Olimpia Milano, Jeff Brooks: Impossibile rifiutare Milano, scelta professionale e di vita

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L’Olimpia Milano ha messo in mostra le sue stelle Nemanja Nedovic e Mike James nella conferenza di presentazione, ma un altro acquisto molto importante e potenzialmente chiave per la stagione potrebbe essere Jeff Brooks, con il quale abbiamo parlato del suo arrivo, del suo passaporto e delle aspirazioni.

Hai voluto giocare in Eurolega, ma probabilmente c’erano altre squadre interessate a te. Perché quindi proprio Milano?

Non ricordo quali e quante squadre fossero nella lista degli interessati a me, ma quando il mio agente mi ha proposto Milano e il fatto che potessimo unire la sfida professionale alla cittadinanza italiana che stavo per conseguire, è stata una scelta automatica sia di vita che di carriera. Quando arriva un’offerta da una società come Milano è impossibile lasciarla sul tavolo. Ho avuto la possibilità di ritornare in Italia dove ho conosciuto mia moglie e dove ho la possibilità di far vivere a mio figlio la nazione dove ha la cittadinanza. Sono una serie di cose splendide che mi hanno fatto dire sì a questa proposta.

 

Questo significa anche che in Italia ti trovi bene.

Certo ricordo con grande piacere la stagione di Caserta che è stata una delle più importanti della mia carriera, perché mi ha aiutato a passare da giovane giocatore ad essere consapevole dei miei mezzi grazie all’ambiente, alla squadra e a veterani come Mordente e Michelori.

Flickr Olimpia

Dove credi di poter dare il meglio in questa squadra?

In tantissimi mi hanno chiesto se preferisco giocare da tre o da quattro e onestamente dico che amo entrambi i ruoli perché posso essere in vantaggio in ogni caso. Ci sono tre che non hanno la mia taglia fisica e quattro che non hanno la mia velocità, posso giocare fronte o spalle a canestro con la differenza che io spesso posso marcare qualsiasi tipo di giocatore in questi due ruoli. Non sono pagato per decidere, ma per giocare e dovunque vorrà mettermi il coach sarò contento di essere in campo e competere.

 

Come ti stai riavvicinando alla cultura italiana visto che sei vicino ad averne il passaporto?

Mia moglie mi sta aiutando a studiare e in questo periodo avendo un po’ più di tempo mi sto dedicando a seguire delle lezioni. Lei parla a mio figlio in italiano, così come io gli parlo in inglese, ma voglio essere quanto prima anche io in grado di parlargli in italiano. Spero in un paio d’anni di poter parlare fluentemente e in modo corretto la lingua. Al momento dico solo qualche piccola frase, ma capisco abbastanza. Sono ancora incerto e devo essere tranquillo per poterci ragionare.