NCAA: Moretti non ce la fa, Virginia è campione

Virginia

Potremmo chiedere a qualsiasi persona quanto sono lunghi 388 giorni, ovvero quelli che hanno separato Virginia dall’essere la protagonista della storia dalla pare sbagliata sino a oggi. È questo il lasso di tempo che è intercorso tra l’essere la prima testa di serie numero uno a uscire al primo turno contro la sedici e vincere poi il primo titolo della storia. Non è stata facile, si sapeva, ma dopo un overtime è arrivata la vittoria per 85-77 che ha regalato anche a un pezzo d’Italia (Francesco Badocchi) un titolo NCAA.

 

PECCATO MORO!

Partiamo dagli sconfitti e da un altro pezzo d’Italia che arriva corto come Davide Moretti, autore di 15 punti e di tre delle dieci triple dei Red Raider, tra cui anche quella che ha permesso poi l’aggancio nel finale di partita. Il Moro ha giocato un’ottima partita, raccolto il massimo di punti realizzati nel torneo e accarezzato sino all’ultimo il sogno di portare a casa il match. L’inizio da incubo aveva messo la partita sui binari sbagliati per Texas Tech, ma poi una lenta e costante rimonta li ha portati a essere prima punto a punto e poi addirittura in vantaggio di tre lunghezze nel finale. A tal proposito è difficile capire come possano aver collassato l’area su una penetrazione con tre effettivi per lasciare a DeAndre Hunter la tripla indisturbata per l’overtime. La famiglia Moretti tranne papà impegnato ad allenare Pistoia, era presente allo spettacolo di Minneapolis, ma purtroppo il sogno del titolo si è infranto su un tempo supplementare. Per i Red Raider è mancato il solito apporto di Jarrett Culver che ha chiuso con 15 punti, ma 5-22 al tiro.

VIRGINIA, È QUI LA FESTA?

Tutto inizia e finisce dalla tripla del’overtime di un DeAndre Hunter da 27 punti e il carcere high di punti. È lui il volto di questa vittoria di Virginia, quarta squadra della storia a vincere il titolo NCAA dopo essere stata eliminata al primo turno l’anno precedente e la sesta ad aggiudicarselo con più di una partita all’overtime. Ottime le prestazioni di Ty Jerome con 16 punti e Kyle Guy con 24, nominato anche Most Outstanding Player della competizione, anche alla luce del sangue freddo dimostrato in semifinale sui tre liberi che hanno regalato la finalissima.
All’interno di una partita molto avvincente, combattuta e che poteva finire anche con un risultato esattamente opposto si consuma la redenzione di Virginia che già ai botteghini di Las Vegas è la squadra favorita per ripetersi, ma questa volta (nel caso) non dovranno passare 388 giorni e non dovranno arrivare da una brutta pagina di storia scritta. Ora è festa per tutti, perché il primo titolo non si scorda mai.