NBA trade deadline: i voti della trade Pistons-Cavs per Drummond

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Drummond

La trade:

I Detroit Pistons ricevono Brandon Knight, John Henson e una seconda scelta 2023

Che brutta fine la storia d’amore Drummond-Pistons…
Lo sfogo del centro dopo aver appreso della trade spiega molto di come l’NBA non abbia “amicizie o lealtà, ma sia solo business” come da sue parole. Che Drummond potesse essere in partenza non era certo notizia inaspettata, ma che lo potesse fare sostanzialmente per una seconda scelta 2023 è affare davvero triste. In molti avevano prospettato le possibili pretese dei Pistons per cederlo, ma pensare di aver accettato questo pacchetto piuttosto che vedergli fare opt-in per l’ultimo anno di contratto o dover risolvere il rebus di rifirmarlo a  grandi cifre, fa abbastanza dispiacere. Una macchina da statistiche come lui che ha questo risicato mercato, parla di un giocatore che non gode della stima della lega. I Pistons, dal lato positivo, possono liberare quasi 35 milioni di cap in estate, dando inizio a quello che è l’obiettivo a medio-lungo termine ovvero ripartire. La partenza del centro All Star apre il campo a Christian Wood che sta producendo 20 punti e 7 rimbalzi di media sui 36 minuti di proiezione. Anche lui sarà free agent in estate, ma la forbice tra lui e Drummond non è così ampia sia in favore di quest’ultimo sul campo, sia a favore di Wood sul monte salari.

Voto C

 

I Cleveland Cavaliers ricevono Andre Drummond

Lo scambio dal punto di vista Cavs può essere visto in due modi: il primo che Drummond in una squadra con Thompson e Love c’entri poco, l’altro è che a un valore così esiguo, portarsi a casa un All-Star pur con tutti i distinguo del caso rimane un affare. L’upgrade rispetto a Thompson è la capacità offensiva di Drummond sia palla in mano che come finisher dopo un pick and roll, mentre a livello difensivo è improbabile che un giocatore come lui possa far lievitare la ventinovesima difesa NBA, anche perché lontano da canestro è un difensore molto peggiore su pick and roll e cambi.

Se eserciterà l’opzione per restare nel contratto assorbirà tutto lo spazio salariale, cosa probabile e che influirà relativamente sull’offseason dei Cavs che difficilmente potranno usare quei soldi in maniera considerevolmente migliore. A quel punto potrebbero pensare di scambiare Thompson per compensazioni e scelte al draft, sebbene il valore di Tristan al momento non sia esattamente ai massimi storici. Di certo Cleveland aveva ben poco da chiedere e ben poco da perdere nel muovere delle pedine e siccome ha dato molto poco, alla peggio farà fare il suo corso a Drummond in una squadra da lottery, sperando di aver gettato qualche base tra due anni per provare a ripartire.

Voto B