Olimpia-Baskonia, le torri illuminano | EuroLeague Gameplan

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Olimpia Baskonia
foto di Savino Paolella

L’Olimpia torna alla vittoria in Eurolega battendo il Baskonia per 76-67, guidata dalle torri Melli-Voigtmann e dall’ennesima prova di grande consistenza di Flaccadori. Il Baskonia paga la brutta serata al tiro dei suoi esterni di riferimento Howard e Miller-McIntyre e una persistente difficoltà nell’arginare il quintetto big inedito di Milano.

 

Tre torri 2.0

L’Olimpia si presente con un roster rimaneggiato a causa delle assenze e Messina ne approfitta per riproporre il suo quintetto big, ma in una versione inedita. Melli è il “sacrificato” in posizione 3, Hines e Voigtmann a chiudere la frontline. Lo scopo è quello di girare a proprio favore le difficoltà derivanti da questo assetto, “aggirando” l’assenza di Shields sugli esterni come focus offensivo principale.

Chiaramente ogni piano partita ha bisogno di una buona esecuzione per poter funzionare e in questo caso la svolta è la capacità di Melli e Voigtmann di forzare il cambio difensivo, creare un mismatch e mandare in rotazione la difesa. L’Olimpia, in diverse situazioni, gioca un pick and roll ad angolo vuoto per provocare il cambio difensivo e mandare in post il giocatore designato.

Il bersaglio principale di queste sortite è Sedekerskis che ha enormi difficoltà nel contenere la forza fisica di Melli e i cm di Voigtmann. Ivanovic è costretto a più riprese a dover staccare i suoi uomini sul lato debole per intasare l’area e non andare sotto fisicamente, aprendo però il perimetro agli esterni di Milano.

I 19 punti di Voigtmann e i 21 di Melli hanno aperto la strada a un attacco che senza handler realmente pericolosi dal palleggio ha dovuto trovare vie alternative per vincere la partita. Coppia che in situazioni di post-up ha prodotto 1,2 ppp nel primo quarto e 1,167 ppp nel terzo quarto.

L’altro lato delle tre torri 2.0

Nelle edizioni passate del quintetto big molti dei problemi partivano dall’aspetto difensivo e dalle difficoltà di Voigtmann e Mirotic di cambiare contro giocatori molto più rapidi, cosa che invece non si è riproposta con questo quintetto inedito con Melli, Voigtmann e Poythress

La crescita di condizione di Hines, le caratteristiche di Poythress e il solito lavoro di Melli hanno permesso alla difesa Olimpia di tenere il Baskonia sui cambi difensivi, anche contro tiratori e giocatori in grado di attaccare dal palleggio. La fotografia di questa efficacia è nella sequenza di ottime difese nel momento in cui Melli ha preso in consegna Markus Howard.

L’Olimpia è partita subito forte in difesa con una attenta partita sul pericolo pubblico n.1. Messina fin da subito staffetta i suoi esterni migliori su Howard, chiedendo a Hall prima e Tonut dopo di contenere il suo 1 vs 1. La scelta è chiaramente di fargli mettere palla a terra, dove si trova molto meno a suo agio rispetto alle situazioni di catch and shoot.

Ivanovic prova a replicare al quintetto big di Milano inserendo tre esterni e affiancando al duo Howard-Miller-McIntyre anche Vanja Marinkovic e provare ad attaccare uno dei tre big man in biancorosso. La tenuta della difesa è sorprendente perché il Baskonia giochi blocchi pin down per favorire le sue uscite ma la difesa Olimpia reagisce sempre con ottime letture, cambiando con le sue torri e oscurando sempre la visuale di tiro.

Situazione che poteva essere pericolosa ma che alla fine è girata al meglio grazie all’ottimo lavoro di Melli e Hines nel secondo tempo, dopo un ottimo lavoro di Hall e Tonut nel primo. Tradotto in numeri, la difesa di Milano ha tenuto il giocatore più pericoloso a 0,5 ppp.

La banale legge dei numeri

Una delle chiavi della vittoria è la produzione discreta dal pick and roll nonostante l’assenza di Shields, la condizione precaria di Baron e la ormai consueta assenza di giocatori di pick and roll tra gli handler milanesi.

Milano ha prodotto 0,941 ppp nelle situazioni di gioco a due. Numero rilevante considerando le condizioni sopra descritte. La produzione è stata resa possibile dalla grande partita di Flaccadori e dall’ottimo lavoro di Melli e Voigtmann in spot-up sulle sponde.

In avvio sono le percentuali dell’ex Trento a fare la differenza. Il Baskonia decide di passare sotto i blocchi dei pick and roll che coinvolgono il giocatore dell’Olimpia, lui punisce questa scelta e obbliga gli avversari a dover rivedere i suoi piani in corsa. E di conseguenza esporre le sponde sul pick and roll, causa una difesa che ha dovuto maggiormente staccare il lato debole per coprire lo show aggressivo chiesto dallo staff basco nel secondo tempo.

In una serata di emergenza sugli esterni e dove oltretutto Hall ha faticato a mettere a referto punti, la sua produzione offensiva ha fatto tutta la differenza tra un finale in volata e una partita praticamente sempre condotta.

Non si vive di soli isolamenti

Uno degli indicatori migliori dell’ottimo lavoro della difesa milanese è il fatto che il Baskonia abbia negli isolamenti la voce migliore migliore a livello di produzione offensiva. I giocatori baschi hanno prodotto 1,286 ppp in questa situazione. Numero insolito considerando le abitudini della squadra di Dusko Ivanovic.

Parliamo della compagine con il pace più alto e una tendenza a giocare maggiormente situazioni di pick and roll in transizione per sfruttare la dinamicità che si crea da un attacco che corre alla prima occasione e per sfruttare i tiratori presenti a roster. Nella partita del forum tutto questo non è avvenuto.

Gli ospiti si sono trovati spesso a dover trovare fortune dagli isolamenti di Marinkovic (marcato da Poythress) e di Howard per generare tiri aperti. Un roster privo di grandi giocatori di 1 vs 1 (se escludiamo Howard) costretto a generare attacco da situazioni statiche e poco produttive.

L’altro dato indicativo è nella produzione dal pick and roll. Baskonia che si è fermato a un 0,731 ppp nelle situazioni di giochi a due. La capacità di Milano di tenere sempre sotto controllo il ritmo della partita ha costretto il Baskonia a giocare maggiormente a difesa schierata e a esporre in maniera evidente i propri limiti a livello di creazione palla in mano.

Lo stesso Miller-McIntyre è un giocatore ottimo quando può attaccare nord-sud il ferro, meno quando è costretto a creare vantaggio palla in mano contro una difesa che lo costringe a giocare a basso ritmo. E il resto del roster è fatto da gente che deve essere innescata per rendere al meglio e non che si mette in ritmo da sola. Tolto Howard, il roster del Baskonia è fatto di giocatori che vivono di ritmo. Ritmo che lo staff milanese ha tolto in maniera molto efficace.