Nunnally sul pugno a Lazarevic: “Mi stavo proteggendo”

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Nunnally
Credits IPA Agency

Come ormai accaduto troppe volte negli ultimi anni, i playoff dei vari campionati europei in queste ore hanno fatto discutere non solo per quanto successo sul campo ma anche per tutto quello che è accaduto fuori. Protagonista assoluto, in questo senso, è stato il derby di ABA Liga tra Partizan Belgrado Stella Rossa. I biancorossi hanno vinto il titolo completando lo sweep contro gli acerrimi rivali, ma tra una partita e l’altra sono accaduti eventi che rischiano di avere conseguenze che vanno oltre il parquet. Stiamo parlando ovviamente dell’alterco verificatosi al termine di gara-2, che ha coinvolto specialmente James Nunnally e Stefan Lazarevic.

Qui abbiamo provato a ricapitolare tutta la follia che si è verificata tra i due e che ha coinvolto società e forze dell’ordine. Non è ancora del tutto chiaro cosa potrà accadere nel prossimo futuro, ma sicuramente alcuni presenti sul luogo del pugno di Nunnally a Lazarevic (provato da un video) saranno chiamati a testimoniare. A confermarlo è stato Jaleen Smith, che ha dichiarato che sarà proprio uno di questi testimoni con l’obiettivo di raccontare la verità osservata a pochi centimetri di distanza.

Nelle ultime ore anche uno dei diretti interessati è intervenuto per riportare la sua versione della vicenda. Tramite un post su X, Nunnally ha per la prima volta commentato l’accaduto difendendosi dalle accuse che lo vorrebbero come principale fautore dell’accaduto. Di seguito riportiamo la traduzione delle sue parole, in attesa che le forze dell’ordine verifichino tutti i materiali a disposizione e la giustizia faccia il suo corso.

Agli artisti del click bait, non ho attaccato nessuno. Vi chiedo di non diffamare più il mio nome.

Io sono chi sono. Non chi voi credete che io sia. Non chi voi volete che io sia. Io sono solo me stesso. 

La falsificazione e la manipolazione non erano necessarie in questa situazione, visto che c’era una prova video REALE che rivelava come io mi stessi proteggendo da un’aggressione individuale. Dopo aver tentato di far raffreddare la situazione, con la schiena (letteralmente) contro il muro, una mano sul mio collo e un pugno che arrivava verso di me non ho avuto altra scelta che separarmi da lui. Non provo animosità nei suoi confronti e spero stia bene. 

Qualsiasi narrativa su di me che non includa quanto io sia un essere umano solido onesto non è vera né sarà accettata. Non sarà mai perfetto e non cerco di esserlo, imparo solo dai miei errori mentre mi ritengo responsabile nel diventare migliore da quegli errori. Comunque non sono razzista, per tutte quelle persone che mi hanno definito tale mentre mi chiamavano scimmia nera, tirandomi banane (le amo nei frullati ma non sono la mia scelta preferita), innumerevoli parole con la N, minacce. Tutto questo non cambierà la grande opinione che ho del popolo serbo e delle relazioni che ho costruito in questo periodo qui. Fermate tutto questo in qualsiasi modo volete, sappiate solo che le vostre opinioni su di me non cambiano le opinioni di chi veramente mi conosce e mi vuole bene. 

“Niente di reale può essere minacciato, niente di irreale esiste”.