NCAA: Duke e Paolo Banchero conquistano il Madison Square Garden

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Banchero

C’è stato un po’ di tutto nel debutto ufficiale di Paolo Banchero con Duke, una vittoria sui rivali di Kentucky nell’ultima di coach K al Madison Square Garden.
In un recente profilo di The Athletic, papà Mario ha spiegato i motivi per cui Paolo ha scelto Duke, che inizialmente era la quarta opzione dietro Kentucky (la NBA Factory di John Calipari), Tennessee (dove Banchero avrebbe giocato con l’amico/prospetto Kennedy Chandler) e Washington (ateneo di ‘casa’).

“Molti lo vedevano come un big man versatile, ma lui voleva qualcosa di più”. In quel periodo Coach K gli mandava diversi video sui giocatori NBA, compreso uno che mostrava l’evoluzione di LeBron James in qualsiasi ruolo. “Paolo, puoi fare lo stesso anche tu”.

Affare fatto….
Al Madison Square Garden Banchero ha deliziato il pubblico con la sua pulizia tecnica, un mid-range game stellare, atletismo e versatilità anche nella sua metà campo.

22 punti, 7 rimbalzi e 2 recuperi, 7/11 dal campo e 8/9 ai liberi. I Wildcats hanno provato a fermarlo con diversi giocatori, ma senza ottenere grandi risultati. Solo i crampi lo hanno messo KO nel secondo tempo.
La stella di Paolo non è stata l’unica a brillare per i Blue Devils, con l’altro freshman Trevor Keels che ha realizzato 25 punti arrivando ripetutamente al ferro senza paura dei contatti, con ottime doti acrobatiche.
Nel post partita Banchero ha dedicato la vittoria a coach K, che chiude la sua carriera al MSG con un record di 34-11:

Per noi era una sfida importante, volevamo vincere per il coach, e per lanciare un messaggio a tutti sul nostro valore. Siamo contenti del modo in cui abbiamo giocato.

Il suo commento sulla partita spiega tanto della sua mentalità, e di come sia cresciuto pensando alla pallacanestro prima di tutto come uno sport di squadra:

Sono riuscito a restare sempre in controllo, grazie anche alla massima fiducia che ho per i miei compagni. Non devo cercare di fare troppo, quindi per me diventa tutto più facile. E penso che tutti noi abbiamo questa sorta di equilibrio in campo. Abbiamo lanciato un messaggio, siamo una squadra forte, giocheremo insieme e duramente per tutti e
40 i minuti. Proprio come gioca sempre Duke.

Chiudiamo con le parole di Coach K sul potenziale del suo giovane prospetto:

He’s the real deal. Rispetto a un mese fa è cresciuto sotto tanti aspetti, ha imparato a non esagerare con il palleggio, a fare movimenti forti e decisi. In campo è sempre più intelligente e sta migliorando dal punto di vista atletico. E’ un giocatore speciale.