Olimpia di misura, Virtus brutto stop – EuroLeague Power Ranking

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Olimpia

Settimana che ha visto EuroLeague in campo per il ventottesimo turno, con tante sorprese. L’Olimpia supera il Partizan e prova a rilanciarsi verso un’insperata post season, la Virtus va KO ad Atene pagando a caro prezzo il terzo periodo.

Andiamo a scoprire nel nostro power ranking come cambia la classifica.

18-  ALBA Berlin (=)

Non c’è più un Alba a per la formazione di Gonzales, solo tramonto. Tramonto come le speranze di migliorare il record stagionale in una sfida contro una squadra molto più aventi in classifica che ha (circa) la stessa filosofia. E di fatti i tedeschi tengono a rimbalzo e a livello di assist, dove fanno meglio se consideriamo Miller-McIntyre dall’altra parte, replicano colpo su colpo da oltre l’arco, ma è dentro che la difesa è un colabrodo che concede oltre il 70% a una squadra che ci va veramente poco in area.

17- LDLC ASVEL Villeurbanne (=)

ASVEL non ripete la prestazione di 7 giorni fa contro l’Olimpia. O meglio, la ripete per soli 20 minuti, ma non riesce a costruire un vantaggio che le consenta di respirare, come successo contro l’Olimpia. Senza Paris Lee e De Colo a prendersi le responsabilità in attacco, ma attorno a lui c’è il deserto del Sahara: impossibile pensare di provare a superare una corazzata come il Panathinaikos senza il contributo di tutti gli effettivi.

16- Crvena Zvezda Meridianbet Belgrade (=)

Altro stop per i biancorsossi di Belgrado, che non riescono più a uscire dal tunnel scavato con le loro mani. Nel Principato assistono quasi inermi alla storia di EuroLeague, e la loro stagione verrà ricordata almeno per un evento positivo. Sul campo, invece, nemmeno una gioia parziale: Bolomboy e Mitrovic ci provano, ma il back court è un disastro completo, con Nedovic e Smart assenti non giustificati. La speranza, per loro, è che si arrivi in fretta all’ultima giornata per poi ricostruire da zero.

15- Zalgiris Kaunas (-1)

Partita che la formazione di Andrea Trinchieri getta al vento con quarto periodo da horror, dopo 30 ottimi minuti di gioco contro un Maccabi che ha fatto fatica a innescare i suoi piccoli, complice la serata super di Evans, ancora una volta l’unico a salvarsi. Il 27-14 dell’ultimo periodo è il vero turning point della sfida, con i lituani che avevano provato a scappar via nel terzo periodo, senza riuscire a dare la spallata decisiva.

14- FC Bayer Munich (-2)

Bayern che va KO a Istanbul sotto i colpi di un Efes scatenato, specie nella terza frazione. Tedeschi che hanno una gestione pessima del pallone (17 perse totali) e, nonostante le ottime percentuali dentro l’arco, si trovano a vivere 10 minuti da incubo. Siamo nel terzo periodo quando la difesa bavarese crolla, concedendo la bellezza di 35 punti all’attacco Efes. Nell’altra metà campo le cose non vanno molto meglio, e così arriva il break che decide i giochi.

13- Anadolu Efes Istanbul (+2)

Vittoria che tiene accesa la candela post season per Larkin e compagni. InShane torna a essere quel magnifico realizzatore capace di mettere sotto scacco le difese di tutta Europa, e questo non può che essere un segnale super positivo. Anche Clyburn torna a fare la voce grossa, aumentando il range di pericolosità offensiva dei turchi, che chiudono col 70% da dentro l’arco.