Olimpia Milano, Aaron White: “Volevo rimanere in Europa. Dovremo lavorare duro”

295

Dopo Sergio Rodriguez e Shelvin Mack, tocca ad Aaron White il compito di presentarsi da nuovo giocatore dell’Olimpia Milano. L’ala grande ex Zalgiris Kaunas arriva a Milano dopo due anni in Lituania in cui ha raccolto due titoli nazionali e una partecipazione alle final four di Eurolega del 2018. A introdurlo è il General Manager Christos Stavropoulos:

Aaron porterà velocità e atletismo. Penso che sarà apprezzato dai tifosi per l’energia che è in grado di portare in ogni partita. Siamo felici che sia con noi.

Quanto è stato importante coach Jasikevicius e cosa ti aspetti da Messina?

Lo Zalgiris e il coach sono stati molto importanti per la mia crescita e sono stati una tappa importante per permettermi di arrivare all’Olimpia da coach Messina. Io penso che se lavori duro i risultati arriveranno.

A Milano troverai a giocare con te due playmaker come Shelvin Mack e il Chacho Rodriguez, come pensi che cambierà il gioco rispetto a quello dello Zalgiris?

Sono curioso di giocare con Mack e Rodriguez, due playmaker che vedono molto bene il campo. Potremo giocare molto in campo aperto e loro due potrebbero aiutare anche il mio gioco.

Nelle ultime due stagioni hai raggiunto i playoff  di Eurolega con una squadra di underdog come lo Zalgiris, quali caratteristiche di quella squadra ti auguri di trovare a Milano?

Dobbiamo lavorare assieme. Indipendentemente da chi è sfavorito. Io entro in campo e lavoro duro per vincere le partite ed è la stessa mentalità che avevo a Kaunas. Spero sia la mentalità che avrà tutta la squadra.

C’è qualcosa del basket europeo che preferisci a quello degli USA?

Ho impiegato un paio di anni per ambientarmi al basket europeo. In America si gioca più uno contro uno ed è più dominante il peso delle superstar, qui si gioca più di squadra e si condivide di più il pallone.

Dopo la scorsa stagione ti aspettavi di andare in NBA? E hai ricevuto interessi da squadre NBA?

C’è stato interesse ma poi ho parlato con la mia famiglia e abbiamo scelto di restare in Europa. Milano è una città attraente e c’è la possibilità di proseguire la carriera ad alto livello. Volevo continuare a giocare in Europa e ho colto questa opportunità.

Cosa ti ha chiesto Messina per ricoprire un ruolo che negli ultimi anni ha dato problemi e hai avuto modo di conoscere i tuoi compagni di reparto?

Coach Messina ha scelto giocatori che si complementano tra loro. Non abbiamo parlato nello specifico ma vuole che attacchi il ferro e usi il mio atletismo a rimbalzo. Al momento l’unico con cui ho potuto lavorare è Tarczewski, che conosco dai tempi del college ed è un centro molto atletico e pericoloso. Andrà sfruttato nel gioco al ferro dove può essere distruttivo e a rimbalzo.

Coach Messina ha espresso la possibilità di inserirti in un quintetto piccolo da primo lungo con Brooks. Pensi che questa soluzione possa aiutarti a migliorare?

Avere possibilità di giocare con Brooks, che ha caratteristiche simili alle mie perchè può uscire e tirare da fuori e attaccare dal palleggio, offensivamente ci potrà dare molti vantaggi. Dobbiamo capire se la cosa può funzionare anche in difesa. È sicuramente la direzione che sta prendendo il basket in questo momento.

Vuoi dirci qualcosa sul tatuaggio al braccio?

Sono due tatuaggi: il primo rappresenta il posto in cui sono nato, l’altro è il campidoglio dell’IOWA, dove ho fatto il college, ma uno dei due non è finito. Potrei aggiungerne altri quando avrò tempo, legati alla mia esperienza in Europa.

Che idee hai del mercato europeo con molti nomi in arrivo dalla NBA all’Eurolega?

E’ ottimo per l’Eurolega e per il basket europeo in generale. Più squadre forti ci sono, più può migliorare il brand Eurolega. poi ogni squadra dovrà trovare la giusta chimica e saranno fondamentali gli allenatori, ma tutto ciò è positivo per il prodotto.