Olimpia Milano: James-dagger, i vantaggi e il prof. Micov

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Alessia Doniselli

Sembra quasi che quel 78-80 negli ultimi secondi della partita porti bene all’Olimpia Milano, che una settimana fa ha trovato tre liberi per battere il Khimki a fil di sirena, mentre ieri sera ha pescato la tripla vincente a un secondo dalla fine per domare l’Efes.
È necessario partire da queste due giocate e appurare che Mike James, fisiologico autore di entrambe, sia la differenza sostanziale tra un record 2-3 e quello attuale 4-1, perché se in alcuni momenti iniziali della scorsa stagione l’Olimpia è riuscita a mettere paura alle grandi (Fenerbahce, Olympiacos, ma anche CSKA a domicilio) senza vincere, quest’anno è stato aggiunto ciò che da anni a livello europeo non si era mai visto: il closer.

L’ex Panathinaikos è stato portato a Milano a fior di milioni proprio per essere il leader designato della squadra e far fare il salto di qualità nei momenti che contano. Sebbene l’amalgama della squadra sia sempre in miglioramento, spesso le vittorie e le sconfitte sono determinate da situazioni. James ha risolto da campione entrambi questi momenti importanti, ma la tripla contro l’Efes testimonia ancor di più le sue qualità morali, che dopo una partita orrenda per efficacia, ma soprattutto per scelte offensive, ha voluto la palla, rischiato la frittata, riuscendo poi a completare la giocata del match. Guardando il suo linguaggio del corpo negli svariati replay, stupisce come a pallone rilasciato e occhi diretti al ferro, avesse già capito che la retina sarebbe stata la destinazione.

THAT’S MY TEAM

È quello che sembra dire tornando verso la panchina dopo il cosiddetto dagger e non c’è dubbio che le sue prestazioni nei finali di partita decideranno che posizione l’Olimpia occuperà anche tra qualche mese quando gli episodi, la loro casualità e la consistenza verranno inevitabilmente a galla mostrando i veri valori delle squadre che proveranno l’assalto alle Final Four. L’assenza di Nedovic lo ha costretto agli straordinari in campo, a diverse azioni di relax difensivo e a una gestione delle forze finalizzata al clutch, ma è evidente che la squadra per trovare equilibrio, soprattutto con la mancanza del serbo, non possa fare a meno anche di Vlado Micov.

Il +14 di plus-minus del serbo è esemplificativo non tanto per la cifra in sé, quanto per la qualità di gioco espressa dalla squadra con lui in campo o senza. Al netto dei classici punti che ormai il professore porta alla causa con insospettabile continuità, è la gestione del pallone, la creazione di gioco e la stabilità che regala anche quando James gioca lontano dalla palla e considerato che in quei minuti molto è stato demandato alla schizofrenica gestione di Jerrells, è facile capire quanto un equilibratore possa essere non solo necessario, ma essenziale.

Alessia Doniselli

PRO E CONTRO DI UNA VITTORIA CHE DÀ MORALE

Dopo una vittoria così è necessario guardare il bicchiere mezzo pieno e se vogliamo andare oltre il risultato finale, la bontà della prestazione biancorossa va oltre il tiro di Mike James, perché offensivamente è stata in grado anche nel momento di parziale dell’Efes, di creare tiri apertissimi che se segnati anche con mediocri percentuali avrebbero potuto chiudere anzitempo il match. Si ricordano nitidamente due triple con metri di spazio per Kuzminskas e altrettante per Bertans che pare quasi più a suo agio a ricevere e comporsi in movimento rispetto ai tiri spot up. I biancorossi hanno continuato a creare, mantenendo un filo logico nel loro attacco e perseguendo la circolazione spesso innescata dalle scorribande di James. Questa qualità offensiva, determinata anche dagli extra possessi di un ormai imprescindibile Gudaitis “uomo-ovunque”, hanno garantito buoni tiri, fiducia e possibilità, che magari con forze più lucide nei minuti finali avrebbero potuto portare un finale più tranquillo.

Il rovescio della medaglia è proprio questa incapacità di gestire due vantaggi importanti (15 e 14 punti). A livello di Eurolega è molto difficile trovare un Micic che, dopo un’ottima partita, faccia 0-2 concedendoti una seconda possibilità e dilapidare, soprattutto tra le mura amiche, due vantaggi di quell’enormità è un delitto capitale. Tutto viene cancellato dalla vittoria, ma l’impressione è che questa squadra debba ancora maturare nella gestione dei momenti del match, quando non deve andare a 100% per staccare gli avversari, ma semplicemente gestire tempi e ritmi senza andare in affanno con forzature (molte di James per la verità). Anche questo sarà un processo per legittimare quel secondo posto in classifica che sembra quasi incredibile dopo anni di bassifondi, ma che potrebbe davvero essere il propellente per una stagione di soddisfazioni e competizioni vere. Settimana prossima arriva il CSKA e probabilmente tornerà anche Nedovic, per vedere ancora una volta di che pasta è questa Olimpia contro gli imbattuti.