NBA: i tre scenari di Adam Silver per il futuro

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Esattamente una settimana fa l’NBA fermava tutto per il primo caso di COVID-19 riscontrato su un giocatore dell’organizzazione. È sembrato facile capire che si è trattato solo di un piano da mettere in pratica, in quanto tutto era già stato deciso con anticipo in caso di prima positività riscontrata. A sette giorni da tutto ciò, gli Stati Uniti stanno ancora cercando di capire con che bestia hanno a che fare e Adam Silver ha voluto provare a stilare tre possibilità per il futuro NBA.

NBA: i tre scenari

Rachel Nichols ha avuto la possibilità d’intervistare il Commissioner cercando di fare chiarezza su quello che potrebbe essere il futuro della lega. Silver ha diviso la situazione in tre parti:

Innanzitutto bisogna capire i punti salienti e da lì potremmo muoverci ha detto Silver:

  • Quando potremo tornare a giocare con 19000 persone all’interno di un’arena?

  • Quando potremo ripartire giocando a porte chiuse e potendo testare giocatori e staff nell’arena per avere la massima sicurezza ed evitare che ci possa essere un nuovo contagio?

  • Che ripercussioni psicologiche può avere sulla gente il fatto di non vederci più giocare per questa stagione?

Adam Silver si domanda due cose in particolare a contorno di tutto ciò e la prima riguarda come l’NBA può essere protagonista per la ripartenza economica del paese una volta debellato il virus. La seconda riguarda il dovere della NBA d’intrattenere i tifosi, paradossalmente, soprattutto ora che sono confinati a casa e dovrebbero essere intrattenuti dallo spettacolo e da qualcosa che li possa distrarre.

 

Servirà creatività

Non si può dire che Adam Silver non abbia abbracciato idea e applicazioni di cambiamenti per rendere l’NBA una lega più attuale. basti vedere la formula dell’All Star Game rivisitata, ma anche altre situazioni più concrete. Per questo il Commissioner è la persona giusta per provare a sperimentare:

Dovremo essere creativi per provare a salvare la stagione o una bella parte di essa. Non abbiamo avuto paura di sperimentare cose nuove per l’ultimo All Star Game, ad esempio, quindi proveremo a trovare soluzioni, siano esse dilatazione, cambio del calendario o qualsiasi altra cosa.

L’unica certezza derivata dalle sue parole però riguarda il ritorno in campo, che succederà solo ed esclusivamente quando le autorità sanitarie daranno il loro okay a riprendere. Da lì si valuteranno le modalità per il pubblico e tutto il resto. Tutto questo però si posiziona in un futuro mediamente lontano.

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