Obradovic e le difficoltà del Fener, Teodosic e perchè l’NBA è sempre il top

Ci avviciniamo sempre più a una nuova stagione di basket e ai primi ritiri che dovranno mettere la classica benzina nelle gambe di una stagione che per molte squadre sarà lunga, faticosa e magari ricca di soddisfazioni. In questi giorni hanno parlato due eminenze del basket europeo: Zeljko Obradovic e Milos Teodosic su diverse situazioni che possono far riflettere.

OBRADOVIC

Non è stata un’estate facile per il Fenerbahce che dopo aver partecipato alla terza finale consecutiva e aver dovuto cedere il passo al Real Madrid, si sarebbe dovuto preparare al meglio per un nuovo assalto al titolo, ma come riportato ampiamente da tutte le testate locali, ha dovuto affrontare seri problemi finanziari che hanno minato la credibilità e anche le possibilità future della squadra.
A tal proposito è intervenuto coach Obradovic, arrivato a Istanbul con il suo staff per preparare il lavoro in vista della stagione rassicurando tutti:

Ci sono stati dei problemi finanziari in questa estate, ma devo dire un grande grazie alla società che ci ha permesso di vivere e lavorare sempre in un ambiente sano. Ringrazio il presidente Ali Koç e l’amministratore Semih Özsoy per aver protetto la sede del nostro lavoro e averci garantito anche in un momento così difficile la possibilità di prepararci al meglio per la nuova stagione. Ora spetterà a noi fare il meglio possibile, certi che anche i nostri fans ci sosterranno come sempre fanno fino a ora.

La precarietà economica nelle società professionistiche, però, ha sempre dei risvolti sull’operato sportivo della squadra e, considerando il tono degli investimenti che il Fenerbahce mette sul piatto ogni anno per arrivare a giocarsi il titolo, sarà molto difficile per Obradovic e i suoi giocatori non risentire nelle prestazioni di questa situazione, ma come spesso si dice: se c’è qualcuno in grado di prevaricare anche questa situazione è proprio il coach serbo.

 

MILOS TEODOSIC

Un’altra personalità che ha indelebilmente segnato il basket europeo recente è Milos Teodosic che in una recente intervista a Eurohoops.net ha stilato alcune differenze tra Europa e NBA:

In America è tutto diverso. Intorno a un giocatore c’è uno staff e un ambiente incredibile che si prende cura di qualsiasi cosa, dalla tua persona, alla famiglia a ogni necessità. Ognuno deve andare in campo e giocare, questo ci chiedono, ma bisogna essere sempre pronti a farlo. A Mosca c’è sempre stata una grandissima organizzazione e si stava benissimo, però resta su un altro piano a livello organizzativo e gestionale

Il play serbo nota anche alcune differenze concettuali nell’approccio alla sconfitta:

All’inizio facevo fatica a metabolizzare le sconfitte perchè in Europa ogni partita conta, viene giocata al massimo livello e se persa può incidere. Qui ci sono 82 partite e pian piano devi abituarti a somatizzare le sconfitte perchè c’è subito un altro impegno, magari dall’altra parte della nazione con un volo notturno e ore di jet lag. Eppure muoversi in NBA e andare a fare dei road trip è più semplice che essere a Mosca, giocare la domenica, volare a Barcellona per la coppa e poi andare direttamente a Krasnodar per la partita di campionato.

Che le differenze tra NBA ed Eurolega ci fossero non è difficile capirlo, ma il fatto che un giocatore come Teodosic da potenziale free agent non abbia ricevuto offerte comparabili dall’Europa per tornare, testimonia che la larghezza dell’oceano è ancora piuttosto grande se ne facciamo una questione salariale e non solo.

Ideatore di www.backdoorpodcast.com e giornalista per NBA ed NFL su Fox Sport, oltre che autore del libro American Dream -un infiltrato alle NBA Finals”.