Nicolò Melli: “Sarei rimasto. finita con una telefonata di 45 secondi”

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Melli
Foto di Savino Paolella

In un’intervista esclusiva rilasciata al Corriere della Sera, l’ex capitano dell’Olimpia Milano Nicolò Melli ha raccontato la sua verità riguardo il suo clamoroso addio all’Olimpia Milano, svelando le modalità con cui si è arrivati alla rottura definitiva.

Queste le parole di Melli in merito al suo addio a Milano.

Il rumore dopo l’addio

“Prima del baccano, era da immaginare la separazione da Milano. Onestamente, io non pensavo di andare via. Prendo atto di una legittima scelta della società e mi hanno fatto molto piacere le testimonianze di affetto ricevute dopo l’annuncio della separazione”.

Melli sarebbe rimasto?

“Certamente. Però le cose si fanno in due e, purtroppo, non è stato così. Mi dispiace solo che venga detto e scritto che sia stato io a lasciare Milano”.

Sui motivi della decisione

“Scelta tecnica? Questa è una domanda che non va posta a me. Dopo il media day successivo alla vittoria dello scudetto, ho parlato con Ettore Messina e siamo pure entrati nel dettaglio dell’offerta che il club mi ha fatto ad aprile, l’unica giunta in questi mesi. Ho detto: troviamoci e affrontiamo la questione. Nell’Olimpia ho giocato 7-8 anni e sono il capitano, tutto questo ha un valore no? Inoltre non è importante solo cosa si fa , ma il come lo si fa.

L’incontro è stato positivo e propositivo. Due o tre giorni dopo, ho ricevuto una telefonata, durata 45 secondi, nella quale Ettore Messina mi comunicava che la società aveva deciso di prendere un’altra direzione. Ribadisco: scelta legittima, ma non mi è stato spiegato se il motivo fosse tecnico o di altra natura“.

Sorpreso?

“Fa parte delle regole del gioco. Sarebbe una sorpresa solo se non si facesse parte di questo mondo. Non sono il primo e non sarò l’ultimo a cambiare squadra”.

Stefano Sanaldi
Quello con la palla a spicchi è stato amore a prima vista. Una volta appese le scarpe al chiodo, ho deciso di allenare le nuove generazioni per rimanere in questo fantastico mondo. E poter scrivere di pallacanestro è un piacere e un onore.