NCAA: le sette sorelle e i prospetti in odore di NBA

NCAA

Il mondo del College Basket offre sempre tantissimi spunti e non potrebbe essere altrimenti, visto che parliamo di 353 squadre sparpagliate per tutto il continente a stelle e strisce. In questo spazio cercheremo ogni mese di riassumere la situazione generale, con un occhio sempre rivolto anche ai tanti prospetti che sognano di essere una delle 60 scelte nel prossimo Draft NBA. Sono sette i team che hanno dato la netta sensazione di possedere una marcia in più fino adesso e non a caso sono i primi 7 dell’ultimo Ranking, ovvero Gonzaga, Kansas, Duke, Virginia, Nevada, Tennessee e Michigan. Si tratta di squadre fortissime both ends, e le due con la difesa fin qui meno efficiente (Bulldogs e Wolf Pack) compensano con i migliori due attacchi d’America.

Entrambe giocano in Conference di un livello inferiore (WCC per Gonzaga, MWC per Nevada), e, se dovessero riuscire ad arrivare alle partite di Conference senza sconfitte -Gonzaga ha il calendario più difficile, con Tennessee e in casa di North Carolina nei prossimi 10 giorni, mentre per Nevada l’ostacolo principale è Arizona State questo venerdì-, diventerebbe decisamente concreto il ‘rischio’ di una regular season perfetta. Due team allenati benissimo, hanno talento –L’esplosivo Rui Hachimura e il tiratore Zach Norvell jr per i Bulldogs, i gemelli Martin ed il big man Jordan Brown dall’altra– ed esperienza – Josh Perkins e il big man francese Killian Tillie, attualmente infortunato. Per Nevada praticamente tutta la rotazione è all’ultimo anno, doveroso menzionare l’ala Jordan Caroline-. Hachimura e compagni hanno firmato la migliore partita del mese sconfiggendo addirittura i fenomeni NBA di Duke.

NCAA: DUKE MADNESS

Duke dicevamo, ovvero la meta preferita degli scout NBA, per gustarsi le imprese del trio composto da RJ Barrett, Zion Williamson e Cameron Reddish. Ah, dimenticavamo il fratello d’arte Tre Jones, playmaker che ha un rapporto di 6 assist per ogni palla persa…
Williamson è sulla bocca di tutti per ovvi motivi, raramente si vede un 2 metri così possente ma allo stesso tempo coordinato, potente e atletico. Oltre a realizzare 20.8 punti per game con il 74% da due, Zion porta in dote anche una discreta visione di gioco (piano con i paragoni con Draymond…) e oltre 2 recuperi e 2 stoppate. Manca il tiro da fuori, ma se avesse pure quello sarebbe un vero e proprio cyborg.
Dei tre super prospetti NBA, Barrett è quello che ha il carico di responsabilità maggiore. Coach K si affida a lui quando la palla scotta, e gli chiede anche di supportare Jones nella costruzione del gioco. Il canadese è uno scorer naturale, arriva al ferro quando e come vuole anche contro la difesa schierata, ma non disdegna il tiro dalla media e lunga distanza.
Il differente ruolo dei due appare evidente anche semplicemente dando uno sguardo alle rispettive shooting chart:

 

Delle 7 ‘regine’ di cui sopra, quella con il calendario meno complicato fino ad ora è sicuramente Virginia, che coach Bennet riesce sempre a riproporre ai massimi livelli nonostante un recruiting non paragonabile a quello di università molto più blasonate. Come fanno? Con la Pack-Defense e l’attacco ragionato che non spreca mai una palla. Occhio però che questa particolare edizione dei Cavaliers (di cui farebbe parte anche il ‘nostro’ Francesco Badocchi, ora ai box) appare più ricca di talento del solito, grazie al prospetto NBA De’Andre Hunter – versatile ala da 16.4 punti, 5.5 rimbalzi e 2.4 assist, 64% da due e 47% da tre- ed alla coppia di guardie composta da Ty Jerome e Kyle Guy, due cecchini per ora abbondantemente oltre il 40% da tre.
Con l’inizio della ACC inizieranno i veri test, e capiremo il valore effettivo di questo gruppo.

PROSPETTI DAL PROFUMO NBA

Come promesso,tocca al Draft, ecco le medie degli atleti di tutto il panorama NCAA in odore di NBA, da Sport-reference:

Carrellata di fresman e sophomore, Bol Bol ha iniziato benissimo nonostante i risultati negativi della sua Oregon. Meglio del previsto Daniel Gafford, centro di Arkansas che è tornato al college per mostrare di poter aspirare ad un ruolo diverso da quello del big man che sa solo stoppare e schiacciare. Per ora ci sta riuscendo….

Escludendo quelli di cui abbiamo già parlato, segnaliamo l’ottimo inizio di Jarrett Culver, compagno di backcourt di Davide Moretti nell’imbattuta Texas Tech, rendimento inappuntabile ma anche qui vale il discorso fatto per Virginia, ovvero avversari non di primissima fascia. La big12 sarà un ottimo banco di prova.

La tabella qui sopra riguarda solo i junior, spicca la presenza di due scoring guard come Carsen Edwards e Shamorie Ponds. Il primo è un tiratore devastante con ottimi mezzi atletici, il secondo è un playmaker la cui dote principale rimane quella di mettere la palla nel canestro (già tre volte sopra i 30, con la chicca dei 35 con 7 assist e 7 rubate contro VCU). Due giocatori che hanno diritto di cittadinanza nella NBA moderna…

Chiudiamo con dei freshman meno conosciuti, Talen Horton-Tucker è un esterno tuttofare che ha appena compiuto 18 anni, Charles Bassey un big man atletico che ha anticipato di una stagione lo sbarco al college, mentre Kevin Porter Jr è un talento grezzo a dir poco abbagliante. Capacissimo di step-back degni del miglior Harden, ma anche di tiri senza senso. La sensazione ad oggi è che gli farebbe sicuramente bene restare un altro anno al college, ma difficilmente resisterà alle sirene NBA, anche per sfruttare una Draft-class che sembra povera di talento rispetto a quelle del recente passato….