Olimpia Milano, il pagellone di metà stagione

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Olimpia Milano
Credits Savino Paolella

Arrivati a metà stagione, e dopo la delusione della Coppa Italia, è il momento di tirare le somme per capire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato nell’Olimpia Milano.

Il bilancio è indubbiamente negativo. Il cammino europeo è stato deludente fin dal principio e si rispecchia in un dodicesimo posto che mal figura con le ambizioni di inizio stagione, pesano in particolare sconfitte sconfortanti con Bayern e Partizan (entrambe subendo la rimonta) ma anche con Alba Berlino e Zalgiris. Senza scomodare le “big” si tratta semplicemente di occasioni perse che potevano valere l’accesso tranquillo ai playoffs.
In LBA le cose non sono andate meglio. Pur consapevoli di una gestione delle energie l’Olimpia Milano ha a lungo inseguito in classifica arrivando a conquistarsi l’accesso alle final 8 addirittura all’ultima giornata. Sconfitte con Napoli, Pesaro, Scafati e Pistoia sono chiaramente dei passi falsi non accettabili e la conquista della finale di Coppa Italia pare essere stato un semplice fuoco di paglia, come dimostra l’atteggiamento e la resa in campo nella finalissima contro Napoli. La stagione è ancora lunga ma le preoccupazioni non mancano.

COSA HA FUNZIONATO

In attacco un paio di situazioni hanno reso abbastanza bene, come apprendiamo da Synergy. I tagli a canestro hanno resto 1.3 punti per possesso mentre in transizione offensiva i punti sono 1.18 per possesso. La cosa Bizzarra? queste situazioni rappresentano rispettivamente il 6,5 e il 10% delle situazioni offensive. Molto poco per due situazioni che ben producono.
Differente discorso per l’attacco in Spot Up, decisamente efficace con 1.08 punti per possesso e una situazione usata per il 26,4% delle volte.

COSA NON HA FUNZIONATO

Strano per una squadra di Messina ma quello che non ha funzionato è soprattutto la difesa. In una situazione offensiva discreta, ma ben lontana dall’eccellenza, la scarsa efficacia difensiva diventa un peso difficile da sostenere.
La difesa sul rollante fa enorme fatica concedendo 1.2 punti per possesso e concentrandosi molto sull’handler (ben difeso), segno che c’è difficoltà nel muovere i piedi per seguire lunghi più veloci e soprattutto atletici.
Questi sono segni che ci dicono che forse a non aver funzionato è stata proprio la costruzione della squadra e tanti errori sono figli di situazioni non chiarite, partendo dal caso Pangos arrivando alla mancanza di atletismo sotto canestro.
Ma andando oltre i dati quello che spesso non ha funzionato è proprio l’atteggiamento e la grinta. Chiariamo, non è intesa come impegno o professionalità ma proprio la scarsa convinzione di imporre il proprio gioco e probabilmente anche una certa “supponenza” nel poterla svoltare in qualsiasi momento. La storia di questo gioco però ci insegna che il famoso “click” è molto più difficile da far scattare all’interno di una partita.

PAGELLONE

Shields 6,5: è chiaramente il go to guy di questa squadra e il talento è straripante. Capace di segnare in ogni situazione e in ogni momento unendo il tutto a una più che discreta difesa. Cosa non va? l’eccessiva insistenza palla in mano che spesso finisce per sabotare il suo stesso gioco.

Mirotic 6,5: talento enorme e capacità disarmante di segnare. Regge a lungo la baracca offensivamente poi si ferma per un infortunio al tendine d’Achille. Condizionante in difesa ma sarebbe molto più gestibile con una batteria di esterni aggressiva sugli handler. Inattaccabile sul piano umano e dell’impegno.

Melli 6,5: leader e faro difensivo della squadra, senza di lui crollerebbe praticamente ogni aspetto difensivo. A livello tattico è chiaramente il più intelligente della squadra ma se vogliamo trovargli un difetto si dimentica troppo spesso che può anche attaccare il canestro. Alti e bassi anche a livello fisico, figli dell’estate in nazionale, che pesano sul rendimento dell’intera Olimpia Milano.

