Netflix per combattere l’astinenza da pallacanestro

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Sono giorni vuoti per gli appassionati di basket in tutto il mondo, invitati a rimanere nelle proprie case senza possibilità di seguire nessuna di quelle competizioni che fino a un mese fa stavano scaldando i motori in preparazione all’entrata nel periodo in cui si assegnano i campionati. Così, mentre la NBA annuncia con un tweet che il League Pass sarà gratuito fino al 22 aprile, ecco alcuni spunti per potere ingannare l’attesa e sconfiggere l’astinenza da pallacanestro con l’ausilio di Netflix, che ci viene in soccorso con alcuni film o documentari più o meno conosciuti.

Space Jam (1997)

basketLa prima proposta è anche la più scontata di tutte, quel film che anche i non appassionati di basket hanno visto almeno una volta nella vita. Oltre alla presenza dei Looney Tunes e di Michael Jordan, Space Jam vanta nel proprio cast altri giocatori NBA di livello (d’altronde i Monstars mica potevano rubare il talento a uno Scot Pollard qualsiasi) come Pat Ewing, Larry Johnson, Muggsy Bogues, Shawn Bradley e Charles Barkley, a cui si aggiungono i camei di Larry Bird, Vlade Divac, Alonzo Mourning e Charles Oakley.
Dopo il primo ritiro dalla NBA, Michael Jordan viene ingaggiato dalla squadra di Bugs Bunny per una partita contro una banda di mostri arrivati da un pianeta lontano. La posta in palio è la schiavitù dei Looney Tunes, che senza Jordan non avrebbero una singola possibilità di vincere.
Se state leggendo queste righe, probabilmente, conoscete ogni singola scena del film, ma di questi tempi un rewatch è sempre consigliato, soprattutto in vista del 16 luglio 2021, data prevista per l’uscita di Space Jam 2. Il protagonista? Ovviamente LeBron James.

Iverson (2014)

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In questo film/documentario viene ripercorsa la vita e la carriera di The Answer direttamente dai suoi occhi e dai suoi pensieri, partendo dall’adolescenza in Virginia per arrivare fino al picco raggiunto con il titolo di MVP e con lo status di uno dei migliori scorer nella storia del basket, senza tralasciare quello che Iverson ha rappresentato fuori dal campo come icona culturale. All’interno del documentario da 105 minuti si alternano interviste positive e negativi di alcuni dei più grandi personaggi della storia NBA tra cui Larry Brown, Dwyane Wade, Stephen A. Smith e Carmelo Anthony. Questo documentario su uno dei più discussi e controversi personaggi dell’NBA è consigliato sia a chi ha vissuto la carriera di Iverson e sia a chi lo conosce solo sommariamente grazie ai racconti o ai video su YouTube.

The Carter Effect (2017)

Anche in questo caso siamo davanti a un film/documentario che spiega quanto un giocatore sia stato rivoluzionario non solo dentro, ma anche fuori dal campo da basket. Carter è e sarà sempre ricordato come uno degli atleti più incredibili nella storia. Nel 2000 ha cambiato per sempre l’All Star Weekend con la celeberrima gara delle schiacciate di Oakland, che a 20 anni di distanza rappresenta ancora il metro di giudizio per tutti gli Slam Dunk Contest successivi e da lì in poi chiunque, quando si parla di schiacciate, pensa prima di tutto a Carter.
Oltre al giocatore, come detto, questo documentario di un’ora allarga l’orizzonte a ciò che Vincredible ha rappresentato per il Canada e per la città di Toronto in particolare: che fino a quel momento veniva considerata da tutti i giocatori NBA la città da evitare a ogni costo, famosa solo per la squadra di hockey. Con l’arrivo di Carter la città viene messa finalmente sulla mappa del basket americano, generando un interesse smisurato verso qualcosa che fino ad allora era soltanto marginale.

Coach Carter (2005)

Nel ruolo di Coach Carter, Samuel L. Jackson viene assunto dalla Richmond High School nelle vesti di allenatore della squadra di basket, con la speranza che possa risollevare una team formato per la maggior parte da ragazzi alle prese con un’adolescenza difficile. Carter si presenta immediatamente come un allenatore severo, con principi inflessibili e che antepone ai successi sportivi i successi scolastici, anche a costo di escludere i giocatori migliori in caso di risultati insufficienti dietro i banchi di scuola.
Famosissimi sono gli allenamenti estenuanti messi in piedi nella prima parte di stagione, quando ancora i giocatori non conoscono nulla di questa figura quasi genitoriale.§
Anche questo un must per gli appassionati.

Honorable mentions

Oltre ai film presenti su Netflix, una menzione d’onore va a “He Got Game” con Denzel Washington e Ray Allen, “Glory Road” e “Chi non salta bianco è”, tutti e tre pilastri della filmografia cestista moderna.

Non avere partite da seguire è sicuramente una sofferenza per chi, come noi, vive e respira basket 24 ore su 24, ma con questi brevi consigli speriamo di avervi almeno accorciato di qualche ora queste lunghe e difficili giornate

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Davide nasce a Pavia il 27/02/1993. La sua personale folgorazione sulla via di Damasco avviene in tenera età grazie alle giocate di Kobe Bryant e Manu Ginobili. Laureato in Economics, finance & international integration all'Università di Pavia, si è sempre definito tifoso Lakers e interista per autolesionismo. La frase che secondo lui raccoglie più di tutte l'essenza della pallacanestro è "Ball don't lie", tanto da decidere di tatuarsela addosso.