Hield si è finalmente concluso. In positivo per entrambe le parti.
Per i Kings in primis, che potranno contare sulle prestazioni della guardia da 20 punti, 5 rimbalzi e 3.5 assist di media a incontro nella passata stagione. Un’annata straordinaria, dunque, che va a pari passo con le pretese di Buddy Hield sulle cifre del rinnovo. Il giocatore, infatti, nelle scorse settimane aveva rifiutato un adeguamento pari a 90 milioni di dollari. Una cifra considerata un insulto, a detta dello stesso.

 

A fronte di ciò, dunque, la dirigenza di Sacramento è venuta incontro alle richieste della guardia tiratrice. La base del rinnovamento è di 86 milioni di dollari in quattro anni, con una serie di bonus che porterebbero la cifra prima a 94 e poi a 106 milioni percepiti.
Intanto si lavora anche su un altro fronte, quello di Bogdan Bogdanovic. La dirigenza di Sacramento spera di poterlo convincere con una offerta da 51.4 milioni di dollari, il massimo permesso, messa sul tavolo. La volontà del serbo, in ogni caso, sarebbe quella di voler rimanere alla corte dei Kings.