Hall 5,5: ogni tanto ci ricorda il talento visto nella sua prima stagione milanese, mentre ogni tanto ci ricorda le due annate successive. Molto molto incostante offensivamente e questo per una guardia è un problema. Non basta l’ottima difesa.

Tonut 5,5: inizia la stagione molto bene, con convinzione dei suoi mezzi. Messina se ne accorge e gli regala spazio tuttavia poi tornano i difetti dell’annata precedente. Indecisioni, poca aggressività offensiva, disattenzioni. Ed è un peccato perché vanifica quanto fatto nei primi mesi.

Napier 5: il ritorno del figliol prodigo non ha lo stesso effetto del 2023. Sicuramente un handler che porta sicurezze ma il pasticci e la confusione la fanno da padrone, ogni azione può segnare una tripla come regalare un facile contropiede. Troppa troppa incostanza al tiro

Flaccadori 7: lo premiamo per i primi 3 eccellenti mesi di stagione dove si ritrova sostanzialmente a reggere da solo il ruolo di play. Eroe a Barcellona e tantissima personalità in campo. Peccato il calo (fisiologico) nei mesi di gennaio e febbraio.

Poythress 4: delusione gigantesca, spesso fuori posizione e molto disattento difensivamente e a rimbalzo. Il vero problema è che non riesce a fare il vuoto neanche in LBA dove il suo aiuto sarebbe stato fondamentale.

Voigtmann 4: una stagione al limite dell’irritante fatta di rifiuti al tiro e tanta, troppa, passività nel gioco milanese. Non basta il passaggio baseball per riabilitare una stagione, troppe volte sembra semplicemente “non giocare” e questa rischia di essere perfino peggio del giocare male.

Bortolani 7: dicembre di fuoco dove mostra cazzimma e talento ma soprattutto grande capacità nel prendersi la conclusione dall’arco. Poi però l’effetto finisce, le difese iniziano a conoscerti e ti mettono il fisico addosso. C’è bisogno di imparare ad adeguarsi e anche a limitare i danni difensivamente.

Lo 5: Ci sono partite importanti come quelle contro Stella Rossa e Real Madrid ma ci sono anche partite anonime e soprattutto ben 3 stop per infortuni. La fragilità fisica si è rivelata un brutto e inaspettato punto debole.

Kamagate 5: talento fisico e voglia di lavorare sono evidenti ma è anche evidente quanto debba ancora lavorare per raggiungere un livello accettabile per l’Olimpia Milano. Il prestito a Tortona può fargli bene anche se sta mostrando difficoltà anche in quel contesto.

Hines 6: è sempre un leader ma la difficoltà fisica dovuta all’età sta prendendo il sopravvento. Siamo all’ultimo giro di giostra?

Ricci 5: stagione per larghi tratti anonima dove è mancato il tiro e il controllo difensivo. In ripresa nell’ultimo periodo ma siamo lontano dalla sufficienza.

Pangos 3: l’errore della conferma in maglia Olimpia Milano è cristallino ma la sensazione è stata proprio quella di vedere un ex giocatore e anche a Valencia ora si percepisce la stessa cosa.

McGruder 6: pochissime partite giocate, solo in Euroleague, ma si vede impegno difensivo e grande voglia di lottare su ogni pallone. Giocatore interessante.

Caruso SV: troppo poco spazio in un ruolo dove c’è fin troppa concorrenza per emergere

Baron SV: di fatto non ha mai giocato e le sensazioni sulla sua stagione sono pessime.

Messina 4: indubbiamente il primo responsabile della stagione. Ci sono i tanti errori in fase di costruzione (Pangos, Poythress e la difficoltà nell’amalgamare il tutto) che influiscono direttamente in quella che è la resa in campo. Ma a livello tecnico anche l’insistenza su certe idee (il famoso “quintettone”) e la difficoltà nell’uscire dai propri dogmi ha messo in difficoltà la squadra. La grande delusione è vedere una squadra di Messina difendere cosi male e in maniera cosi incostante, questo è lo specchio della stagione forse.
La fiducia della proprietà è incondizionata ma basterà? Il futuro è tutto da chiarire